Le filippiche di Sgarbi

Le filippiche di SgarbiIn questo spazio che, generalmente, viene utilizzato per dar voce e visibilità alle vicende del nostro territorio, è opportuno che qualche volta mettiamo il naso anche fuori di casa nostra. Lo faccio per sottolineare l’ipocrisia che a volte affiora anche nel mio mondo, quello dell’informazione.
Una riflessione suggeritami da un video registrato da una trasmissione televisiva che testimonia una filippica condita di insulti da parte di Vittorio Sgarbi contro un ospite che aveva espresso valutazioni che non condivideva. Un siparietto che si vede spesso in diverse trasmissioni televisive su diverse reti.
Premetto che stimo moltissimo Vittorio Sgarbi come critico ed esperto di arte e come comunicatore (la lezione di storia dell’arte in San Francesco in occasione della presentazione della mostra di Jacopo Scassellati fu qualche cosa di eccezionale) ed anche quando parla di politica e di altri temi di carattere socio culturale mi ritrovo molto spesso d’accordo con le sue esternazioni (da incorniciare una filippica contro una madre che non voleva il crocefisso nella scuola perché offendeva la sensibilità dei bambini: “Cristo è stato una vittima- sosteneva Sgarbi- Come può una vittima offendere la sensibilità di una persona”). Il mondo intero, però, ormai sa che quando Sgarbi va in televisione per partecipare a qualche dibattito politico o similare, quando non condivide qualche affermazione, prima o poi perde le staffe e si scaglia contro qualcuno prendendolo anche a male parole. Ergo, tu conduttore di una trasmissione televisiva, se inviti Vittorio Sgarbi tra gli ospiti, sai che al 99% ci può scappare la litigata vibrante condita da espressioni non proprio da educande. Anzi, probabilmente tu, conduttore, invitando Sgarbi, non aspetti altro che ci scappi “l’incidente” perché sai che la litigata verrà rimbalzata dai media, ne parlerà anche qualche giornale e la tua trasmissione ne guadagnerà in visibilità ed audience. Tutto ok, ci sta. Ognuno tira l’acqua al suo mulino. In una giungla di canali di informazione come l’abbiamo ora con il digitale e le TV a pagamento, non critico chi cerca di emergere dalla palude anche con questi mezzi. Ciò che mi stupisce è l’ipocrisia del conduttore di turno. Hai invitato Sgarbi probabilmente sperando che prima o poi ti crei l’incidente e quando l’incidente accade non puoi trasformarti in pompiere moralista all’insegna del “è giusto che dica il tuo pensiero ma senza insultare”. Cavolo, ce l’hai invitato apposta sperando in quel tipo di intervento! Incassa, fregati le mani e taci. Fai più bella figura.

Riccardo Serroni

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