Il movimento 30 aprile e la Tares

Giorni di fermento per la nostra Città, stanno  arrivando  nelle case dei gualdesi le comunicazioni riguardanti il pagamento della TARES, che è la nuova tassa dei rifiuti e dei servizi “indivisibili”. Riguarda lo smaltimento e raccolta dei rifiuti e di altri servizi comuni, quali illuminazione e manutenzione stradale, polizia municipale, anagrafe. La Giunta comunale , con il tempismo dettato dai poco celati malumori della cittadinanza, ha subito messo le mani avanti indicando quale unico colpevole del pesante balzello lo Stato che ha portato al cento percento la copertura dei costi dei servizi a carico degli utenti. Quindi a fronte di una spesa dichiarata per tali servizi di 2,9 milioni i cittadini devono garantire l’intera copertura.

In sostanza quello che L’ESA ha speso deve essere coperto in toto dai gualdesi.

Ma non è stato mai chiarito se quello che l’ESA ha speso fosse riferito interamente alle attività di servizio raccolta e smaltimento rifiuti. Da quanto è possibile dedurre ci potrebbero essere a carico del contribuente anche spese extra quali operazioni immobiliari, sponsorizzazioni per eventi e altre operazioni  affidate dall’Amministrazione alla struttura che non hanno niente a che fare con i servizi da pagare.  Non  rimarchiamo per decenza lo stato di manutenzione delle reti pubbliche di illuminazione e viabilità diciamo soltanto che oggi sono tanto care quanto  poco funzionali. Riteniamo sia doveroso rendere pubblico il bilancio analitico dell’ESA affinchè i cittadini possano verificare direttamente come i contributi versati vengono utilizzati.

Ma Gualdo sta anche vivendo un momento complicato da punto di vista politico, domenica si è consumata l’ennesima sconfitta per la democrazia rappresentativa. Il meccanismo si è inceppato su prese di pozioni frettolose, maturate in un clima di autoreferenzialità e di scarsa disponibilità alle aperture alla partecipazione democratica. Un ristretto numero di persone, per altro singolarmente nemmeno convinti, hanno intrapreso un percorso che , negli intenti, vorrebbe rappresentare quella novità auspicata e fortemente voluta dalla Città ma che nei fatti imbriglia in modo ingiustificato qual si voglia tentativo di dare una risposta corale e importante al quinquennio che si sta chiudendo.

I plebisciti bulgari da sempre hanno destato sospetti tanto più se celebrati in un ambito politico dove la differenza di posizione è da sempre stata letta come una risorsa, non si capisce come possa essere possibile reclutare un segretario nazionale con il sistema delle primarie aperte e parallelamente indicare un candidato con il sistema delle tessere , qual è il PD vero quello dei 1036 votanti delle primarie o le 102 tessere di domenica? Sembra che qualche persona voglia  rileggere un capitolo già passato quando tutta la Città non solo ha girato pagina ma ha già cambiato libro.

Il movimento 30 aprile , pur amareggiato dal commissariamento in quanto atto tangibile del fallimento della politica, augura al Commissario Grillo un buon lavoro.

Il movimento 30 aprile

Share
Questa voce è stata pubblicata in Politica e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.