Lettera aperta al Dr. Maurizio Bigioni, A.D. del gruppo Co.Ge.Di.

Lettera aperta al Dr. Maurizio Bigioni, A. d. del gruppo Co.Ge.Di.Lettera aperta rivolta al Dr. Maurizio Bigioni , Amministratore delegato del gruppo Co.Ge.Di. del quale fanno parte le acque Rocchetta. Ringrazio per l’attenzione il Dr. Bigioni. Un caro saluto. Brunello Castellani

“Gentile dr. Bigioni,
Sono un consigliere comunale di Gualdo Tadino e, non avendo il piacere di conoscerla personalmente, mi rivolgo a Lei nella forma pubblica di una lettera aperta. La missiva, come può immaginare, attiene la nuova concessione e il progetto di recupero ambientale della Rocchetta. Ho affrontato i passaggi istituzionali che hanno interessato il Consiglio comunale sul tema, senza pregiudizi e con spirito libero, come testimonia anche la valutazione finale. Infatti, nella mia condizione di opposizione, sarebbe stato comodo esprimere un voto contrario e cavalcare dubbi e risentimenti che certo non mancano. Invece ho scelto l’astensione per segnalare l’importanza dell’investimento industriale proposto, in una stagione tanto difficile per la città, dal punto di vista sociale e delle possibilità di lavoro. Ma, al tempo stesso, con quel voto ho voluto manifestare l’insoddisfazione per quanto sottoscritto dal Sindaco nel “Protocollo d’intesa” che è del tutto inadeguato a tutelare l’interesse di Gualdo, sia per quanto attiene la futura disponibilità di risorse idriche, che la qualità dell’intervento di recupero e valorizzazione dell’area della Rocchetta.    

Se ho scelto di rivolgermi direttamente a lei è perché credo che nella vicenda tutti i cittadini e le realtà economiche, sociali, politiche e culturali di Gualdo hanno coltivato almeno una speranza, quella di inaugurare una nuova stagione di collaborazione tra l’azienda e la città. Quello che è avvenuto dopo la concessione sembra, invece, andare in altra direzione. Mi riferisco al “tutti contro tutti” con ricorso anche della Rocchetta al TAR in relazione ai diritti di uso civico gravanti sul bacino imbrifero e alla previsione di concertazione “azienda – comune” per la definizione delle modalità di libero attingimento dalle fonti che sono, da sempre, pubbliche. Non entro nelle ragioni tecnico-giuriudiche, dico soltanto che una grande azienda come la Rocchetta ha tutte le possibilità di risolvere la questione usi civici e di restituire al comune, o meglio alla comunità gualdese, il diritto di decidere sui prelievi.

E vengo al motivo fondamentale che mi ha spinto a questa iniziativa inusuale, il progetto di valorizzazione dell’area, o oasi della Rocchetta. In tutte le occasioni che mi è stato possibile ho sottolineato l’esigenza di realizzare un progetto rigoroso e ambizioso dal punto di vista ambientale, storico e scientifico in grado di valorizzare veramente l’intera area, restituendola ai gualdesi e, soprattutto generando attrattività e sviluppo di iniziative economiche. Si, il recupero è importante, ma anche l’occasione è formidabile. Per Gualdo e per la Rocchetta.

Forse io sono un visionario, ma vedo l’esigenza di un’idea forte, quale potrebbe essere un Parco a carattere scientifico, didattico e museale dedicato alla cultura dell’acqua. Sarebbe importante avvalersi di professionalità di rilievo internazionale per sviluppare e “ambientare” il progetto, magari prevedendo anche installazioni che utilizzino la ceramica. Un matrimonio tra la terra e l’acqua per aiutare la città a uscire dal declino attraverso gli elementi originari della propria storia. Qualcosa di nuovo, rispetto al ripristino dell’esistente, che crei occasioni di lavoro e restituisca fiducia e forza identitaria ai gualdesi e, al tempo stesso, parli all’Italia e al mondo dell’azienda Rocchetta e del luogo eccellente dove nascono le sue “acque della salute”.

