IL MONOGRAMMA DI MARINO PIERI di Luca Casagrande

Marino Pieri, piatto con ritratto di Agnolo Doni (da Raffaello) e ornato fitomorfo, diam. cm 30. Gualdo Tadino, collezione privata.

Recentemente, è stato pubblicato il saggio Marino Pieri errabondo del lustro a cura del Prof. Ettore A. Sannipoli 1, nel quale la figura di questo sfuggente personaggio è stata affrontata in maniera esaustiva. Il presente scritto ha il solo scopo di apportare una piccola integrazione riguardo alle svariate e caratteristiche segnature dell’autore, perciò le nozioni biografiche qui riproposte saranno ridotte al minimo indispensabile.
Valente lustratore e pittore, in possesso di un procedimento atto ad applicare i processi fotografici sulle maioliche e sulle porcellane, Marino Pieri, con ogni probabilità nasce a San Marino nel 1825 e dopo aver vagato tra alcuni dei più importanti centri ceramici dell’epoca (Gubbio, Sesto Fiorentino, Faenza, Pesaro, Gualdo Tadino), muore a Fabriano in estrema povertà, il 23 Maggio del 18852.
Poniamo ora attenzione alle diverse firme certamente apposte dal Pieri, sempre caratterizzate dalla presenza del cognome per esteso, esaminandone con accuratezza i grafismi. A questo punto, risulteranno fondamentali quelle visibili sul verso di due piatti lustrati:

1.a-b. Marino Pieri, piatto con ritratto di Agnolo Doni (da Raffaello) e ornato fitomorfo, diam. cm 30. Gualdo Tadino, collezione privata.

il primo con il “ritratto di Agnolo Doni e ornato fitomorfo” («MPieri» parzialmente sovrapposta in blu) [fig. 1a-b];

2.a-b. Marino Pieri, piatto con edificio sormontato da due cupole, e alberi, diam. cm 28,5. Gubbio, collezione privata.

il secondo con un “edificio sormontato da due cupole, e alberi” («MPieri» parzialmente sovrapposta in lustro oro) [fig. 2a-b]3. Confrontando le sigle suddette con quelle di altri due piatti inediti, le cui segnature vengono comunemente interpretate come “M.C.” e perciò erroneamente attribuite alla manifattura fabrianese di Cesare Miliani, si riconosceranno, invece, le iniziali “M.P.” con la precisa grafia di Marino Pieri e intrecciate alla sua maniera.
Di seguito una veloce descrizione delle due opere, appartenenti ad un’importante collezione privata, che in questa circostanza vengono presentate.

3.a-b. Marino Pieri (Fabriano?), piatto con la Madonna col Bambino e San Giovannino (da Raffaello) e ornato zoo-fitomorfo, diam. cm 35. Collezione privata.

Il primo piatto, in monocromia blu e lustro oro, raffigura la Madonna col Bambino e San Giovannino (da Raffaello, con minime varianti), mentre tutt’attorno corre una grottesca zoo-fitomorfa su fondo blu, scandita da tre conchiglie ‘a ventaglio’ e altrettanti scudi con profili virili sovrapposti, sormontati da corone. Sul verso, all’interno del basso piede ad anello, si trova la doppia firma monogrammata del Pieri («MP» parzialmente sovrapposte), in lustro oro e in nero [fig. 3a-b].

4.a-b. Marino Pieri (Fabriano?), piatto con gentil donna a mezzo busto e ornato geometrico-fitomorfo, diam. cm 32. Collezione privata.

Il secondo piatto, in bicromia blu e nero con l’aggiunta di lustro oro e rubino in terza cottura, ritrae una gentil donna a mezzo busto, posta di tre quarti, alle spalle della quale, su un fondo tinto di un intenso lustro dorato, si srotola un sinuoso cartiglio recante la scritta «LAVRA / BELLA», affiancato da un’esile infiorescenza. Il medaglione centrale è delimitato da una sottile filettatura blu ed è circondato da un ornato geometrico-fitomorfo costituito da ‘palmette’ stilizzate, girali fogliati e perlinature su fondo bianco candido. Sul verso, al centro del basso piede ad anello, è visibile, anche in questo caso, la firma monogrammata del Pieri in nero («MP» parzialmente sovrapposte) [fig. 4a-b].
La foggia, lo stile, gli ornati, i lustri metallici e ovviamente il monogramma, consentono di ascrivere i due piatti all’abile mano di Marino Pieri (è ipotizzabile che essi siano stati prodotti in ambito fabrianese prima della sua scomparsa).
L’auspicio è che, tramite la decifrazione esposta in questo scritto, possano emergere opere ad oggi sconosciute, rimaste nell’ombra o finora attribuite ad altre manifatture, in modo tale da progredire ulteriormente negli studi su quest’uomo misterioso, e perché no, anche sul suo legame, imprescindibile, con la riscoperta dei lustri metallici a Gualdo Tadino, ancora oggi viva e onorata tradizione di questa città.

Grazie a E.A. Sannipoli e A. C.

Luca Casagrande


Didascalie delle illustrazioni

1.a-b. Marino Pieri, piatto con ritratto di Agnolo Doni (da Raffaello) e ornato fitomorfo, diam. cm 30. Gualdo Tadino, collezione privata.
2.a-b. Marino Pieri, piatto con edificio sormontato da due cupole, e alberi, diam. cm 28,5. Gubbio, collezione privata.
3.a-b. Marino Pieri (Fabriano?), piatto con la Madonna col Bambino e San Giovannino (da Raffaello) e ornato zoo-fitomorfo, diam. cm 35. Collezione privata.
4.a-b. Marino Pieri (Fabriano?), piatto con gentil donna a mezzo busto e ornato geometrico-fitomorfo, diam. cm 32. Collezione privata.


  1. E.A. Sannipoli, Marino Pieri errabondo del lustro, in La ceramica nello scaffale. Scritti di storia dell’arte ceramica per l’apertura della biblioteca “G. Bojani” a Fano, a cura di C. Giardini e C. Paolinelli, Fano 2018, pp. 181-196.
  2. Sannipoli 2018, passim.
  3. Sannipoli 2018, pp. 189, 191.
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6 risposte a IL MONOGRAMMA DI MARINO PIERI di Luca Casagrande

  1. Ettore Sannipoli scrive:

    Colgo l’occasione per informare i lettori di questo articolo molto interessante che il saggio “Marino Pieri errabondo del lustro” è disponibile in rete in formato pdf all’URL https://www.fondazionecarifano.it/Progetti/ceramica_scaffale_bojani/23_sannipoli_pieri_lustro.pdf

  2. Luca Casagrande scrive:

    Le sue, sono parole veramente molto gradite.
    Grazie a lei Professore…

  3. Ettore Sannipoli scrive:

    Si tratta, allo stesso tempo, di un’importante precisazione e di un’aggiunta al corpus di Marino Pieri foriera di sviluppi futuri. Grazie a Luca Casagrande.

    • Valter Monacelli scrive:

      Mi unisco al ringraziamento del Prof. Sannipoli per l’interessantissima lettura , aggiungendo a Luca Casagrande l’invito di voler proseguire in questo intento di ricerca storica veramente inedito ed avvincente. Grazie

      • Luca Casagrande scrive:

        Mi scusi Sig. Monacelli, ma solo ora mi è stato possibile visualizzare – forse a causa di qualche problema dei miei dispositivi elettronici – il suo generoso commento di apprezzamento.
        La ringrazio vivamente per quanto detto e mi compiaccio che abbia accolto positivamente il mio breve scritto.

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