L’ERESIA CRISTIANA DI PIER PAOLO PASOLINI di Alessio Passeri

Alle origini del Vangelo secondo Matteo 

Sulle orme della religiosità “non credente” di Pier Paolo Pasolini
di Giulia Iselle
Perché Pier Paolo Pasolini decise di fare un film su Gesù? E che rapporto aveva con il cristianesimo? Per rispondere a queste domande sul fattore religioso pasoliniano è necessario ricordare il 2 ottobre 1962, data in cui il regista viene accolto nella Cittadella di Assisi e conosce don Giovanni Rossi, fondatore della Pro Civitate Christiana. Da quell’incontro, infatti, nascerà Il vangelo secondo Matteo, ancora oggi considerato la trasposizione cinematografica più sincera e fedele del testo sacro.
La comunità di Assisi, vicina all’universo degli invisibili, contadini e proletari, cui rivolse sempre lo sguardo il cineasta, fu un luogo di grande ispirazione durante tutta la sua carriera. A ripercorrere la genesi del film e le orme della religiosità “non credente” di Pasolini ci ha pensato Alessio Passeri, tracciando il percorso spirituale dell’intellettuale, dai primi scritti giovanili fino all’ultimo lavoro per il cinema, attraverso l’esame dei testi pubblicati dal 1963 al 2006 dalla rivista Rocca. Una testimonianza attiva su un uomo civile, prima che sull’artista, animato da prospettive etiche e da una visione poetica apertamente religiosa espressa nel desiderio di sentirsi solidale all’altro e in continua tensione tra adesione al messaggio evangelico e critica impietosa alla Chiesa istituzionale.

Tratto da “La rivista del cinematografo”, segnalato da Marco Jacoviello

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