Lo so, mi potrebbe rispondere che tutto questo esula dalla missione della sua azienda e dalle forme attraverso le quali esercita la sua responsabilità sociale. Probabilmente, avrebbe ragione. Ma ci sono momenti nei quali non basta accontentarsi di avere ragione, occorre il coraggio e la generosità delle idee innovative. Del resto lo sa benissimo chi, come lei, ha avuto la capacità e la tenacia di costruire una grande “impresa”. L’intervento nell’area non è ancora nella fase esecutiva, quindi è ancora possibile realizzare questa nuova “impresa”.

Per Gualdo, per la Rocchetta e per un nuovo inizio.

                                                                                        

5 febbraio 2016                                                                           Brunello Castellani”

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25 risposte a Lettera aperta al Dr. Maurizio Bigioni, A.D. del gruppo Co.Ge.Di.

  1. MERLO scrive:

    Solo per curiosità:

    ” ti ha risposto?”.

  2. Fabio Acciari scrive:

    ergo va sostitutito il guardiano…

  3. MERLO scrive:

    Caro Brunello,
    io non conosco bene la vicenda pertanto mi sono letto, quasi tutto, di quello che si trova in rete.
    Mi viene da dirti che se anche te avessi letto qualche cosa, forse invece di una lettera ” APERTA ” avresti sottoscritto una denuncia.
    La cosa principale che emerge é che tutti i protagonisti, Rocchetta – Regione Umbria – Comune di Gualdo Tadino, sono già stati condannati in vari tribunali, in vari livelli di giudizio, per fatti analoghi.
    Se tu avessi letto la sentenza del Consiglio di Stato che segnalava l’inadeguatezza del piano industriale per la concessione IDREA, avresti notato che il piano industriale presentato per la richiesta della proroga non è altro di un copia-incolla di quella censurata. Avresti notato che è stato ripresentato, anche, il collegamento ferroviario da stabilimento a stazione ferroviaria, solo chi non è di Gualdo non sa che la nostra stazione non può più gestire la spedizione di merci.
    Permettimi di farti notare una cosa che ad un attento AMMINISTRATORE di aziende pubbliche, come sei stato te non può essere sfuggito, tra le motivazioni portate dalla Rocchetta per motivare il rinnovo anticipato della proroga c’è anche quello di avere la certezza di avere i tempi di ammortamento dell’investimento.
    Bene questo ha una logica, ma non ha una logica se si mettono insieme i costi per i beni strumentali (per esempio la costruzione del capannone) con i costi funzionali ( per esempio i bancali ed il polietilene per fare i fardelli o peggio ancora le spese per la pubblicità ).
    La realtà è che state discutendo e avete discusso di cose che non conoscete, un esempio per tutti è il famigerato USO CIVICO che il comune non ha mai gestito, da quando i compagni del tuo partito hanno fatto l’arrosto nel 1976, quando hanno provato ad estinguere la COMUNANZA dell’APPENNINO GUALDESE che ancora oggi è considerata alla pari o forse meno di una PRO LOCO.
    Vai a leggere le sentenze sulle “STRADE VICINALI”, quale è la strada del FONNO, così ti chiarisci le idee su come fare la famigerata ” OASI “.
    Vai a rileggere il contratto “RIGHI ” del 1952 giusto per avere un idea su cosa chiedere al concessionario.
    Di cose da dire ce ne sarebbero molte di più però mi preme far notare che la politica, con la sua vocazione al protagonismo, non riesce a distinguere gli avversari dagli alleati, il giusto dallo sbagliato, allora quando uno non ha le idee chiare è giusto che si ” astenga ” da eventuali votazioni, però è altrettanto giusto che si astenga dallo scrivere lettere aperte ad un usurpatore a cui sembra troppo pagare 26.000 euro per avocare a se l’uso esclusivo e la gestione si oltre 227 ettari.
    Se questa è la democrazia, io penso che è meglio la schiavitù.
    Di sicuro io non mi sento rappresentato ne dà te ne dal sindaco.
    E per voi che leggete dal buco della serratura dico:

    MEDITATE

    • enrico finetti scrive:

      L’intervento di merlo è lucido ed inattaccabile perché si capisce che espresso su basi documentali. Cosa più volte consigliata a chiunque voglia aprire bocca su di un argomento di per se complesso, ma estremamente semplice da capire per lo stato dell’arte….. E’ il segno dei tempi, chi fa politica e chi in qualche modo partecipa per dire la sua e dare il proprio contributo, spesso si trova di fronte degli episodi del tipo “a propria insaputa”. Comunque sia chiaro che noi non molliamo, anzi, siccome mi giungono voci che qualcuno con arroganza comincia a sbraitare con urla fuori luogo, per quanto mi riguarda l’adrenalina cresce e con essa l’energia per portare a buon fine una vicenda annosa ai limiti del fastidioso, UNA VOLTA PER TUTTE…..

