Il gioco “dell’oca” ai lavoratori J.P. Industries non piace

Il gioco “dell’oca” ai lavoratori J.P. Industries non piaceL’estate è finita e per i lavoratori della j.p. industries non è stata di certo facile  e questo ormai accade da diversi anni ma di certo non ci si abitua.
In questi anni difficili che vedono coinvolti migliaia di lavoratori  , dopo  bandi internazionali, annunci, piani industriali, accordi di  programma, riqualificazione ed altro ancora, come il classico gioco dell’OCA si parte dal via ed in automatico dopo pochi lanci dei dadi, si cade nella casella che ti fa ritornare  al via.

Questo gioco fino ad ora, anche se a torto collo ha visto la conpartecipazione dei lavoratori ex A. MERLONI e J.P. INDUSTRIES, ora non è più possibile.

Siamo infatti giunti al punto di non ritorno, se il gioco dell’oca fino ad ora era accettato, oggi, sul tavolo  ci sono  scadenze degli ammortizzatori sociali, ( mobilità -12 ottobre 2016 per gli ex MERLONI) e l’annuncio, anche se al momento sospeso da parte della proprietà di messa in mobilità di 400 operai della J.P industries, pertanto  le cose dette e gli impegni presi, o  vengono messi in atto o il tornare al punto di partenza  significherebbe che gli sforzi fatti  e i soldi spesi sono stati gettati alle ortiche.

Si sta quindi giocando una patita difficilissima e probabilmente tempo per le rivincite non ci saranno,   come componente della segreteria fiom- cgil non vedo alcuna soluzione per i lavoratori ex MERLONI.

 I 28 milioni messi a disposizione da governo e regione nell’ambito della riqualificazione dell’area ex A. MERLONI non garantiscono minimamente  l’occupazione degli ex lavoratori, ne tanto meno una forte ricaduta industriale sul territorio dove è sito lo stabilimento, almeno in UMBRIA.

La vicenda j.p industries  che ogni giorno che passa diventa sempre più ridicola, sta infatti ritornando al 2011, dove la proprietà presentarono  la loro offerta ai commissari attraverso i bandi internazionali,  chiedendo uno stabilimento a  FABRIANO e 200 operai.

Basta quindi con l’indovinello  del chi è nato prima l’uovo o la gallina, non si può continuare con il balletto tra il prestito bancario  e  il piano industriale della j.p. industries.

si sapeva fin dall’inizio che il nodo da sciogliere era questo e dopo oltre 4 anni e mezzo siamo ancora d’accapo e come detto all’inizio  le scadenze sono dietro l’angolo.

Siamo in attesa dell’incontro annunciato dal vice ministro  allo sviluppo economico che si doveva tenere   ad agosto ma capisco, le ferie sono un diritto ma è ora che questa data venga divulgata e visti i tempi, necessità che ogni soggetto interessato si prenda le proprie responsabilità.

Pertanto, a questo incontro personalmente ritengo che il vice ministro  convochi oltre alle banche anche regioni sindacati e proprietà, se qualcuno sta giocando sporco è giunto il momento di scoprire le carte, si giunga alla verità dei fatti e sopratutto alla ripresa del lavoro per migliaia di operai e non solo.

segreteria fiom-cgil
luciano recchioni

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2 risposte a Il gioco “dell’oca” ai lavoratori J.P. Industries non piace

  1. giuseppe ascani scrive:

