IL “CALVARIO” DEL GUALDESE DON DAVID BERRETTINI – ONLINE

Il 19 giugno 1944, poco dopo le 5 del mattino, un ufficiale tedesco intima a don David Berrettini di presentarisi al comando per essere interrogato circa una presunta azione partigiana in cui sarebbero rimasti feriti alcuni soldati tedeschi. In realtà nessuno nella zona se ne accorse e non furono rinvenute tracce di alcun tipo che potessero confermare l’avvenuto attentato. Don Berrettini scappa, dirigendosi sul monte Maggio e i tedeschi per rappresaglia prendono in ostaggio 23 marischiani. Don David, informato degli eventi, ritorna a Marischio e dopo un processo sommario viene fucilato.

“Don David fu costretto a scavarsi la fossa, mentre gli aguzzini assistevano aspettando con le armi spianate, impazienti di far fuoco e consumare il delitto. Scava con mano tremante, ma il terreno argilloso è particolarmente duro; inoltre egli affronta l’inumano adempimento che gli viene imposto nell’atteggiamento di un individuo prostrato dalla sofferenza e dall’angoscia e, non considerato particolarmente solerte nell’adempimento impostogli, viene anche picchiato perché faccia presto”.
La morte di don David Berrettini non fu causata da una serie fortuita di eventi, fu un bersaglio scelto, voluto, la causa probabilmente è da ricercare nella fucilazione dei partigiani a cui era stato costretto ad assistere un mese prima e nelle irruzioni in canonica dei fascisti alla ricerca di partigiani. La sua fucilazione avvenne di notte, di nascosto, non di giorno e pubblicamente come monito per la popolazione, prendendo a pretesto un’azione partigiana inventata allo scopo. I contorni della vicenda, tralasciando prese di posizione ideologiche, sono ancora tutti da ricostruire.
Fatto sta che gli abitanti di Marischio (e non solo…) se ne infischiarono della sorte del loro parroco, e addirittura lo insultarono pesantemente dopo il suo ritorno dalla “fuga”.
Oggi, dopo tanto tempo, è giunta l’ora di restituire l’onore a don David Berrettini.

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