    • Francesco Troni scrive:

      Mi fa piacere che anche Lei, sig. Merlo, come me abbia letto e tirato fuori letto la sentenza del Consiglio di Stato che segnalava l’inadeguatezza del piano industriale per la concessione IDREA.
      A tale proposito, vorrei ricordare il mio commento fatto sul post “I Gruppi di Maggioranza sulla “Questione Rocchetta”” in data 16/11/2015 alle ore 22:15.
      Rileggetevelo, o leggetevelo se non lo avete ancora fatto, perché credo contenga delle osservazioni interessanti. Soprattutto su come propongono lo snodo ferroviario e l’eventuale indotto. Ma, visto che la nostra stazione non può più gestire la spedizione di merci (ed io pur essendo di Gualdo non lo sapevo), posso (o possiamo) tirare un ironico sospiro di sollievo: Gli autotrasportatori su gomma sono salvi!!!!

  4. Francesco Troni scrive:

    Leggendo i commenti fatti da Warriors e Nadia Monacelli dopo del mio precedente commento, ho capito 2 cose.

    1 – Forse a volte sono poco chiaro nell’esprimere ciò che voglio comunicare.

    2 – Finalmente sono sicuro di essere entrato nella filosofia che la Comunanza sta tentando di trasmettere alla popolazione Gualdese.

    Cercherò, quindi, di esprimere meglio il concetto fondamentale che volevo esprimere nel mio precedente commento, che è anche la filosofia di base della Comunanza.

    Per poter arrivare a calcolare questi 26.000 euro/anno, prima bisogna ottemperare alcuni obblighi di legge che non sono stati rispettati. Tali obblighi di legge, tra l’altro, non hanno neanche prescrizione. Ciò significa che quello che è stato calcolato non ha alcun valore, indipendentemente dalla cifra, perché può essere contestato legalmente in qualsiasi momento.
    In parole povere si sta cercando di evitare l’ennesima illegalità e, al tempo stesso, riportare il tutto nella legalità. Legalità basata su delle leggi piuttosto datate, ma ancora in vigore e citate in altre leggi più attuali, il cui scopo principale era, ed è, quello di preservare il più possibile l’ambiente in cui viviamo in quanto, all’epoca della loro emanazione, si viveva veramente di quello che offriva l’ambiente in cui si aveva fissa dimora visto che gli spostamenti erano alquanto lenti e complicati.

    Da tutto ciò è facile capire la filosofia che sta alla base della Comunanza.
    Torniamo a rispettare la legge sugli Usi Civici ignorata per molto tempo tornando, così, ad uno stile di vita più sano, e forse riusciamo ad evitare il futuro descritto sui film Wall-e ed Interstellar: L’abbandono del pianeta Terra da parte dell’umanità per sopravvenuta distruzione del pianeta da parte, ironia della sorte, dell’umanità stessa.
    E questo indipendentemente da chi è il padrone della terra, sia in senso lato di pianeta sia in senso stretto di territorio a cui si fa riferimento nelle varie discussioni.

  5. warriors scrive:

