L’insoddisfazione del “Comitato pro acqua Gualdo”

L'insoddisfazione del Comitato pro acqua GualdoIn data 9/12 il Comitato Pro Acqua Gualdo ha protocollato le proprie osservazioni (Prot. 0026653 del 9-12-2014 Comune di Gualdo Tadino) al Progetto “Oasi Rocchetta – Proposta di massima salvaguardia, di protezione e di regimazione idraulica” presentato da Rocchetta s.p.a il 18 novembre in presenza delle massime autorità cittadine.
Le nostre osservazioni sono state fatte a partire dalle modalità di presentazione del progetto che, a parte il particolare iter che ha intrapreso, non ha visto il coinvolgimento diretto della popolazione. Il Comitato è ormai parte attiva del territorio gualdese e i suoi membri sono dei semplici cittadini riunitisi spontaneamente in questa forma di difesa. Per ciò ci sembrava naturale che venissimo coinvolti in maniera più diretta in questa che si potrebbe definire “fase di consultazione”.
Abbiamo evidenziato l’assenza di interventi nel progetto relativi alla messa in sicurezza dell’area assimilata ad una pericolosità R4 (allegato Tecnico alla legge 267/98), invece ufficialmente riconosciuta dalla Regione Umbria e per la quale sono già previsti ben altri interventi . Per primi, a parte gli esperti del settore, abbiamo divulgato alla cittadinanza la situazione dell’area nel 2012 dopo la sua interdizione al traffico veicolare e pedonale, per esigenze del momento, chiedendo direttamente alla Regione Umbria (prot. 0014717 del 10-07-2012, Comune di Gualdo Tadino).
Questa per noi ci sembrava una priorità su cui intervenire oltre agli altri interventi di manutenzione da intraprendere a seguito dell’alluvione del Novembre 2013.
Abbiamo poi osservato la strana coesistenza nel progetto dell’area SIC, a cui si fa appena un accenno che invece è ben definita dal Piano di Gestione del sito di importanza comunitaria (SIC) IT 5210014 “Monti Maggio – Nero” approvato dalla Regione Umbria (DRG 252/2012), della creazione di un’Oasi naturalistica come finalità del progetto e di altre proposte quali (testualmente riprese dal progetto): “proposte di intervento per definire l’area di protezione dei pozzi R1-R2-R3-R4, regimazione idraulica, ripristino degli accessi agli addetti ai lavori fino al Fontanile di Campitella, fruizione finale delle acque della Sorgente R6 che vengono rappresentate come sviluppo, tutela e riqualificazione di tutta l’area del Fontanile e delle sue pregiate e particolari risorse, in modo completamente sostenibile”,che vanno invece in una direzione totalmente opposta.
Nessuna normativa sembrerebbe essere stata consultata per giustificare la realizzazione di un’Oasi prossima a questa area SIC e degli altri interventi più specifici per le esigenze dell’azienda. La normativa ambientale a riguardo è invece molto vasta e precisa e ci sembra impossibile non averne tenuto conto per progettare un intervento di tutela ambientale come quello di un’Oasi naturalistica proposto da Rocchetta spa. D’altra parte nessuno studio scientifico recente è stato citato e quindi consultato a sostegno di questa proposta. La realizzazione di questa Oasi appare quindi piuttosto approssimata e senza una reale motivazione. Per interventi di un certo tipo prossimi a zone SIC sono previste Valutazioni di Incidenza obbligatorie se non addirittura procedure di VIA e un progetto del genere, con gli altri interventi che si propone oltre all’Oasi, non crediamo possa sfuggire a tale iter di approvazione, senza subire modifiche e adattamenti notevoli compatibili con
la normativa che regolamenta le aree SIC e con i piani di gestione del territorio. Ma non ci sono riferimenti legislativi nemmeno per questo aspetto che anzi non viene citato per niente. In ogni modo anche per la fruizione finale della sorgente R6, al di là di un generico sviluppo per giustificarne l’uso, non vengono forniti dati sui reali benefici economici per la cittadinanza (ammesso che ci siano). Se non sono stati consultati studi scientifici, normativa specifica in settore ambientale (a parte quella specifica per la salvaguardia delle risorse idrominerali) e di gestione del territorio ne affrontati altri tipi di studi sulla ricaduta economica, ci siamo chiesti su cosa si basano le finalità e gli interventi del progetto e di ciò abbiamo chiesto una spiegazione scritta.
Condividiamo invece, la necessità di un intervento da parte di Rocchetta spa, secondo quanto indicato dalla Legge Regionale attualmente vigente, – la n. 22 del 22.12.2008, Art. 15 comma 2 e cioè che “Tutti gli oneri per la realizzazione e la manutenzione ORDINARIA E STRAORDINARIA delle pertinenze sono a carico del concessionario” senza scomodarsi alla creazione di un’Oasi o di altri specifici interventi.
Il Comitato respinge pertanto questo progetto le cui finalità nascoste (ma nemmeno più di tanto) tra le righe di una non ben definita Oasi naturalistica, quali la realizzazione di un’area di protezione dei pozzi e una nuova linea di imbottigliamento di acqua minerale, non trovano riscontro in nessun dato economico, scientifico e legislativo se non nell’unica normativa consultata e cioè quella relativa alla salvaguardia delle risorse idrominerali (nemmeno aggiornata), ne in benefici documentati per la collettività. Chiude ribadendo che questo progetto non è certamente l’unico possibile per ripristinare l’area Fonti della Rocchetta. Quindi non è chiaro perché se ne parli come se fosse già stato approvato. L’acqua comunque non è affari per pochi ma un diritto inalienabile di TUTTI! Purtroppo dobbiamo ricordarlo ogni volta!

