La difficile scelta di quale scuola

La difficile scelta di quale scuolaE’ un periodo impegnativo per i nostri ragazzi ed i loro genitori che usciranno dalle terze medie (o scuola secondaria di primo grado) e dovranno scegliere quale indirizzo prendere nelle scuole superiori. Sta facendo molto discutere una lettera del leader degli industriali di Cuneo Gola indirizzata agli studenti ed alle famiglie che dovranno fare questa scelta. Gola sostanzialmente dice queste cose:

  1. Qualsiasi percorso di studi sceglierete avrete fatto una buona scelta perché tutte le nostre scuole cuneesi sono eccellenti;
  2. Tuttavia tenete conto di questo dato: le aziende cuneesi sono pronte ad inserire 40 mila nuovi lavoratori come operai specializzati, tecnici esperti nei servizi delle aziende, addetti agli impianti ed ai macchinari. Quindi non scartate a priori questi indirizzi.

Di questo argomento ho sentito parlare questa mattina su La 7 nella trasmissione Omnibus. C’era una signora non so di quale partito che si dichiarava assolutamente contraria perché compito della scuola è quello di formare. Le aziende gli specializzati se li creassero da soli.

Un altro partecipante (non ho percepito i nomi perché nel frattempo stavo sfaccendando in casa e non ero attento alle scritte) raccontava che nel bolognese c’era un istituto tecnico che sfornava ogni anno 250 tecnici super preparati che trovavano facilmente lavoro nelle aziende del territorio. Purtroppo, però, per queste aziende 250 sono pochi perché glie ne servirebbero 1200. Crosetto (che per orientamento politico è un po’ distante dal sottoscritto) cercava di fare capire pazientemente alla signora che nessuno sosteneva la non necessità della formazione generale ma che l’industriale aveva semplicemente reso un servizio agli studenti ed alle famiglie ricordando loro, realisticamente, quali erano i settori professionali che al momento favoriscono un migliore e più sicuro sbocco lavorativo. Ciò non vuol dire che tutti devono prendere gli indirizzi tecnici, ci mancherebbe.

Ma parlava ad un muro: “La scuola di Crosetto è quella di 70 anni fa” ha sentenziato la signora nella sua conclusione.

Al che mi è venuta spontanea una considerazione tra me e me: ma questa dove vive?

Un altro aspetto della formazione scolastica è la polemica sulla questione scuola-lavoro. Molti sono contrari all’esperienza da stagista dei loro ragazzi in un’azienda perché la vedono come uno sfruttamento. Io la penso in maniera diversa. Ben venga un’esperienza lavorativa, ad esempio, nel periodo delle vacanze estive. E’ altamente formativa perché avvicina il ragazzo al mondo del lavoro, a conoscere le dinamiche del lavoro, lo aiuta a rapportarsi in un mondo diverso da quello scolastico e famigliare, lo aiuta a capire il valore dei soldi perché ne comprende la fatica per metterli insieme, magari gli fa scoprire una propria predisposizione, una propria tendenza, delle capacità che non pensava di avere perché non le aveva mai sperimentate. Di più: sperimentando la durezza di certi lavori (un mio figlio era andato a fare l’imbianchino e tornava a casa tutto impolverato e stanco per la fatica nello scrostare i muri) avranno molta più voglia e determinazione nello studiare per concretizzare il sogno che coltivano. Io ne sono una testimonianza diretta. Nel corso di un’estate chiesi (per la verità fu una mia zia a chiederlo) al dr Ferruccio Righi se mi accoglieva a lavorare sulla Rocchetta e fu una bellissima esperienza (ero in ufficio con il povero Giancarlo Franchi) e molto utile perché quando durante il militare a Firenze venni impiegato in un ufficio mi trovai a mio agio perché già avevo un’esperienza lavorativa, sia pur breve, alle spalle.

Eppoi, da non trascurare, la funzione sociale. Fare un percorso lavorativo durante l’estate significa trovare il modo di occupare il tempo libero in modo proficuo, con meno possibilità di cercare lo sballo o qualcos’altro di peggio.

Se voi andate a parlare con i ceramisti di una certa età (o anche altri artigiani) sentirete una testimonianza univoca, quasi in fotocopia. La madre o il padre sono andati a parlare con il fabbro, il falegname, il ceramista… per accogliere il ragazzo nella loro bottega perché “stava meglio lì dentro che non a gironzolare senza far niente sulle strade o sulle piazze”.

La saggezza dei vecchi è sempre un tesoro.

Riccardo Serroni

 

 

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Una risposta a La difficile scelta di quale scuola

  1. Simona Venturini scrive:

    Sono pienamente d’accordo con te Riccardo

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