    Al momento conosciamo con certezza e ufficialita’: chi è l’attuale GESTORE DEI BENI, chi era il Guardiano e Custode, chi è il Supervisore dei diritti, nonché l’Ente autorizzativo e chi è l’Occupante. Insieme a tutto ciò conosciamo perfettamente tutti gli abusi perpetrati nel tempo, continuati, malgestiti, mai sanati ed incredibilmente, nonostante le diffide, reiterati anche ultimamente con estremo menefreghismo e sfrontatezza. Caro Enzo, non ci crederai, ma questa mattina sono in grado di rispondere anche alla tua domanda, perché da tempo conosco anche il nome del PADRONE!!! Il padrone è LA COLLETTIVITÀ GUALDESE, cioè e’ ogni singolo cittadino di Gualdo Tadino…il padrone sono IO…sei TU…siamo NOI e bada bene non sono LORO!!!!Saranno i nostri figli, i nostri nipoti, le nuove generazioni…..Che poi si chiami Comune o Comunanza Agraria non fa alcuna differenza perché entrambi dovrebbero rappresentare e tutelare me, te e noi…….Qui si sta parlando di diritti nostri a casa nostra! A tal proposito dopo che ho risposto alla tua domanda, permettimi di fartene una a te.
    In queste condizioni, se fosse casa Tua e ad essere interessata è la tua famiglia ed i tuoi discendenti nel tempo (come lo sono),come ti comporteresti per evitare ulteriori soprusi? Nell’aspettativa di una tua energica e ferma risposta ti abbraccio cordialmente amico mio.

  6. Marcello scrive:

    E secondo me qualcuno ancora non capisce…

  7. Nadia Monacelli scrive:

    Caro Francesco,
    cercherò di essere quanto più chiara possibile, perchè questa questione è e riguarda tutti noi gualdesi ed è giusto che il dubbio non rimanga sospeso.
    Il punto è che non esistono i presupposti per il calcolo dei 26.000 euro della Determina impugnata, ma questo non vuol dire che non esistana presupposti legali che non permettano ai gualdesi di pretendere e rivendicare diritti.
    Voglio essere chiara con un esempio semplice:
    Facciamo l’inpotesi in cui tu vai ad occupare il terreno di un tuo vicino, mentre il tuo vicino proprietario assente ha lasciato in custodia ad un Guardiano i suoi beni. Il guardiano è molto permissivo e non tiene conto che tu stai occupando i terreni di un altro, tu vai lì, piazzi le tue tende, ne ricavi un’utilità immensa, oro blu, poi fai anche dei lavori su quei terreni, dei buchi profondissimi per estrarre altro oro blu, mentre il guardiano intanto dorme di sonno profondo e continua a non tener conto che il terreno è di un altro.
    Poi c’e il ritorno improvviso ed inaspettato del padrone ( e qui ricomprendo solo i diritti di uso civico dei gualdesi, non la pendente titolarità dei terreni) che ovviamnete si indigna di fronte al guardiano che stava lì a svolgere un compito preciso, pagato per questo e già condannato per non aver saputo fare il guardiano quando tu hai cercato di occupare i campi del tuo confinante per estrarre sempre oro blu qualche anno fa.
    Il padrone scrive a tutti, al guardiano del campo, al supervisore dei diritti del padrone (Regione) ed a te, occupante del campo. Il padrone ha pazienza, perchè spera che il guardiano si ravveda e aiuti il padrone e il supervisore a far capire all’occupante la vicenda, chiedendo di sistemare l’occupazione abusiva in rispetto della legge.
    Non ascolta nessuno, tutti vanno avanti sulla strada abusiva, il guardiano non risponde, tu che occupi chiedi al guardiano e al supervisore di stare su quella terra altri 25 anni e prendere ancora più oro blu e oltre a questo tu, occupante, dici in faccia al proprietario che tu non lo riconosci perchè i tuoi rapporti sono con guardiano e supervisore che ormai conosci da anni.
    Il padrone non si dà per vinto e vuole che i suoi diritti vengano rispettati e quella terra, molto sfruttata, continui a portare frutti per anni, anche per i figli dei figli del padrone. Allora va avanti, ma intanto il supervisore e il custode, che sanno di avere torto marcio, mentre concedono a te di mettere una bella recinzione, di tenere lontano il padrone, la sua famiglia ed i suoi figli e di prendere ancora più oro blu per altri 25 anni, pensano di accontentare un pochino il padrone e fanno una Determina dove si stabilisce che nel campo c’è una piccola area , per la quale una volta il supervisore insieme al custode avevano dato un permesso al posto del padrone e allora fanno i calcoli di affitto per quella piccola area.
    Il padrone, caro Francesco, dice che quella determina è fasulla perchè il permesso per l’area è inesistente, il calcolo che ne consegue è fasullo pure quello.
    Però il padrone sa molte cose:
    che il campo era e continua ad essere il suo, che l’uso capione non c’è, che tu avevi da sempre occupato tutto il campo e non solo un pezzettino, che ci hai fatto buchi mentre il custode dormiva.
    Il padrone sa in primis che deve tutelare il suo campo per tutta la famiglia e per le generazioni future perchè loro sono le prime ad avere bisogno dell’oro blu, sa che di certo non vuole le recinzioni per essere estromesso dal suo campo, uno dei più belli della zona, appartanente da generazioni alla sua famiglia.
    Il padrone sa che può legalmente pretendere, ah se lo sa! Sa da quanti anni tu sei lì, sa quanto ha dormito il custode, sa che il supervisore non ha fatto il suo dovere, sa quello che tu hai fatto sul suo campo e vorrà che i suoi diritti siano fatti valere, perchè conosce le regole.
    Ecco, spero che la favola renda chiarezza.
    Buona domenica

