L’ASSESSORE VITALI E I CERI

Simona Vitale Assessore alla cultura del Comune di Gualdo Tadino scrive ai colleghi umbri per sollecitare un incontro sulle manifestazioni storicheCon una lettera indirizzata agli Assessori alla Cultura delle Città umbre sede di manifestazioni storiche l’assessore gualdese ha promosso un incontro per sollecitare una rapida approvazione del Regolamento attuativo della L.R. 16/2009, il previsto elenco delle manifestazioni storiche nonché i relativi finanziamenti da parte della Regione e per la predisposizione di un documento unitario da parte degli assessori alla Cultura dei Comuni ove si svolgono manifestazioni storiche in merito alla legge del consigliere regionale Andrea Smacchi sulla Festa dei Ceri approvata oggi.
Incontro organizzato presso il Comune di Gualdo Tadino mercoledì 25 gennaio alle 15.00 presso la sala consiliare.
Di seguito il testo della lettera dell’ass. Vitali:

Egregi Colleghe e Colleghi,
il Consiglio regionale ha approvato la proposta di legge presentata dal consigliere Andrea Smacchi che riconosce la Festa dei Ceri come “l’espressione culturale più antica dell’identità regionale” scorporandola dalle manifestazioni storiche previste dalla legge regionale n. 16 del 29/07/2009. Una legge che è ancora in attesa di un regolamento attuativo nonché del relativo elenco delle manifestazioni riconosciute, bloccata proprio dalle iniziative di Smacchi di cui sopra, considerando che la legge proposta andrà a modificare l’art. 3 della normativa richiamata.
Premesso che nulla si ha in contrario alla necessità di una netta distinzione tra “manifestazioni storiche di tipo rievocativo, radicate nella tradizione delle comunità locali e che si contraddistinguono per il particolare valore culturale espresso” da tutte le altre manifestazioni che non rispecchiano tali caratteristiche. Possono essere portate ad esempio le varie sagre gastronomiche che comunque, di fatto, sono già escluse dall’art. 2 della legge regionale n. 16. Se il fine della proposta del consigliere Smacchi è puntualizzare con ancora più forza questo concetto non si può che appoggiarne l’intento.
Quello che si legge nella relazione che accompagna la proposta di legge (atto n. 115 bis) lascia però sconcertati per il piano in cui il consigliere Smacchi pone tutte le manifestazioni storiche che non siano la Festa dei Ceri.
In questo contesto il consigliere regionale dà un’interpretazione personale di “rievocazione” e “tradizione”. Nella proposta viene affermato dal consigliere Smacchi che la rievocazione è una rappresentazione storica che rispetta caratteri di veridicità storica, mentre la tradizione è l’insieme dei valori e la loro espressione in forme diverse che ogni generazione continuativamente e senza interruzioni trasmette alle generazioni successive.
Il Consigliere si dimentica che il concetto di tradizione si può sposare con rievocazioni entrate, per la loro longevità, a far parte dell’espressione e dell’identità culturale delle comunità locali. Come si possono definire manifestazioni come, a titolo di esempio, la Giostra della Quintana, la Corsa dell’Anello, il Mercato delle Gaite di Bevagna o il Calendimaggio se non appartenenti alla tradizione delle rispettive comunità di Foligno, Narni, Bevagna e Assisi?
Quella che appare pesante è comunque la paura, ben evidenziata dalla relazione di Smacchi, che la Festa dei Ceri venga “svalutata dall’accostamento a validissimi momenti di incontro volti a evidenziare i prodotti tipici, le capacità organizzative, le capacità di gestione, le capacità comunicazionali, le capacità di aggregazione, le capacità turistiche e via dicendo”.
In parole povere si accostano tutte le manifestazioni storiche umbre di accertata importanza e tramandate ormai da varie generazioni, a meri momenti di degustazione gastronomica, svalutandole, queste sì, in maniera assurda e irrispettosa. E’ come disconoscere la passione, l’orgoglio, l’identità di tutti coloro i quali, nello stesso senso di appartenenza che hanno gli eugubini nel partecipare alla Festa dei Ceri, partecipano e sentono proprie le radici storiche della loro comunità. E’ stato come aver detto che la Giostra della Quintana o il Calendimaggio avessero come scopo primario quello di evidenziare la bontà dei prodotti tipici, azzerandone la valenza storica e tradizionale. Quella tradizione che, secondo Smacchi, deve chiaramente essere accostata soltanto alla Festa dei Ceri.
Anche sullo scopo principale della proposta di legge, quello cioè di riconoscere la Festa dei Ceri come “espressione culturale più antica dell’identità regionale” c’è da fare delle osservazioni. Sulla questione temporale c’è da considerare che l’espressione più antica della regione dell’Umbria è da considerare sicuramente il Maggio di San Pellegrino, a Gualdo Tadino . Tale manifestazione rispecchia pienamente la descrizione che Smacchi dà del concetto di tradizione e cioè “l’insieme dei valori e la loro espressione in forme diverse che ogni generazione continuativamente e senza interruzioni trasmette alle generazioni successive “. Il Maggio di San Pellegrino vanta ben 1008 anni.
Sull’identità culturale di una Regione che sappiamo essere formata da una miriade di comunità ognuna con le proprie tradizioni e identità si nutrono lo stesso perplessità evidenti. Perché un conto è discutere su quale sia “l’identità più antica”, un altro è pretendere che una regione intera si identifichi con un tradizione di una singola comunità.
Giusto esaltare peculiarità che altri non hanno, ma sarebbe altrettanto giusto riconoscere le peculiarità di ogni singola manifestazione.
Per quanto esposto, per sollecitare una rapida approvazione del Regolamento attuativo della L.R. 16/2009, il previsto elenco delle manifestazioni storiche nonché i relativi finanziamenti da parte della Regione e per la predisposizione di un documento unitario da parte degli assessori alla Cultura dei Comuni ove si svolgono manifestazioni storiche in merito alla legge del consigliere regionale Andrea Smacchi, è organizzato presso il Comune di Gualdo Tadino un incontro in data mercoledì 25 gennaio alle ore 15.00 a cui Lei è invitata/o a partecipare.

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