La condotta della Monacelli, le sue ambiguità politiche, i suoi estenuanti equilibrismi, il suo dire e non dire

La condotta della Monacelli, le sue ambiguità politiche, i suoi estenuanti equilibrismi, il suo dire e non dire - Gualdo TadinoNon possiamo che registrare con stupore e sconcerto le dichiarazioni di Sandra Monacelli che dinanzi all’arrogante e irresponsabile ostruzionismo delle forze di opposizione, che sta paralizzando da giorni i lavori del Consiglio Comunale, non trova nulla di meglio da dire che invitare il Sindaco a dimettersi.
Non è la prima a sollecitare un tale gesto; anche il Pd ha già avanzato identica richiesta.
Strana questa sintonia di posizioni!
Ci saremmo potuti aspettare, da parte di una componente di maggioranza, l’ennesima richiesta di una “verifica politica e programmatica”, così come puntualmente accaduto negli ultimi tre anni, ma mai e poi mai un sostegno così avventato e immotivato alla stravagante richiesta del Pd.
Stravagante, in quanto le dimissioni del Sindaco possono essere solo la doverosa conseguenza dell’approvazione da parte del Consiglio di una mozione di sfiducia, oppure di una bocciatura, sempre in sede di Consiglio, del bilancio di previsione.

Nulla di tutto questo si è verificato e ha a che fare con la situazione che si sta vivendo. Il problema è un altro e Sandra Monacelli dovrebbe saperlo: due consiglieri del suo gruppo si sono dimessi, con un gesto tra l’altro ancora gravido di interrogativi sia per la tempistica scelta che per le motivazioni addotte, ma il Consiglio Comunale non viene messo nella condizione di procedere alla doverosa surroga stante la mancanza del numero legale che si riscontra ormai da 5 sedute dell’assise cittadina.
Quello della surroga è un “atto dovuto”; esso non ha nulla di politico e tira in ballo, in modo esclusivo, un dovere di tipo istituzionale che impegna, in pari misura, sia i consiglieri di maggioranza che quelli di opposizione e ogni altra interpretazione a riguardo ci parrebbe il prodotto di una esplicita forzatura o di una pura strumentalizzazione.
Impedire al Consiglio Comunale, attraverso assenze che, fatta eccezione di un caso, poggiano su giustificazioni risibili, di assolvere al compito della surroga significa mortificare l’istituzione comunale e lederne la fondamentale funzione di rappresentanza della volontà popolare. E allora sorprende che un esponente politico come Sandra Monacelli, che ha ricoperto e ricopre ruoli nelle istituzioni, non senta in primo luogo il dovere di denunciare tale situazione e di stigmatizzare la condotta di quei consiglieri comunali che si stanno macchiando di una tale responsabilità.

Ma le sorprese suscitate dalle dichiarazioni della Monacelli non finiscono qui. La proposta di quello che è stato definito un “patto” di fine consiliatura non sappiamo se sia stata sottoposta, come affermato, a tutti i consiglieri comunali; di certo, al Sindaco e alla Giunta nessuno l’ha rappresentata anche perché, se questo fosse accaduto, la Monacelli avrebbe avuto la possibilità di comprendere l’assoluta impossibilità, dettata dalle norme fondamentali che disciplinano la contabilità degli enti locali, di poter utilizzare il presunto maggior gettito dell’IMU e i fondi derivanti dalle pensiline fotovoltaiche per abbassare la pressione fiscale con un’attenzione alla TARES.
La stessa sorte che è toccata anche al frettoloso e tardivo emendamento al bilancio presentato dal capogruppo Paoletti.
Anch’esso si è infranto dinanzi a norme di carattere tecnico. Le valutazioni politiche non c’entrano proprio nulla  e dovrebbero saperlo bene sia la Monacelli che Paoletti, visto che stiamo parlando di norme elementari alla base della finanza locale che stentiamo a credere che non appartengano al patrimonio di conoscenza di un capogruppo consiliare e, ancor più, di un consigliere regionale già senatrice della Repubblica.

Ma, allora, dinanzi a prese di posizione così disinvolte e scomposte che mal si addicono ad un gruppo politico che condivide la responsabilità di governo della città, un dubbio ci assale.
Forse qualcosa è davvero giunto al capolinea, come ha sostenuto la Monacelli, o, aggiungiamo noi, è bene che vi giunga.
E questo qualcosa è proprio la condotta della Monacelli, le sue ambiguità politiche, i suoi estenuanti equilibrismi, il suo dire e non dire, il suo essere parte della maggioranza ma anche, a più riprese, opposizione interna.
Una condotta inaugurata subito dopo il suo trasferimento nei più tranquilli lidi del Consiglio Regionale e che ha trovato riflesso nell’azione di una parte del gruppo consiliare SM; un’azione sporadica e labile, ma fermamente orientata a contrastare le scelte della Giunta comunale giungendo così a delegittimare perfino il lavoro della propria rappresentanza all’interno dell’esecutivo.

Ecco, sono questi i comportamenti che non vorremmo più vedere!

E allora, un invito lo rivolgiamo noi alla Monacelli e al capogruppo Paoletti: dicano chiaramente se intendono sostenere ancora la maggioranza uscita dalle elezioni, oppure no.
Un gesto di trasparenza e di responsabilità in cui abbiamo sempre confidato in questi anni ma che, in questo momento così decisivo, serve alla Città prima ancora che al Sindaco e alla Giunta.

Il Vice Sindaco Erminio Fofi
L’Assessore Simona Vitali

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