Il consiglio comunale sull’ipotesi progettuale di Rocchetta spa

Il consiglio comunale sull’ipotesi progettuale di Rocchetta spaIl consiglio comunale di Gualdo Tadino, nella seduta del 20 febbraio, ha espresso a maggioranza un primo sì all’ipotesi progettuale di Rocchetta spa per il recupero dell’oasi della Rocchetta devastata dall’alluvione del novembre 2013. In ordine sparso l’opposizione: Paola Gramaccia (Gualdo civica) si è astenuta, Brunello Castellani (Appello per Gualdo) ha votato contro mentre Stefania Troiani (5 Stelle) e Forza Italia (Silvia Minelli e Roberto Morroni) non hanno partecipato al voto. Il consiglio ha approvato un documento della giunta nel quale si esplicita la convinzione che si tratti di un’opportunità da non lasciare cadere. Nel documento si preannuncia un investimento finanziario di Rocchetta spa che va ben al di là dei 4-5 milioni di euro annunciati in precedenza. Si parla di 4-5 milioni per l’oasi, dai 10 ai 12 milioni di euro per le nuove tecnologie nello stabilimento esistente e dai 5 ai 7 milioni di euro per la nuova linea di imbottigliamento sfruttando il nuovo pozzo (R6). La ricaduta occupazionale dovrebbe essere sui 25 nuovi posti di lavoro. Il documento della giunta presenta alcuni paletti: l’accesso all’oasi della Rocchetta dovrà essere consentito a tutti (quindi niente sbarre); in prossimità delle fonti dovrà esserci un posto ristoro; dovrà essere realizzato un itinerario dell’acqua che colleghi Rocchetta- Santo Marzio- San Guido e Capodacqua; nella esecuzione dei lavori dovranno essere utilizzate il più possibile imprese e manodopera locale; il rinnovo della concessione a Rocchetta spa (che scadrà tra 7 anni) non dovrà essere penalizzante per l’approvvigionamento dell’acquedotto pubblico con una previsione certa dei prelievi. Sullo sfondo c’è l’intenzione dichiarata del sindaco Presciutti di stabilire un nuovo rapporto istituzionale con l’azienda Rocchetta affinché la città di Gualdo abbia i maggiori benefici possibili dalla presenza di questa azienda sul proprio territorio. Variegate, come detto, le posizioni dell’opposizione. Stefania Troiani (5 Stelle) è assolutamente contraria a concedere lo sfruttamento di un nuovo pozzo ed ha accusato la giunta di superficialità procedurale e della mancanza di dati rilevanti; Brunello Castellani (Appello per Gualdo), pur possibilista sull’investimento, non ha condiviso il percorso  e avrebbe voluto un comune protagonista in questa vicenda con un suo progetto ambizioso. Anche Roberto Morroni (Forza Italia) vorrebbe che l’occasione venisse utilizzata per un progetto ambizioso realizzato tramite un concorso nazionale per idee. Inoltre prima di parlare del progetto bisognerebbe sapere quanta acqua verrà ulteriormente imbottigliata per verificare se i nuovi prelievi siano compatibili con l’approvvigionamento dell’acquedotto pubblico. Mentre Paola Gramaccia (Gualdo civica) ha proposto la costituzione di un tavolo tecnico (con Forestale, Provincia, Comunità Montana e Regione) per seguire l’iter del progetto. Comunque siamo solo all’inizio. Si tornerà a parlarne, e molto, di fronte al progetto esecutivo. Il comune, nel frattempo, ha presentato alla regione un proprio progetto per la messa in sicurezza dell’area firmato dal dr Andrea Angeletti con una richiesta di 3 milioni di euro di finanziamento.

Riccardo Serroni

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2 risposte a Il consiglio comunale sull’ipotesi progettuale di Rocchetta spa

  1. Filippo Cappellini scrive:

    Ad oggi la Rocchetta Spa non ha limite di prelievo. Nessuno sa’ quanti litri di acqua vengono prelevati e men che meno qual’è il limite che possono sopportare le nostre sorgenti.
    Secondo me la questione non verte tanto sul numero di pozzi, non mi sentirei di negare a priori un nuovo pozzo. Quello che spero è che si capisca qual’è la portata sostenibile delle nostre sorgenti e si dia un TETTO ai prelievi,certo e quantificabile.
    La situazione ad oggi è al limite del ridicolo: chiedere un altro pozzo quando non si hanno limiti di prelievo è risibile.

    Vorrei anche capire se nei costi del progetto è stata preventivata la messa in sicurezza dell’intera zona o ci si affida solo al progetto del Comune presentato in Regione: non vorrei ricadere nella trappola dell’interesse privato/costo pubblico.

    Aggiungo inoltre che riportare in superficie il fiume ( e deviarlo dal percorso della strada ) mi sembra un’idea sensata e condivisibile. Mi domando però se ci sarà effettivamente sufficiente portata d’acqua nell’arco degli anni, e auspico un indagine tecnica alternativa a quella della Rocchetta Spa a riguardo.

    Spero che i vari comitati pro acqua, quelli cittadini, la comunanza ed i partiti interessati saranno abbastanza lungimiranti da creare un comitato comune per affrontare questa sfida,ne capiscano l’importanza, trovino una linea unitaria e sappiano creare un manifesto nel quale i cittadini si sentano rappresentati.
    Tale manifesto andrebbe usato dalle istituzioni come base per un progetto alternativo o perlomeno per modificare a sufficienza il progetto esistente presentato dalla Rocchetta.

  2. Francesco Troni scrive:

    Solo 2 domande:
    1 – I territori per i quali il Comune ha presentato alla regione un proprio progetto per la messa in sicurezza dell’area con una richiesta di 3 milioni di euro di finanziamento, ricadono all’interno dell’area sottoposta a concessione mineraria a favore della Rocchetta S.p.A.?
    2 – Se la risposta alla domanda precedente è “SI”, in base alla Legge Regionale 22/2008, Articolo 15, Commi 1 e 2, è legale la richiesta di 3 milioni di euro di finanziamento presentata dal Comune alla Regione per il proprio progetto per la messa in sicurezza dell’area?

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