Invito alla trattativa della Comunanza a Rocchetta spa

Invito alla trattativa

In ottemperanza alle recenti sentenze, per tutelare ambiente e lavoro.

Gualdo Tadino (PG), 27 febbraio 2020 – La recente sentenza del Commissariato agli Usi Civici chiarisce che la collettività gualdese è – ed è sempre stata – titolare della proprietà e della gestione dei terreni, delle sorgenti e del bacino date in concessione a Rocchetta S.p.A.

Essendo la sentenza immediatamente esecutiva, la Comunanza ha il dovere di renderla da subito operativa e dunque, nel pieno e inderogabile rispetto della legge, come già anticipato all’incontro pubblico del 21 febbraio e come desiderato dall’assemblea degli utenti monte, ha invitato l’azienda alla trattativa.

Se Rocchetta SpA risponderà positivamente, il periodo necessario alla transazione avrà una durata massima di 60 giorni, durante i quali saranno applicate le medesime condizioni concesse sino ad oggi dal precedente ente concessorio, la Regione Umbria, senza porre alcuna condizione aggiuntiva e garantendo così la piena tutela dei lavoratori e dell’azienda.

Uno dei temi prioritari sarà la tutela ambientale, non più rinviabile, che dovrà contemplare un completo studio di bacino e l’immediato ripristino della ​Valle del Fonno con un progetto condiviso ed approvato dall’assemblea degli utenti. Questi dovranno essere i cardini di una

conciliazione attesa da tutta la comunità gualdese che, come proprietaria dei terreni e delle acque insistenti su di essi, avrà anche il diritto di avere le massime ricadute possibili.


La Comunanza Agraria Appennino Gualdese gestisce e tutela un territorio di 2100 ettari, un patrimonio montano in comproprietà, da trasmettere ai figli dove il fine conservativo e produttivo coincidono. Dal 1896 la Comunanza Agraria Appennino Gualdese investe le rendite del patrimonio collettivo per l’amministrazione, la gestione ed il miglioramento dello stesso, costruendo e preservando alcuni dei più bei luoghi e strutture delle montagne Gualdesi. Il fine della Comunanza Agraria Appennino Gualdese è far godere la comunità tutta delle bellezze e delle ricchezze del territorio, incrementare e sviluppare l’economia silvo-pastorale e preservare i beni comuni, a tutela delle generazioni future.
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10 risposte a Invito alla trattativa della Comunanza a Rocchetta spa

  1. Dario Toffano scrive:

    Enrico,mi aspettavo la tua conferma,in quanto una delle “memorie storiche” della vicenda idrea.Nel particolare mi pare di ricordare che l’accesso agli atti per questa vicenda,lo facesti proprio tu

    • enrico finetti scrive:

      Si, come tante altre volte e tutto corredato da foto inequivocabili, altrimenti i soliti noti avrebbero smentito anche quelle circostanze

  2. Dario Toffano scrive:

    Sig.Carlo, solo per completezza di informazione, ma ricorda l’emergenza idrica nel 2007? L’acquedotto di Gualdo, dovette essere “rimpinguato” da svariati viaggi di autobotti di acqua proveniente da giacimenti di lignite, il cui costo complessivo (vado a memoria) si aggiro’ sui 161.000 € che pagò la collettività. Il mare d’acqua quella volta non c’era? Se come tutto fa presagire torneremo ad avere simili emergenze, a chi ci dovremo appellare ?I cambiamenti climatici e quasi 30 anni di prelievi forzati,non dovrebbero richiedere maggiori cautele di valutazione?Se poi dopo queste valutazioni,operate da organismi indipendenti,si verifica la conferma del mare d’acqua,si ridiscutono le “regole di ingaggio”,ma nel rispetto delle leggi e delle sentenze

    • enrico finetti scrive:

      Dario , la famosa acqua di branca, quella per fare il fernet ?…. trasportata dalla ditta Dolciami con costi addebitati ai Gualdesi, sempre succubi e silenti. La cifra euro più euro meno, fu proprio quella .

  3. Francesco Troni scrive:

    Alcune considerazioni, assolutamente del tutto personali, sul commento del Sig. CARLETTO FIORUCCI.