    • enrico finetti scrive:

      tutto esemplare, un solo errore cara nadia. il guardiano non dorme, fa finta! hai presente certi film western dove tirano su la visiera e poi la riabbassano vicino ai falò dei bivacchi ? non per menefreghismo, qualcuno lo fa per paura , qualcuno per complicità, ma nessuno dorme davvero….. per fortuna poi arrivano i nostri!

    • warriors scrive:

      Grazie Nadia per aver narrato la FAVOLA di ieri e spiegato la REALTÀ di oggi…..Sei tutti noi!!!!!

    • Bazzucchi Enzo scrive:

      tocca csempre vedè chi è il padrone.

      • Nadia Monacelli scrive:

        Caro Enzo,

        non a caso sopra ho scritto ad un certo punto, quando menziono il ritorno improvviso ed inaspettato del padrone: “( e qui ricomprendo solo i diritti di uso civico dei gualdesi, non la pendente titolarità dei terreni)”. Tutti i diritti del padrone della Favola, sono diritti di uso civico, che ti fanno “PADRONE” d’uso e di tutela del territorio, di cui il Comune avrebbe dovuto farne il Guardiano, in tutti gli anni di assenza della Comunanza.
        Se poi la titolarità delle terre (quella che tu dici proprietà) sarà riconosciuta in capo ai gualdesi, ci sarà ancora dell’altro da aggiungere.
        Ecco perchè dobbiamo farci entrare in testa che quello volgarmente chiamato diritto di uso civico, non è un vincolo, ma l’etichetta che ti dice che la terra così etichettata è la riserva naturale della popolazione che la abita.
        Grazie Enzo, per aver permesso un altro chiarimento, con affetto

        • Bazzucchi Enzo scrive:

          carissima nadia ho detto che tocca vedè chi è il padrone per un motivo preciso.noi tutti pensiamo (come dovrebbe essere)che noi siamo i padroni di noi stessi e delle nostre terre SBAGLIATO i padroni sono coloro che si impossessano di un territorio legittimati dalla loro potenza finanziaria legittimati dal loro strapotere nei confronti delle istituzioni e legittimati dalla loro arroganza.questi si chiamano i potenti.dispongono di avvocati che vinceranno sempre loro.ho letto le motivazioni nelle quali la rocchetta spa si è rivolta al tar perchè non vuole pagare quanto chiesto dalla comunanza,quello che mi fa pensare e quello che dovrebbe far pensare a tutti è come è stata redatta la domanda come è stata impostata la domanda.la lunghezza del ricorso fatto furbescamente a mò di monito un modo altezzoso da parte dell avvocato ricorrendo a cavilli e leggine come per dire quì comandiamo noi.queste persone non si combattono da soli si combattono tutti insieme.ma siccome vedo che ogniuno in questa storia ci vuole mettere il cappello sentendosi gesù nel tempioti dico che è tempo sprecato battaglia persa per batterli ci vuole ben altro e non certo certe lettere aperte che dimostrano quanto siamo pecore con tutto il rispetto per le pecore cose dove il buon bigioni ci va a nozze.

