La Confartigianato gualdese e l’Ospedale di Branca

La Confartigianato gualdese e l'Ospedale di BrancaLa mancata presenza del sindaco di Gualdo Tadino all’inaugurazione della nuova Tac dell’Ospedale di Branca è una grave mancanza e uno sgarbo istituzionale da parte della Usl n 1 e, di conseguenza, della Regione Umbria che non può trascurare l’accaduto.
E’ il Presidente della Confartigianato di Gualdo Tadino Gianni Smacchi che, prende spunto da questa vicenda, per rimarcare alcune riflessioni sulle principali problematiche di territorio che richiedono, un’attenzione adeguata, dei livelli istituzionali sovra comunali.
Gualdo Tadino è senza ombra di dubbio la città umbra, con oltre 15mila abitanti, che negli ultimi dieci anni sta pagando di più la terribile crisi economica.
Basti ricordare la vicenda della ex Antonio Merloni che ha lasciato senza lavoro 700 persone. L’accordo di programma oramai datato, sottoscritto anche dalla Regione Umbria per rilanciare gli investimenti, è risultato irrealizzabile e della sua revisione, tante volte sbandierata, non vi è traccia.
Oppure i 40 anni trascorsi dall’inizio della costruzione della Perugia-Ancona, fondamentale per togliere dall’isolamento questo territorio, di cui viene annunciata la quindicesima fine dei lavori del tratto umbro per l’estate del 2016. A questa incompiuta va aggiunto il mancato raddoppio della Orte-Falconara, inserito nel piano dei trasporti regionale, ma la stessa Regione, contemporaneamente, approva un ordine del giorno in favore dell’irrealizzabile variante Fossato di Vico-Perugia.
A questo quadro di criticità, per ultimo, si è inserita la vicenda di Banca Etruria, che ha depauperato la città di cinque milioni di euro di risparmi, sottratti anche a potenziali investimenti.
Un quadro allarmante, con una disoccupazione altissima che, questa città, mai aveva conosciuto nell’ultimo mezzo secolo.
Gualdo Tadino è stata la prima città in Umbria a chiudere il suo Ospedale (“suo” in quanto frutto della donazione di un grande gualdese quale Roberto Calai) al fine di dare vita a un nosocomio comprensoriale di qualità, con l’impegno della Regione di valorizzare la vecchia struttura.
Ad oggi non sono stati sufficienti undici anni e tre protocolli d’intesa per farla riaprire.
Ma con l’apertura di Branca la città ha perso anche altro, che non può essere sottovalutato: rinunciando al suo Ospedale non c’è più un “nato a Gualdo Tadino”.
I sacrifici fatti da questa comunità sono perciò enormi, tanto da incidere negativamente anche sulla propria economia e sul Pil locale, per questo snobbarla in una occasione ufficiale è un’offesa ulteriore non tollerabile.
Il presidente della Confartigianato gualdese a questo punto chiede di rendere noto quanto investirà la Regione Umbria per la ristrutturazione dell’ex Ospedale Calai, le somme destinate per la Città della Salute di Gubbio e a quanto ammonta l’impegno economico per mantenere il presidio del 118 nel centro di Gubbio.
La città e le forze economiche di Gualdo Tadino chiedono pari dignità e che le risorse vengano divise equamente tra le due realtà che hanno permesso la realizzazione del presidio di Branca, in quanto “socie” alla pari. Allo stesso tempo, per le motivazioni sopra richiamate, attendono una rapida attuazione delle diverse risoluzioni, in favore della Fascia Appenninica, approvate negli ultimi anni dall’Assemblea legislativa dell’Umbria.

Confartigianato di Gualdo Tadino

 

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