    Quando parla di “mare d’acqua corroborato da studi seri e approfonditi” mi sembra assai di parte.
    Lo stesso dicasi quando parla delle dimensioni del bacino.

    Quando dice che le piogge del 2019 sono state molto abbondanti, vorrei sapere rispetto a cosa; cioè: Quali sono il metro di misura ed il termine di paragone?

    Perché le ipotesi catastrofiche sono da ritenersi prive di fondamento?
    Cosa toglie, in maniera ufficialmente riconosciuta da tutti, il fondamento a queste ipotesi catastrofiche?
    Forse i 30 milioni di investimento che Rocchetta S.p.A. fa sul nostro territorio, che poi in realtà sono 60 milioni?
    Probabile, visto che dubito che Rocchetta S.p.A. investa su un businness praticamente arrivato alla fine, ma non certo: Chi ci dice che quando si arriva alla fine di questa proroga anticipata Rocchetta S.p.A. non abbia utilizzato tutta l’acqua del bacino lasciandoci sia senza acqua sia senza posti di lavoro?
    Questa domanda me la pongo perché non mi pare che Rocchetta S.p.A. abbia mai condiviso dati oggettivi e verificabili con chi che sia sul reale stato del bacino che lei sicuramente ha, perché non stupida, e sulla base dei quali ha deciso di fare questo mega investimento…

    Si augura che la battaglia finisca riportando un clima di serenità nella popolazione e che parta il progetto di recupero della Valle Del Fonno e della Rocchetta.
    Anche io me lo auguro e mi permetto di domandare a questa persona: Cosa vorrebbe fare in quei luoghi?
    A questa domanda, grazie alle ultime 2 sentenze, se vuole, può rispondere ed essere ascoltato da chi di dovere: Basta che decida di partecipare in maniera attiva alla gestione dei terreni ad Uso Civico e di Proprietà Collettiva tra i quali, appunto, ricadono anche i terreni oggetto di recupero.

    Afferma che la cosa importante è che gli interessi della Rocchhetta S.p.A. devono convergere con quelli del nostro paese (suppongo Gualdo Tadino).
    Condivido, ma non sono sicuro che questo attualmente si stia verificando o che si sia mai verificato.

    Concludo con un esempio basato sulla frase “L’unica cosa che potrebbe accadere se ci dovessero essere alcuni anni di siccità, sarebbe il fastidio di dover abbassare le pompe per pescare l’acqua più in profondità”.
    Paragoniamo il POZZO ad una BOTTIGLIA e la POMPA con cui si pesca dal pozzo ad una CANNUCCIA.
    A bottiglia piena, la cannuccia la inseriamo poco al suo interno ed iniziamo a bere.
    L’acqua al suo interno si abbassa e quindi spingiamo la cannuccia più dentro la bottiglia.
    A forza di bere e di spingere la cannuccia più dentro la bottiglia, arriviamo in fondo e l’acqua contenuta nella bottiglia finisce.
    A questo punto abbiamo una scelta se vogliamo continuare a bere: Buttiamo la bottiglia e ne compriamo un’altra piena, oppure ci alziamo e ci dirigiamo alla più vicina fontanella per riempire nuovamente la bottiglia che abbiamo appena svuotato.
    Se ritorniamo dalla BOTTIGLIA al POZZO, le domanda è: Quando l’acqua nel POZZO finisce, dove compriamo un altro POZZO pieno d’acqua o quale rubinetto apriamo per riempire il POZZO senza doverne comprare un altro?

  4. Enrico finetti scrive:

    L’ultima relazione eseguita da esperti idrogeologi è stata eseguita dai prof Sappa e Tulipano della Spienza di Roma in merito alla vicenda del rio Fergia, quando fuoriusci schiuma dal fiume provocata ed accertata dalle perforazioni del pozzo corcia e non da bava di lumache. Fu comprovata l’interferenza tra i due episodi. L’azienda, insieme al comune regione arpa furono sconfitte in tutte le circostanze e per vari gradi di giudizio. Si legga quella relazione, forse più professionale del finto combattente la casta, certo Rizzo, dalle colonne del medievale corriere della sera. Le consiglio anche di leggere le sentenze in merito al famoso abbutinato da cui ebbe origine anche la vicenda comunanza. Le suggerisco di consultare l’ing Maurizio Comodi, tecnico professionista che ha redatto il PRG. Le spiegherà del perché non ha potuto eludere questo vincolo nella parte strutturale del prg stesso. Cose semplici, banali, forse un po’ troppo per alcuni irriducibili che invece di capirne di più anche grazie a convegni organizzati ad hoc con la presenza di illustri giuristi e del presidente della Corte Costituzionale, preferiscono glissare ed affidarsi forse alle frasi che avvolgono i famosi baci di una nota azienda di Perugia famosa nel mondo