    Egregio Sig. REcchioni,
    se fosse per me, abolirei per legge il suo sindacato per inutile servizio ai lavoratori.
    Tutti sanno che, grazie anche ai sindacati, si sono buttati milioni di euro pubblici per sovvenzionare un tipo di industria che non potrà mai avere le condizioni di mercato favorevoli per qualsivoglia attività produttiva.
    Dopo quasi un decennio di cassa integrazione che è stato senza dubbio uno dei più grandi scandali di questo paese, ancora oggi si continua il pianto per come sovvenzionare questi disoccupati che sono diventati dei “fannulloni” assistiti. (tra l’altro ci sarebbe da aprire una discussione sul fatto che non si sono riqualificati, hanno rinunciato a nuovi posti per non perdere la cassa integrazione , ed altre situazioni scandalose). Abbiamo speso una marea di milioni senza ottenere nessun beneficio in termini di una professionalità per gli ex merloni.
    Mi dica Sig, Recchioni, quante ore di servizio sociale Lei ha prestato presso gli enti pubblici?? Lei che dovrebbe dare l’esempio ci dica come ci ha ripagato dei soldi che ha insaccato in tutti questi anni? Quale ente pubblico e che mansioni ha svolto in questi anni per la collettività ?? Se, per caso non dovesse aver dato il suo contributo, be….. la mia risposta non le piacerebbe sicuramente.

    • luciano scrive:

      Illustrissimo Dott. GIUSEPPE ASCANI ,
      la ringrazio per il suo intervento in quanto finalmente, sento esprimere una opinione in merito alla vicenda legata alla ex A. MERLONI da cittadini e non solo dagli addetti ai lavori. Da subito comunque le dico che quanto lei esprime non lo condivido. La sua opinione in merito al sindacato la lascio a lei , in questo paese, anche se spesso è messa a dura prova, esiste la democrazia e se lei ha dubbi e problemi su e con il mio sindacato, pazienza, me ne farò una ragione.
      Per quanto riguarda il resto della sua opinione, le debbo dire che quanto fatto e quanto si sta facendo è tutto a norma di legge, si può documentare e se ritiene che la legge è sbagliata, posso assicurala che sono daccordo con lei.
      Ritengo però di cattivo gusto la sua considerazione nei confronti dei lavoratori, la perdita del lavoro per centinaia di operai, in totale circa 5000, non si assorbisce con una passata di spugna e definirli “fannulloni assistiti” lede l’onestà e la dignità di ogni singolo lavoratore, perchè vivere con 700- 800 euro al mese e per la maggior parte di essi con famiglia e figli a carico, oggi è praticamente impossibile se non si hanno altre entrate . Avrebbe magari potuto criticarli sul fatto che molti stanno utilizzando il loro tempo, facendo i classici lavori in nero, creando problemi a chi in quei lavori ci campa e paga le tasse ma questo forse non fa comodo . Rimarcando il suo non conoscere le leggi in materia, le assicuro che i lavoratori si sono riqualificati attraverso corsi di formazione finanziati da regione e comunità europea, a proposito si sono riaperte le iscrizioni per il 2o17 ma di fatto la tipologia dei corsi non portano l’occupazione che il territorio richiede. La grande offerta di manodopera inoltre, sta portando i pochi soggetti che richiedono assunzioni, alla mercificazione del lavoro con ore lavorative inconcepibili e paghe da soglia della povertà, quindi prima di esprimersi si informi e se lo ha fatto si è rivolto a soggetti ignoranti in materia. Per quanto mi riguarda, io sono un dipendente della j.p. industries e utilizzo, come legge afferma, la cassa integrazione, certo rispetto ad altri, da oltre un anno non metto piede in azienda per lavorare ma questo è dovuto a mio giudizio a quanto ho riportato sull’artico dato alla stampa. Pertanto io non ho problemi a dare il mio apporto sociale anzi, chi avrà l’onore di offrirmi questa opportunità si troverà difronte una persona seria e qualificata ma come legge stabilisce, finchè non si è in stato di mobilità non si può dare questo contributo. Infine ricordo che i lavoratori ex A.MERLONI, sia quelli dallo scorso ottobre che da un anno non hanno più ammortizzatori sociali, che quelli del prossimo ottobre e quelli dell’ottobre 2017, quando sono stati chiamati da enti pubblici, a parte qualche rarissima eccezione, hanno tutti risposto ad offrire i loro servigi per la collettività, chiamarli fannulloni assistiti è da ipocrita.

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