          • warriors scrive:

            Caro Enzo, sospettavo una tua provocazione sul padrone. Anche se siamo diventati una società basata sul potere e la prepotenza invece che sul diritto e la giustizia fa acqua da tutte le parti, non mi sembra il caso di mollare e lasciare tutto in mano a chi ha denaro. Da te combattente nato, cresciuto a baluardo della ragione e della giustizia, spesso altezzoso e coriaceo,un atteggiamento così remissivo non me lo sarei mai aspettato!!!!!Non vorrei sentir dire” Armiamoci e partite, quando ritornerete, se ritornerete, saremo vincitori”….Aspetto anche una tua risposta sintetica ma equilibrata alla domanda che ti avevo posto e alla quale non hai ancora dato seguito. Inoltre mi preme evidenziare un tuo grossolano errore che hai fatto nel tuo post e cioè che la Rocchetta si è rivolta al TAR “perché non vuole pagare quanto chiesto dalla comunanza”. Ti vorrei far presente, in base a ciò che è stato scritto da Nadia, che la Comunanza non ha mai chiesto niente a Rocchetta, bensì i conteggi sono stati fatti dall’ufficio preposto della Regione, interlocutore diretto di Rocchetta sia per la concessione che per gli oneri da essa derivanti.Mi sembra di aver capito che la Comunanza non è entrata mai nel merito delle elemosine ed anzi ha ritenuto tale atto illegittimo perché derivante da molti altri atti illegittimi in base alle normative vigenti in materia. Tanto ti dovevo per onore della verità e perché ciò non creasse equivoci negli altri lettori di questo blog. Un grande abbraccio amico mio!

  8. warriors scrive:

    Caro Francesco, quando uno lotta per dei diritti collettivi calpestati e per rispetto dei doveri da adempiere, non è il cestino dell’Elemosina più o meno pieno che fa la differenza. La presidentessa come la chiami tu ha tenuto giustamente a sottolineare che il ricorso della Comunanza Agraria non ha nulla a che fare con le somme stabilite dalla determina contestata, (come ha fatto Rocchetta), bensì è imperniato solo ed esclusivamente su principi giuridici di legalità, di giustizia e di ossequio delle leggi (mai rispettate e fatte rispettare). LEGALITÀ E GIUSTIZIA è un binomio inscindibile ed ha formato e forma tuttora un ideale morale di democrazia per cui tante persone hanno lottato e sacrificato anche la propria vita e che nessun prezzo basso o alto che sia può appagare e compensare in nessun modo! Su certi principi, a mio avviso, non c’è gatto che tenga………

  9. Francesco Troni scrive:

    Inizialmente non volevo commentare, ma poi la strada mi è stata aperta dalla presidentessa della Comunanza Agraria Appennino Gualdese in persona (Nadia Monacelli per chi non lo sapesse) e da Enrico Finetti, tirando fuori proprio gli argomenti su cui volevo riflettere .

    Perché la Comunanza rinuncia ad una entrata annua (cioè che si ha tutti gli anni) di 26.000 euro/anno, se fino ad ora il massimo che si è ottenuto da Rocchetta S.p.A., da quando è arrivata ad oggi, sono stati 16.000 euro e qualche bottiglia di acqua (se e quando gli vengono chieste) per le varie manifestazioni (sportive e non) che si tengono a Gualdo?

    Dallo scritto della presidente penso di aver capito: Non esistono i presupposti legali per far sborzare, e quindi incassare a chi che sia, questi 26.000 euro/anno che, quindi, al pari di tutto il resto che è in discussione (concessione mineraria) sono annullabili.

    Insomma, un po’ come farsi regalare la macchina prima di avere la patente ed usarla sapendo benissimo che non possiamo usarla e, quindi, se ci beccano so cavoli (per non dire un’altra parola) amari.

    O sbaglio, presidentessa?

    Sull’equità o meno dei 26.000 euro/anno non mi esprimo perché non ho le conoscenze e le competenze necessarie per farlo. Spero solo che la Comunanza sappia quello che fa. Altrimenti, come dico spesso, siamo tutti del gatto.

