Le quote societarie di “Umbra Acque”

L’ACQUA È UN BENE PUBBLICO… DIFENDIAMOLO!
Il Gruppo consiliare di Forza Italia Gualdo Tadino esprime tutta la sua preoccupazione per la piega che sta prendendo la vicenda relativa al ventilato riassetto delle quote societarie di “Umbra Acque”. Da articoli apparsi sulla stampa, e in particolare in quello dal significativo titolo “Umbra acque, ecco perche i comuni potrebbero vendere le loro azioni al socio privato” apparso nella piattaforma online “Umbria24” a firma di Daniele Bovi, si evince che e in corso un’ azione per concentrare in mani private la maggioranza assoluta delle quote della societa “Umbra Acque”, che garantisce l’erogazione di acqua a quasi quaranta comuni umbri per un totale di circa 230 mila utenze.
Da quanto si legge, mercoledì scorso si e tenuto un primo tavolo tecnico tra una decina di sindaci e i rappresentanti di ACEA, il socio privato che detiene attualmente il 40% delle azioni di “Umbra Acque” e che, a quanto si apprende, mira ad elevare la sua quota di partecipazione fino a possederne la maggioranza assoluta, per poter avere così mano libera nella gestione della societa , senza essere soggetta ai controlli e alle lungaggini cui sono sottoposte le aziende partecipate a controllo pubblico.
Noi riteniamo che questo tentativo di scalata debba essere risolutamente respinto dai sindaci umbri, che devono continuare a detenere la maggioranza delle quote di “Umbra Acque”, azienda nata col preciso obbiettivo di fornire un bene prezioso come l’acqua senza fini meramente speculativi e la cui gestione deve rimanere soggetta al controllo pubblico.
Si tratta di un vecchio copione che gia in passato, in altre parti d’Italia, ha avuto come protagoniste aziende erogatrici di acqua e i cui esiti si sono rivelati sempre estremamente negativi per l’utenza: invertire la natura giuridica delle societa partecipate con la vendita delle quote pubbliche alla parte privata non ha mai fatto altro che aggravare i costi per gli utenti senza ottenere particolari miglioramenti o benefici nell’erogazione del servizio, come dimostrano i recenti clamorosi casi verificatisi nel basso Lazio, e precisamente nel frusinate, dove l’ATO 5 e divenuto, di fatto, un soggetto di natura totalmente privatistica il cui intero pacchetto azionario e passato nelle mani di ACEA, con la conseguenza che le bollette sono letteralmente schizzate alle stelle provocando la giusta protesta dei cittadini e la nascita di comitati spontanei decisi a ricorrere alle vie legali per ristabilire condizioni accettabili. Per farsi un’idea dello stato di tensione e di preoccupazione che si sta creando in questo territorio a noi così vicino, basta visitare la pagina di Facebook: “acquapubblicafrosinone” dove il gruppo “ceccanoacquapubblica-comitatonoacea”, visitato quotidianamente da oltre tremila membri, rende pubbliche bollette stratosferiche ed assolutamente immotivate, alcune delle quali toccano cifre a cinque zeri, che stanno a testimoniare come la situazione sia ormai fuori controllo.
Senza contare, poi, che una gestione totalmente privatistica avrebbe l’effetto di sottrarre l’azienda da quegli strumenti di trasparenza e controllo che ne garantiscono una corretta gestione, anche dal punto di vista della delicata materia dell’assunzione di personale.
Non va poi dimenticato che l’azienda di erogazione dell’acqua opera di fatto in un regime di monopolio, a differenza di luce gas e telefonia dove esiste un mercato libero che consente di cambiare gestore con irrisoria facilita : cedere ad un privato monopolista un settore così delicato come quello della fornitura idrica sarebbe un’operazione decisamente pericolosa, destabilizzante e contraria agli interessi dei cittadini che, non va dimenticato, si erano espressi a grande maggioranza in favore dell’acqua pubblica nel referendum, troppo spesso dimenticato, che si svolse nel 2011 e il cui risultato non puo e non deve essere oggi disatteso.

I consiglieri comunali di Forza Italia
Silvia Minelli
Fabio Viventi

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