  5. Massimiliano barberini scrive:

    Sign. Carletto Fiorucci volevo soltanto aggiornarla che e’ stato stimato un 75% in meno di precipitazioni, penso che la neve l’abbia vista solo lei, tanto che nei monti sibillini stanno rimuovendo gli impianti sciistici in quanto non più convenienti. Lei, che è anche più anziano di me, se lo ricorda il fiumiciattolo che si trovava nella ex cava della Rocchetta? Ebbene non esiste più da tempo compresa l’acqua che veniva dalla cannella innestata direttamente nella roccia. Per lei questo non significa niente? O il nostro fontanile di Campitella, ridotto ad un misero filo d’acqua quando fino a non tempo fa tracimava anche fuori il vascone? Dappertutto stanno prendendo in considerazione il problema ma Gualdo Tadino no. Allora ci comportiamo come la nostrana ambientalista che passa dalla croce illuminata di Serrasanta alla pineta di Sascupo ma sorvolando sul disastro della gola della Rocchetta

  6. Massimiliano barberini scrive:

    In una situazione climatica del genere, con precipitazioni praticamente inesistenti per tre mesi, neve da dimenticare, periodo che si sta orientando verso la primavera estate, perché a Gualdo Tadino non si accenna al problema sorgenti e futuri approvvigionamenti? O vogliamo continuare con la barzelletta del mare d’acqua o con la risposta del gualdese, oltretutto importato, che ti dice: “io sono 37 anni che vivo a Gualdo e come apro il rubinetto l’acqua ce l’ho sempre avuta!”

    • CARLETTO FIORUCCI scrive:

      Il Mare d’Acqua non è una barzelletta, ma è corroborato da studi molto seri e approfonditi. Abbiamo un bacino (in una sola sorgente) 50-100 volte superiore al nostro fabbisogno annuo che peraltro si reintegra in continuazione, grazie alle piogge (che nel 2019 sono state molte e abbondanti) e anche a quel poco di neve che è caduta in montagna. L’unica cosa che potrebbe accadere se ci dovessero essere alcuni anni di siccità, sarebbe il fastidio di dover abbassare le pompe per pescare l’acqua più in profondità. Peraltro in caso di IMPROBABILE carenza di acqua per la popolazione, la Rocchetta DEVE convogliare l’acqua della sorgente omonima nelle condutture del paese. Oggi non attingiamo infatti a quella sorgente, ma (tra le altre) al bacino attiguo di Santo Marzio che, a fronte di un ammodernamento delle condutture del centro storico e di varie riparazioni, si è potuto sanare negli anni uno spreco d’acqua del 50%, permettendo così di non avere più nessuna carenza d’acqua nelle nostre case. Le ipotesi catastrofiche ipotizzate sono da ritenersi quindi del tutto prive di fondamento. Sarebbe ora di smettere con i catastrofismi e le funeste insensate previsioni, e di finirla con questa battaglia stupida quanto dannosa contro la società Rocchetta, avviando caso mai una trattativa tra i vari Soggetti interessati per arrivare ad un accordo che consenta di rasserenare l’ambiente e tutti coloro che per un verso o per l’altro lavorano grazie alla stessa Società, permettendo anche di far partire finalmente il Progetto di Risanamento dell’Oasi della Rocchetta per ridare la possibilità ai gualdesi e ai turisti di godere della frescura e dell’acqua della nostra sorgente principale e soprattutto per offrire a molti una possibilità di lavoro vista l’entità dell’investimento che dovrebbe aggirarsi intorno ai 30 milioni.
      Chi si affanna a gridare di volere il bene di Gualdo, ma mette continuamente i bastoni fra le ruote o invoca con forza e con pignoleria cause giudiziare infinite, forse non si rende conto appieno, pur se in buona fede, che il bene del nostro paese va nella direzione opposta a queste rivendicazioni medioevali.
      Io non penso che la Società Rocchetta sia un Opera Pia, ma non credo neanche sia la Strega Cattiva del nostro passato che viene rievocato nei Gioche De Le Porte, l’importante è che gli interessi della Società siano convergenti con quelli del nostro paese, così che almeno una parte dei profitti possa ricadere su tutto il territorio con interventi che sono in parte già in atto ma che certamente, in fase di accordo, possono essere moltiplicati e migliorati, oltre naturalmente all’occupazione diretta e all’indotto che essa crea.
      P.S. – Per quanto riguarda la sentenza ci sono in atto ben tre ricorsi in appello (Comune, Regione e Rocchetta) per cui l’atto del Commissario agli Usi Civici presumo sarà soggetto alla SOSPENSIONE dell’efficacia esecutiva della sentenza. L’acqua per ora dovrebbe quindi rimanere allo Stato (non è nostra anche se esce dal nostro sottosuolo) che delega la Regione per le concessioni e gli atti conseguenti. L’atto ovviamente diventerà esecutivo se la sentenza di appello dovesse confermare in todo quanto ora stabilito dal Commissario agli Usi Civici, ma anche in questo caso, visti i problemi che questa sentenza potrebbe creare in tutte le sorgenti d’Italia date in concessione ai privati, presumo che lo Stato per ovviare ad un caos normativo che genererebbe infinite cause, dovrà probabilmente emettere un decreto d’urgenza che faccia chiarezza sulla materia in questione, riportandola quasi certamente nelle mani dello Stato stesso.