  10. Giovanni scrive:

    Caro Brunello,
    mi sarei aspettato qualcosa in più da te. Forse la politica di mestiere che vuole sempre rispetto per il potente di turno e l’età che avanza 🙂 ti ha fatto dimenticare quel guerriero che eri sui campi di basket.
    Peccato ora col cappello in mano non ti riconosco e dire che quando ti sei riaffacciato alla politica locale ho sperato e confidato sul coraggio e sulla persona di cultura che sei in una nuova stagione, ho sognato una nuova lucidità e programmazione come ai tempi di Carlo Gubbini e Giuseppe Barberini. Ma …

  11. enrico finetti scrive:

    Gualdo in oltre 25 anni, conti alla mano, ha “beneficiato” di ben 16 mila euro ! ma a che ed a chi vogliamo appellarci ? io personalmente mi sento umiliato da certe iniziative. Si pensi piuttosto a verificare il comatoso stato delle sorgenti , tutte in grande sofferenza ( vedere ultima scheda arpa pubblicata da stefania troiani ) nel periodo in cui dovrebbero “ricaricare” al massimo. Questa estate che faremo se continua così ? L’acqua non si ricarica come i telefonini con TIM, WIND, 3, VODAFONE, ecc. …
    Come da determina dello straordinario ing Viterbo, a breve l’azienda, con il comune suo tramite per l’esercizio delle verifiche e controlli, stabilirà quando NOI GUALDESI potremo attingere LA NOSTRA ACQUA dalle nuove fonti , perché quelle storiche, la vasca e l’intera zona saranno RECINTATE PER IMPEDIRNE L’ACCESSO. Saranno stabiliti i giorni , gli orari, le quantità, il tipo di contenitori e del loro “risciacquo”.
    Ma piuttosto , detta alla gualdese : se la sciacquassero loro !

  12. Fabio Acciari scrive:

    Cara Nadia ti voglio ringraziare pubblicamente per quello che stai facendo per il futuro dei nostri figli, tu e tutte le persone impegnate nel percorso della Comunanza Agraria. La strada è tracciata, basta seguirla… ora mi ritiro in buon ordine che con tutta sta gente alla finestra c’ho un pò de forze de stommico…

  13. Merlo 3 scrive:

    Se non e’ un tutti contro tutti questo e soprattutto tutti contro Gualdo che alla fine ne fara’ sicuramente le spese.

    • warriors scrive:

      Io capisco poco e sono anziano ma mi sembra che non sia tutti contro tutti, c’è una Comunanza Agraria regolarmente riconosciuta ( perche’ non si poteva fare altrimenti, se no lo avrebbero fatto) dalla Regione Umbria competente sulle Comunanze Agrarie; che sta urlando da tempo, (non a Rocchetta che si fa i cazzi sua) alle istituzioni delegate (Regione e Comune) che vi sono degli atti che potrebbero essere nulli e che vi sono delle leggi e regolamenti da rispettare e che nel passato non sono stati mai affrontati e che ora devono essere obbligatoriamente chiariti nel rispetto delle leggi in vigore……Tutti stanno facendo orecchie da mercante e non ci vogliono sentire, procedendo con sfrontatezza a concedere ancora dell’altro, violando ancora, molto probabilmente, le leggi in materia….Caro Merlo3, tu pensi che urlare e pretendere la legalità è un tutti contro tutti a svantaggio di Gualdo? Libero di pensare come credi. Io non la penso così, ho un credo ed un’etica personale che ho trasmesso ai miei figli e fino a che avrò un filo di voce denuncero’ sempre questi soprusi, nel pieno rispetto di coloro che hanno dato molto, fino alla vita, per poter far trionfare una parola (che oggi spesso rinneghiamo per il dio politico, il dio potere ed il dio quattrino): GIUSTIZIA!

      • warriors scrive:

        Caro Merlo3, visto che nel tuo post asserisci che da questa querelle Gualdo ne farà sicuramente le spese (affermazione da verificare in seguito) in tutta onestà e competenza, mi sai dire che cosa ne ha ricavato in questi anni di concessione Rocchetta? (non dico guadagnato, perché questa è cifra tonda a tutti gli effetti: = 0,00).

