I maltrattamenti dei bambini

I maltrattamenti dei bambiniQuello di cui parlerò non riguarda la nostra realtà locale ma essendo inerente la scuola riguarda sempre tutti noi.
Nei giorni scorsi le cronache nazionali ci hanno informato su un ulteriore caso di maltrattamenti di bambini della scuola dell’infanzia da parte di una loro insegnante. L’episodio, o meglio, gli episodi perché si tratta di comportamenti reiterati nel tempo e documentati con una telecamera nascosta, sono avvenuti nella zona di Monza.
Non essendo un caso isolato (purtroppo negli ultimi anni si sono registrati diversi fatti analoghi), il problema assume i caratteri di una questione da affrontare a livello generale: non basta punire le insegnanti responsabili, bisogna prevedere degli interventi in modo tale da prevenire i maltrattamenti, perché i traumi in bambini così piccoli possono avere conseguenze anche gravi sul piano psicologico.
La problematica investe diversi aspetti.
Il primo che mi viene in mente è la formazione. Nel sistema scolastico, fino a ieri, l’intensità della formazione era inversamente proporzionale agli ordini di scuola. Per la scuola materna erano sufficienti tre anni, per la scuola elementare ce ne volevano quattro, dalla scuola media in su occorreva la laurea. Ciò era dettato dall’errata convinzione che per insegnare ai bambini della scuola materna occorrevano meno competenze rispetto ad una scuola media. Niente di più errato. Più i bambini sono piccoli e più è difficile gestirli, comprenderne la psicologia, gli umori, prevederne le reazioni, controllare i comportamenti, interessarli con proposte didattiche coinvolgenti. I comportamenti sbagliati delle insegnanti non sono il frutto in sé di una cattiveria congenita da parte delle stesse (a parte qualche eccezione) quanto della loro inadeguatezza a livello di preparazione nell’affrontare la gestione di un gruppo di bambini e di rapportarsi con loro in modo corretto.
E qui subentra il secondo aspetto che riguarda il reclutamento. Non tutte le persone sono adatte a svolgere il lavoro di insegnante, soprattutto di bambini così piccoli. La formula del tema e dell’interrogazione orale per compilare una graduatoria non è sufficiente per valutare anche l’attitudine al ruolo della candidata (o candidato). Anche l’anno di prova, ad esempio, prima della definitiva entrata in ruolo, può essere fondamentale per mettere a fuoco la capacità di un’ insegnante (scusate se parlo sempre al femminile ma nella scuola dell’infanzia ci sono quasi esclusivamente donne) a rapportarsi con i bambini ed anche con il resto del corpo docente.
L’ultimo aspetto riguarda il tipo di intervento messo in atto dal dirigente scolastico nell’ultimo caso del monzese. I genitori lo hanno allertato e lui non ha pensato altro che coinvolgere i carabinieri i quali hanno installato una telecamera nascosta per documentare le angherie della insegnante nel corso di un periodo piuttosto lungo, tanto che i casi di maltrattamenti sono risultati un centinaio. Per tutto quel tempo i bambini sono stati “usati” come cavie o come esche per testimoniare che quella maestra li maltrattava, addirittura li costringeva a trattenere i loro bisogni non facendoli andare al bagno. Per me è inaudita una cosa del genere. Ed il disagio che i bambini hanno dovuto subire per tutto quel tempo? Chi li ripaga?
Qualcuno si chiederà: tu che avresti fatto? Se fossi stato un dirigente scolastico avrei trasferito il mio ufficio in quell’aula o nelle immediate vicinanze per proteggere i bambini, magari evitando di continuare a lasciare sola con loro quell’insegnante. Soprattutto sapendo che era già stata trasferita da un’altra scuola per i suoi modi non proprio urbani. Certo, con tutta quella casistica documentata sarà più facile licenziarla, ma sicuramente ci sarebbero state altre strade comunque efficacilimitando al minimo le sofferenze dei bambini.

Riccardo Serroni

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Una risposta a I maltrattamenti dei bambini

  1. Renzo Gatti scrive:

    RICCARDO è la stessa domanda che mi sono posto io quando leggo o ascolto certe notizie . Perchè aspettare cosi tanto tempo per aspettare che venga reiterato il reato? Possibile che non si riesca ad intavolare un ragionamento quando certe persone hanno un comportamento non consono al suo ruolo? Questo ragionamento non riguarda solo i casi nelle scuole ma anche tanti altri ambiti come i comportamenti particolarmente dei pubblici dipendenti che ascoltiamo dai media.

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