Vita del Beato Marzio

VITA DEL BEATO MARZIO DA PIEVE DI COMPRESSETO TERZIARIO FRANCESCANO ED EREMITA di FRANCESCO FARABI DON STEFANO BASTIANELLIVITA DEL BEATO MARZIO DA PIEVE DI COMPRESSETO
TERZIARIO FRANCESCANO ED EREMITA

di

FRANCESCO FARABI
DON STEFANO BASTIANELLI

Pieve di Compresseto

Giubileo Anno 2000

PREFAZIONE

Non è sempre facile parlare di uno scritto tendente a ricostruire fedelmente e in maniera scientifica la vita e l’opera di un santo.
Molto spesso il rischio che si incontra è quello di presentare, in una maniera oltre modo elogiativa, l’esistenza di un uomo di Dio vissuto, molti secoli fa.
Comunque, pur nella sua semplicità – il presente libretto – ha il pregio di parlare con immediatezza ed esattezza storiografica all’uomo e alla donna del nostro tempo. I santi più che elogiati o venerati vanno imitati. La straordinarietà della loro vocazione alla santità, infatti, è fondata sul Cristo. Cristo è presente nella storia attraverso il suo corpo mistico (la Chiesa), la Parola e i sacramenti.
Infatti, la santità – afferma Luigi Monza – non consiste nel fare cose straordinarie, ma nel fare straordinariamente bene le cose ordinarie. E’ ciò che hanno fatto Francesco e Chiara d’Assisi, Benedetto e Scolastica da Norcia e tanti altri santi che, nella loro semplicità, rendendo grande la Chiesa ci fanno comprendere come al mondo c’è una sola tristezza: quella di non essere santi. E quindi una sola felicità: quella di essere santi (Léon Bloy). Vorrei, perciò, concludere questa mia prefazione con un aneddoto:
“Un tale, mentre stava osservando i lavori di costruzione di una Cattedrale, vide un operaio che, di cattivo umore, preparava la calce e gli chiese: ‘Che cosa stai facendo?’. Rispose: ‘Sto subendo la maledizione divina: mangerai il pane con il sudore della tua fronte’. Continuando nella sua visita, notò un altro che, con aria rassegnata, trasportava il materiale e gli chiese: ‘Che fai amico?’. – ‘Sto guada- gnando il pane per la mia famiglia’, rispose quello.
Più avanti vide uno scultore, che con aria soddisfatta stava scalpellando una statua e gli rivolse la stessa domanda: – ‘Sto realizzando un’opera d’arte’, fu la risposta.
Giunto presso la sommità dell’edificio il visitatore incontrò un operaio che lavorava cantando con gioia e gli chiese: ‘Che fai, uomo felice?’.
‘Sto costruendo una Cattedrale’, rispose.
Tutti e quattro gli intervistati lavoravano alla stessa opera, ma uno solo aveva coscienza di lavorare a qualcosa di grande, di meraviglioso”.
Il beato Marzio ci aiuti a riscoprire, nel quotidiano, la gioiosa sorpresa che rende la nostra esistenza valida nella misura in cui aderisce alla volontà di Dio.

Don ANTONIO MANCINI
Roma, 28 agosto 1999

VITA DEL BEATO MARZIO DA PIEVE DI COMPRESSETO
TERZIARIO FRANCESCANO ED EREMITA

di

FRANCESCO FARABI
DON STEFANO BASTIANELLI

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