  14. Nadia Monacelli scrive:

    Evitando di entrare nel merito di tanti argomenti menzionati nella missiva, che meriterebbero tutti dettagliato approfondimento, nonostante le indiscutibili buone intenzioni di Brunello, non posso fare a meno di sottolineare un fatto che sfugge a molti, forse perchè ancora il ricorso della Comunanza non è stato pubblicato. E cioè che il ricorso al TAR non è un gioco e nemmeno una quisquiglia da “TUTTI contro TUTTI”, sebbene erroneamente anche il nostro primo cittadino si è affrettato a dichiarare che si tratta di una questione puramente amministrativa che non mette a rischio la richiesta di proroga, ammettendo a mezzo stampa che la Rocchetta vuole pagare di meno di 26.000 euro/anno come indennizzo per la compressione dell’uso civico, calcolati dalla Regione, e la Comunanza chiede di più.
    Le cose non stanno affatto così.
    E’ per questo che il primo ricorso, dopo tentativi multipli di tavoli con la politica ed anche con Rocchetta, parte dalla radice della questione. Non è di conti che parliamo e la Rocchetta non può mettere a posto con un’azione della serie: pago e finiamola con questi usi civici!
    L’uso civico non è una TASSA o un indinezzo o un vincolo: pago e a posto. L’uso civico ti dice che quella terra e le sue risorse sono a disposizione dei cittadini che lo abitano, riserva naturale di una popolazione che DEVE saperli sfruttare, ma anche tutelare e salvaguardare.
    Il primo ricorso al TAR della Comunanza è stato toccare la concessione Rocchetta alla radice con i suoi vari atti, dai primi anni ’90. Come detto e ridetto, anche nei video che potete vedere sul sito della Comunanza, gli atti per noi sono a metà (diciamo così), le autorizzazioni ….parziali, le concessioni edilizie sotto accusa e il presupposto per i conteggi è quindi inesistente (sempre secondo la nostra tesi), perché non c’è mai stato cambio all’utilizzazione d’uso. Quando il ricorso sarà pubblicabile potrete leggere da soli il suo contenuto e farvi l’idea della di quanto gravi siano le accuse e di cosa ci sia ballo.
    Con la scusa o, forse in qualche caso, la speranza del buon senso, la radice del problema non si era mai toccata prima e questo lo sanno anche i muri.
    La permissiva latitanza pluriennale (poi saranno i Giudici a decidere se chiamarla così) della politica locale e regionale ha permesso ai portatori di interesse privati di pretendere sempre di più, fino al punto di arrivare a stabilire addirittura se e come potremo andare a prendere pochi litri di acqua alla Fontana per dissetarci.
    Due spunti di riflessione; uno proprio partendo da quei 26.000 euro /anno stabiliti dalla regione: Seppure la cifra sia assolutamente lontana da ogni seria valutazione, avete mai pensato che nessuno, prima della Comunanza, aveva preteso rispetto dei diritti della gente di Gualdo?
    Seppur briciole, fate per un attimo un conto a ritroso e pensate.
    La seconda riflessione è una esortazione, sulla base anche di quanto detto, di non cedere alla tentazione, di nuovo, di avere il minimo ed anche con la paura che pur questo minimo possa non corrispondere alla missione di questa azienda.
    Certo dobbiamo avere due libertà per sognare in alto: la prima quella di una certezza di quello che si va dicendo grazie all’ approfondita conoscenza degli argomenti, la seconda quella di poter dire ed agire da donne e uomini liberi.
    Dobbiamo puntare in alto per difendere l’acqua, il territorio e i diritti naturali che abbiamo su di essi.
    Le cosè a metà, in questi casi, non sono cose a metà, sono un’altra cosa che non ha mai sanato nulla in questi anni, anzi.
    La Comunanza ha aperto la strada in direzione radicale, senza se, senza ma, secondo il propiro compito e questo non era mai accaduto. Ora occorre seguire un’onda seria, dura sull’onda del diritto. Certo per farlo dobbiamo avere voglia di un sogno grande e essere liberi.

  15. warriors scrive:

    Se la lingua fosse venduta in macelleria a grammi o per centimetri, il nostro CORDIALISSIMO POLITICANTE autore della lettera aperta si sarebbe arricchito!!!! Poveri rivenditori di aspirapolveri….basterebbero due sue slinguate per Gualdo, per la ROCCHETTA……Se questo è un nuovo inizio, meglio restare alla precedente fine!
    Quanto siamo scesi in basso a Gualdo Tadino, riusciamo a fare lecchinaggio “gratuito” anche verso persone, a detta sua, “sconosciute”….

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