La demolizione di parte dell’ex Calai: scelta scellerata e dannosa

La demolizione di parte dell'ex Calai: scelta scellerata e dannosaOrmai è ufficiale: il sindaco Presciutti e la sua Giunta hanno deciso di procedere alla demolizione di una parte della struttura dell’ex ospedale Calai e, con essa, alla cancellazione del progetto di sviluppo definito con il protocollo d’intesa del 2012 e con il relativo piano di valorizzazione dell’aprile 2013. La nostra città vede così svanire un’interessante e corposa opportunità di crescita che le avrebbe permesso di conquistare un ruolo di primo piano nel panorama regionale sul fronte dell’offerta di servizi socio-sanitari, anche con significative e positive ricadute sul versante occupazionale. Tutto questo è stato maldestramente e sbrigativamente spazzato via con argomentazioni del tutto inconsistenti e improvvide, ribadite dal Sindaco Presciutti con ostentata fermezza nel recente consiglio comunale aperto. Dire, come ha sostenuto il nostro primo cittadino, che si procede alla demolizione della struttura in quanto risulterebbe troppo oneroso procedere al suo consolidamento rappresenta un’argomentazione del tutto impropria per l’Amministrazione comunale in quanto gli immobili dell’ex Calai non sono proprietà del Comune, bensì della Regione dell’Umbria sulla quale, pertanto, ricadrebbe l’onere economico dell’intervento di consolidamento. E un’Amministrazione comunale autorevole e forte nel proposito di promuovere gli interessi della comunità non dovrebbe esitare nel far presente alla Regione che non è di certo Gualdo Tadino il territorio dove lesinare risorse ed attenzioni. Ma, purtroppo, le cose sono andate in maniera diversa. Il sindaco Presciutti si accontenta di un rinnovato centro di prevenzione e recupero cardiologico (…è importante, ma era previsto anche nel piano di valorizzazione del 2013), del giusto e sacrosanto trasferimento del centro socio-riabilitativo “Il Germoglio” (anche questo punto era tra gli aspetti qualificanti del precedente accordo); per il resto, solo quello che c’è già. Lo scadimento rispetto ai contenuti del precedente accordo è grave ed evidente: scompaiono i 10 posti del servizio, di rilievo regionale, Pac (problemi alcol correlati), i 12 posti del centro residenziale per disabili adulti gravi, il raddoppio dagli attuali 6 posti a 12 del centro diurno Alzheimer, l’aumento di 15 posti di residenza protetta (dai 50 posti odierni a 65) così come i 10 posti del centro diurno per minori.
Aver rinunciato a tutto questo costituisce una grave responsabilità che ricade sul sindaco Presciutti e sulla sua giunta.
Costoro stanno mortificando la Città e le speranze di chi vuole guardare al futuro con speranza.
Dobbiamo ancora batterci per impedire che questa scelta scellerata prenda forma.

Il Capogruppo FI
Dott. Roberto Morroni

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