Comitato pro acqua Gualdo

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3 risposte a L’insoddisfazione del “Comitato pro acqua Gualdo”

  1. Francesco Troni scrive:

    Ciao Enzo. Hai ragione. Il problema è la gente che non ha più lavoro e che non riesce più ad arrivare a fine mese vedendosi sparire tutto ciò per cui ha lavorato fino ad ora.
    Quindi il vero problema non è la Rocchetta S.p.A., ma quello che rappresenta realmente e potenzialmente.
    Mi spiego meglio, ma prima di farlo chiarisco una cosa: Poichè io ho capito chi sei, do per scontato che anche tu abbia capito chi sono (anche perchè in almeno un’altra occasione l’ho detto). Ma se non lo dovessi aver capito ti ricordo solo 2 parole: Luna Blu. E le accompagno con queste altre: Atletica Tarsina, Germoglio.
    Passiamo ora al vero cancro dell’Italia (e non di Gualdo o di ogni altro Comune, Provincia, Regione, ente pubblico/privato, …): La corruzione.
    Giovedì 11/12/2014 ho seguito per la prima volta la trasmissione di Rai 2 “Virus il contagio delle idee” dove hanno parlato dello scandalo “Mafia capitale”.
    Lo sai quali sono le cose che mi hanno fatto più impressione?
    1 – Il fatto che al posto della “Cooperativa 29 Giugno” e di Buzzi, potevo benissimo starci io con la mia associazione sportiva Atletica Tarsina. Infatti, operiamo entrambe nello stesso settore: Il sociale. Buzzi con i carcerati, mentre noi con i disabili (Germoglio, appunto).
    2 – La filosofia che c’era dietro a tutto ciò: Io mi sono redento in carcere ed ho fatto una cooperativa che da lavoro agli ex carcerati impedendo, quindi, che questi tornino a delinquere per mancanza di alternative una volta fuori di prigione. Quindi per definizione sono buono e non c’è nessun motivo di sospettare che in realtà sono ancora un malavitoso e sto facendo quello che sto facendo.
    3 – Il fatto che tutti i politici ed i malavitosi fotografati con Buzzi in questi anni avevano dei validi motivi per avere rapporti con lui: In base a quello che rappresentava Buzzi con la sua cooperativa, i primi avevano ovvi motivi istituzionali ed i secondi avevano ovvie ragioni di storia privata da ex malavitosi.
    Ho forse parlato di poteri forti e/o corruzione e/o mafia, andrangheta, camorra? Non mi pare. E questo perechè questi argomenti, ormai fanno parte della nostra vita quotidiana e sono diventati normali. E questo, forse, è il vero problema dell’Italia.
    Cosa rappresenta, quindi, per me la Rocchetta S.p:a. e tutto ciò che ci ruota in torno? Semplice: L’opportunità per far capire alla gente che tutto questa corruzione e magna magna generale non è normale e che, quindi, va combattuta su tutti gli argomenti. Sociale compreso.
    Rocchetta S.p.A. è l’unico argomento di Gualdo Tadino su cui si può basare la mia battaglia? No, ma (data la mia ignoranza) è l’unico su cui sono riuscito a trovare un valido appiglio per farlo.
    Un altro argomento, e qui forse vado contro i miei interessi, potrebbe benissimo essere la gestione degli impianti sportivi di Gualdo Tadino. Solo che sull’argomento non sono riuscito ancora a capirci molto da un punto di vista normativo. Ma sta sicuro: Appena ho informazioni certe, passerò all’attacco anche qui (e sottolineo la parola “anche” che significa che la questione Rocchetta non la tralascerò).
    Poi, tu porti alla mia attenzione un altro problema (enorme come quello della corruzione vista come normalità) dell’Italia: Gli sprechi riferendoti all’acqua persa dalle nostre tubature ormai rovinate (“fragide” come dici tu).
    Bene: Uniamoci per combattere anche questa battaglia contro gli sprechi di ogni natura (economici in primis con la destinazione dei soldi in cose totalmente inutili invece che in cose realmente utili).
    Tra l’altro, forse, corruzione e sprechi economici con la destinazione pilotata di soldi vanno di pari passo.

  2. bazzucchi enzo scrive:

    nvece de pensà tal pozzo r6 r5 r2 r8 e via discorrendo,nvece de pensà sempre tala rocchetta che ce vòle nculà tutta l’acqua nostra,pensate tal fatto che la condotta che porta dalla sorgente di santo marzio al cerqueto perde più di 10litri d’acqua al secondo.nun vò mai sentito a di na cosa del genere. tutti ostinati contro l’unica azienda in grado di sistemare l’oasi perchè a gualdo sete cusci de coccio’ ma nun pensate a quel 48% d’acqua che perdemo perchè le condutture sono fragide.apposta nò?la rocchetta non prende manco il 10% de quella che va persa.bravi continuate così tanto semo tutti ntè la m….a. ma què ce frega i problemi ènno altri,i pozzi la rocchetta ladrona. el sinneco che ha littigato con la comunanza la casette de legno l’albero rotto.mah poveri noi

  3. Francesco Troni scrive:

    Bene, come fatto da me prima e dal M5S poi, anche voi tirate fuori i seguenti fatti:
    1 – La normativa regionale esposta da Rochhetta S.p.A non è aggiornata;
    2 – In base all’attuale normativa regionale (L.R.22/2008) è un obbligo da parte di Rocchetta S.p.A. ripristinare l’area alluvionata in quanto concessionario, e non una volontà e/o un gesto di altruismo o di qualsiasi altra natura si voglia farlo passare.
    Comunque, indipendentemente da come andrà a finire, questa sarà una lunga storia. Quindi è proprio il caso di dire: Chi vivrà vedrà.

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