Lettera aperta del Sindaco Presciutti

Lettera aperta del Sindaco PresciuttiPortavo i calzoni corti quando ho iniziato a frequentare le sezioni (ancora si chiamavano così) del P.C.I. , ho assistito spesso a dibattiti infuocati, al limite dello “scontro fisico”, ai quali nel tempo ho anche partecipato personalmente, ma questo bagaglio di esperienze ha fatto crescere me ed un  gruppo dirigente appassionato, legandolo a doppio filo con le proprie comunità, con una voglia di pensare al futuro cercando di costruire condizioni migliori per i cittadini, le famiglie e le imprese, senza pensare alle singole carriere di ognuno di noi. C’era, pur nella diversità di vedute, quella voglia di stare insieme, c’era la voglia di confrontarsi con l’avversario politico anche quando reciprocamente non si condivideva nulla l’uno dell’altro, c’era in una parola: RISPETTO.

Già, RISPETTO, mi viene da dire oggi questo emerito sconosciuto. Nel tempo dei social e della comunicazione liquida tutto sembra consentito, non esiste più discrimine fra pubblico e privato, le istituzioni più che viste come luogo di servizio, nei cui banchi si siede su mandato dei cittadini, si stanno trasformando sempre di più in un trampolino per soddisfare le aspirazioni dei singoli e non nel luogo principe dove si discute e si lavora per la crescita della comunità.

Ormai non ci si stupisce più di nulla, tutto sembra concesso, non ci si indigna più per le castronerie fatte, dette, scritte e troppo spesso urlate da chi aspirerebbe addirittura di arrivare a governare il Paese, le Regioni, i Comuni. Invece di affrontare i problemi si preferisce sempre di più fare spallucce sperando che passi la nottata, senza pensare che gli ostacoli vanno sempre e comunque affrontati e non aggirati, pena il riproporsi dei medesimi di li a poco.

E così può perfino accadere che un capogruppo in Consiglio Regionale arrivi a bestemmiare in Aula senza che nessuno (in primis l’interessato) provi un po’ di vergogna e mandi un segnale netto ed inequivocabile non tanto di condanna, quanto di assunzione di responsabilità politica ed istituzionale al di là dei cavilli regolamentari.

In questo contesto, ben vengano tutte le proposte tese a ricostruire dal basso un minimo di credibilità di una classe dirigente che ha bisogno, a mio avviso, di essere ripensata dalle fondamenta. Dopo tre anni di esperienza da amministratore e dopo tanti anni di militanza politica di cui vado orgoglioso, credo di poter affermare senza dubbio che una classe dirigente non si inventa dall’oggi al domani, ma si costruisce partendo dal RISPETTO sia delle regole scritte ovviamente, che di quelle non scritte, perché i cittadini hanno bisogno di esempi positivi, di rappresentanti politici ed istituzionali retti ed al servizio della comunità e non che operano per soddisfare il proprio EGO, il compito di chi rappresenta pro-tempore le istituzioni è quello di servire e non di servirsi dei cittadini.

Ripartiamo dal basso, con umiltà, con la voglia di metterci in gioco, ma anche e soprattutto con il coraggio di ricominciare a portare RISPETTO in primis verso le istituzioni democratiche.

Ripartiamo dai territori cercando di riannodare i fili del dialogo fra le persone di buon senso, per costruire una nuova stagione di governo, nei comuni, in regione e nel paese, una stagione che torni a parlare alla testa ed al cuore dei cittadini, senza urlare, bestemmiare, imprecare, che sia in grado di aggregare tutte quelle forze che pongono il RISPETTO ed il senso di RESPONSABILITA’ al centro della propria azione politica ed amministrativa .

Lasciamo andare per la loro strada i furbi, gli urlatori, tutti coloro i quali speculano sulle paure, le debolezze e le ansie dei cittadini, costruiamo con coraggio e fermezza una grande COALIZIONE POLITICA E SOCIALE DEL BUON SENSO e del RISPETTO, unica strada percorribile se non vogliamo rassegnarci definitivamente alla logica del tanto tutto è permesso e muoia Sansone con tutti i Filistei.