      • Utente Monte Mauro Guerrieri scrive:

        Pillole di riflessione:
        Così scrive il Sig. Carlo:
        “Abbiamo un bacino (in una sola sorgente) 50-100 volte superiore al nostro fabbisogno annuo che peraltro si reintegra in continuazione, grazie alle piogge (che nel 2019 sono state molte e abbondanti) e anche a quel poco di neve che è caduta in montagna.”
        Sebbene in questo momento ho qualche serio dubbio al riguardo, ritengo che
        Forse sarà sufficiente per il nostro fabbisogno annuo ma quello che preleva l’azienda (50/100/500/1.000 volte il nostro fabbisogno annuo) dove lo mettiamo? I pozzi di prelievo forzato, che a sentito dire dovrebbero essere abusivi e dai quali oggi si preleva tanta acqua, che effetto hanno sul Bacino?
        Non mi sembra che ci sia stato uno studio di interferenza con la sorgente di Santo Marzio (MAI MONITORATA).
        Nel caso in cui l’acqua che si accumula nel bacino fosse inferiore a quella prelevata con deficit di rapporto, a medio andare, ci troveremmo “in carenza di acqua” ed allora sfruttiamo le nostre menti e troviamo una soluzione a portata di mano: “GENIALATA”…….
        Davvero non ci avevo mai pensato…….
        Abbassiamo il livello di pescaggio delle POMPE e tutto è risolto.
        Non ci basta vedere e toccare che in quella zona il FEO è ormai scomparso e che LA SORGENTE STORICA tanto amata dai Gualdesi NON TIRA PIU’.
        Si deve arrivare al punto di abbassare le NOSTRE POMPE per il fabbisogno della popolazione e permettere alle altre di prelevare ad oltre 200 metri di profondità?
        Per ultimo vorrei far notare al Sig. Carlo che nella sentenza, non è mai stato scritto o affermato che tutta l’acqua sotterranea….
        “(è nostra anche se esce dal nostro sottosuolo)”.
        E’ stato ribadito, a norma di legge dello Stato Italiano, n.168/2017, che i corpi idrici ricadenti su terreni collettivi e gravati da USI CIVICI sono in esclusiva GESTIONE alla Collettività stessa.
        Mi permetto inoltre di fare una precisazione di non poco conto: nella stessa Sentenza è sancito che viene riconosciuta alla Collettività Gualdese la SORGENTE STORICA che era stata rivendicata dall’azienda all’insaputa di tutti.

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