Massimiliano Presciutti Sindaco di Gualdo Tadino

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3 risposte a Lettera aperta del Sindaco Presciutti

  1. Patricia Sandra Vartolo scrive:

    Gentile Sindaco,
    Leggo con interesse il suo sdegno per un fatto accaduto in Consiglio Regionale, riprovevole e vergognoso e non posso non essere d’accordo con Lei.
    Tuttavia, se permette,vorrei dire la mia.
    Anch’io, come Lei, quarant’anni fa , da ragazza, molto ragazza, mi creda, lottavo contro le ingiustizie. E posso assicurarle che per me, per noi, giovani d’allora, era veramente dura. Lei nacque e visse in democrazia. Io, purtroppo, no. O almeno, non tutte i miei 27 anni vissuti in Argentina. Ma formavo parte di quei giovani indignati per cose ben peggiore di una bestemmia. Oggi, a quasi 55 anni, non mi arrabbio più. Sono stanca di arrabbiarmi e che la mia rabbia non sia ascoltata da nessuno. E mi domando, dove è rimasta quella giovane, quella che urlava, si disperava e , qualche volta, , occupava la Piazza?Mi creda, non lo so. Sono finita , come tutti gli altri, a formar parte dello stato di sopore comogran parte degli elettori del suo Partito e della Sinistra in generale.
    Credo di aver capito che bestemmiare sul posto di lavoro è causa di licenziamento. E, nonostante, tutti lo fanno. Io per natura,NO. Non frequento assiduamente la Chiesa, pero rispetto moltissimi i principi che ho ricevuto e non permetto a mio figlio bestemmiare per nessun motivo. Eppure, dietro alcune bestemmie, non riesco a vedere le cattive intensione, nemmeno se a dirla è un rappresentante della politica. No, non è la bestemmia detta da un politico che mi preoccupa e per la quale Lei, come è bene che l’abbia fatto, si indigna. Io, temo e mi arrabbio per i SILENZI , per la MANCANZA DI RISPOSTE,per le LEGGE VOTATE,per le MISURE prese, per le ALLENZE SOTTO BANCO. Non ho sentito indignarsi a nessun esponente del PD contro chi ha portato a tanti cittadini al suicidio;non ho sentito indignarsi a nessun esponente del PD contro chi ha lasciato sul lastrico le impresse; non ho sentito indignarsi a nessun esponente del PD contro le nuove forme di precariato sociale;non ho sentito a nessun esponente del PD indignarsi davanti a Mario Rossi che dorme in macchina, senza lavoro e sfratato, non ho sentito a nessun esponente del PD indignarsi contro la riforma Fornero…Come vede, Massimiliano, ci sarebbero tanti motivi per cui indignarsi per quella mancanza di rispetto agli elettori e non,non soltanto per una bestemmia fatta da un politico rappresentante delle istituzioni,indignazione condivisa,per carità!, ma che rimane solo carne da macello e pane per i denti dell’opposizione. Grazie.
    Patricia Sandra Vartolo

  2. Angelo Gaudenzi scrive:

    Caro Sindaco. Tu sai che il mio rispetto verso di te, si rivolge alla persona e non all’ideologia. Qui non posso dilungarmi molto. Quando avremo occasione di parlare direttamente (di persona) cercherò di spiegarmi compiutamente. Comunque il momento che attraversiamo non è bello. Si tratta di “un periodo lungo” che prosegue da anni e che non sembra ancora destinato a finire. Le persone sono piene di problemi. Tutti, insieme al problema, forse nell’illusione di riuscire a risolverlo più in fretta, ormai prospettiamo anche la soluzione. Quindi il problema si complica; perché la soluzione ai problemi di qualcuno, si trasforma in uno o più problemi per qualcun’altro. Questo grado di complessità socio politica (e pure economica) non è facile da gestire. Ok. Non vado oltre. Cordiali saluti. Angelo

  3. Cosimo Berlinsani scrive:

    Il rispetto, come la punteggiatura, è molto importante.

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