M5S: osservazioni al progetto di impianto di gassificazione

M5S: osservazioni in merito al progetto di impianto di gassificazioneMoVimento 5 Stelle Gualdo Tadino

Prot. n. 4150 del 15.02.2016

alla c.a. del Responsabile Settore LL.PP e Ambiente
Geom. Antonio Pascucci Comune di Gualdo Tadino

Oggetto: osservazioni in merito al progetto di impianto di gassificazione alimentato a cippato di legno presentato da Demetra Energia srl in vista della Conferenza di Servizi del 1 marzo 2016.

In riferimento al progetto di cui all’oggetto, si propongono le seguenti osservazioni e considerazioni, non esaustive, ma a nostro parere prioritarie:

  • Il progetto, precedentemente sospeso, come risulta da Verbale di Conferenza di Servizi del 12.05.2014, viene ora ripresentato, integrato e/o modificato a seguito delle osservazioni e prescrizioni avanzate dagli Enti preposti, ma sembra tuttora carente sotto diversi aspetti, tanto che risultano confermate le precedenti osservazioni presentate all’epoca dalla sottoscritta (Prot. n. 9776 del 09.05.2014). In premessa, occorre ricordare l’art. 41 della Costituzione: “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”.
  • Approvvigionamento del cippato di legno (circa 2.300 tonnellate l’anno): emerge nel progetto una sovrastima del materiale ottenuto dal diradamento, quantificato in 100 tonnellate per ettaro; considerando che normalmente dal regolare taglio si ottengono in media 150 tonnellate di legname, la cifra riportata appare senz’altro sovrastimata. L’impiego energetico della
    biomassa deve considerare un uso razionale della stessa, per evitare un rapido degrado
    ambientale; le biomasse, infatti, possono essere considerate rinnovabili solo se utilizzate nel tempo di naturale ripristino. La responsabilità di garantire il necessario approvvigionamento viene ascritta ai fornitori, di conseguenza cosa succederebbe se non avessero più tale capacità negli anni a venire? Con quale altro materiale si alimenterebbe l’impianto?
  • Emissioni: ovviamente la stima delle emissioni indicata nel progetto rientra nei limiti di legge, ma a prova di legge non sempre significa a garanzia della salute dei cittadini. A questo MoVimento 5 Stelle Gualdo Tadino proposito, giova ricordare che le nanopolveri inferiori a 2 micron non sono misurabili, oltre a non essere filtrabili, e sono le più pericolose poiché penetrano nelle cellule addirittura per osmosi. Per quanto riguarda gli ossidi di azoto, non esiste un limite al di sotto del quale siano ritenuti innocui per la salute. Inoltre, sebbene la pirolisi sia un trattamento termico di
    dissociazione molecolare in assenza di ossigeno, non è possibile eliminare quest’ultimo
    completamente, per cui anche durante la pirolisi si ha l’ossidazione di alcuni composti (furani e diossina si formano anche in presenza di concentrazioni di ossigeno inferiori al 2%). Giova ricordare che 1 grammo di diossina costituisce la dose annuale massima tollerabile da
    4.500.000 persone e le sue molecole hanno una vita di decine di anni. A questo va aggiunto il residuo solido della pirolisi, contenente un elevato quantitativo di carbonio. Successivamente, il prodotto della pirolisi (syngas) viene bruciato per ottenere calore ed energia elettrica,
    pertanto trattasi di vera e propria combustione. Nel bilancio totale, che ricomprende anche le emissioni dei mezzi di trasporto, vanno considerati gli effetti cumulativi delle aziende già presenti, citate anche nel progetto (emissioni di aziende ceramiche, transito di circa 120 camion al giorno per l’azienda di acque minerali, traffico locale), che non fanno che
    aggravare la situazione ambientale. Con l’attivazione di questo impianto, si stima un aumento di emissione del solo particolato del 20%. Ma, nella relazione di sostenibilità ambientale allegata al progetto, si afferma che l’impianto “garantisce una tutela della salute pubblica”!
  • Tipologia impianto: la tecnologia dell’impianto non è consolidata ed è a bassa efficienza (Prof. Tamino, docente di Biologia e Diritto Ambientale all’Università di Padova: “sono impianti poco utilizzati e praticamente ancora sperimentali,con notevoli difficoltà di funzionamento”). Impianti similari in Italia si reggono esclusivamente grazie agli incentivi pubblici (CV e similari, che tutti noi cittadini paghiamo nella bolletta), considerando anche che il potere calorifico del syngas è di 1/8 rispetto a quello del metano. Si tratta, in ogni caso, di lavorazioni insalubri, che hanno un impatto negativo sull’ambiente e sulla salute, che, per quanto ci riguarda, non deve ammettere dubbi. Tale impianto è in linea con la vocazione del nostro territorio? Che tipo di ricadute avrà sul valore dei nostri beni, sulle nostre attività, sulla rete economica locale? Vale la pena a questo proposito ricordare che, anche se l’impianto ricade in una zona industriale, questa si trova a ridosso di zone agricole, oltre al fatto che ci sono 4 aziende alimentari limitrofe. Tutta l’area, pertanto, subirebbe un deprezzamento con conseguente danno economico.
  • Acque: il consumo di acqua è di circa 700 metri cubi/anno e le acque di condensa conterranno idrocarburi, ammoniaca, azoto, tanto da risultare “rifiuto speciale” (420 ton/anno). Si prevede il loro trattamento con acido solforico e il successivo conferimento nella pubblica fognatura, ma inevitabilmente si produrranno sali di zolfo, solfati e cloruri vari, anch’essi da dover smaltire (12 ton/anno). L’ipotizzato uso degli stessi come fertilizzanti agricoli sembra del tutto arbitrario e non supportato da necessaria documentazione. Anche le rispettive quantità di fanghi residui e di sali sono del tutto ipotetiche, dipendendo dalla qualità delle biomasse introdotte.
  • Smaltimento: lo smaltimento delle ceneri (oltre 100 tonnellate l’anno) risulta in fase di negoziazione con un cementificio, quindi ancora non certo, o in alternativa verranno conferite in discarica, ma questa scelta sarà subordinata all’ammissibilità dei rifiuti stessi, in funzione della loro analisi chimica (come si evince dalle offerte di Gesenu e Se.Am.). L’ipotizzato
    utilizzo delle stesse ceneri in campo agronomico costituisce un illecito e le restanti modalità di smaltimento elencate non sono supportate da sufficienti evidenze scientifiche. Non vi è inoltre nessuna indicazione relativamente allo smaltimento dei filtri, altro elemento di grave impatto ambientale poiché è lì che si accumulano catrame, polveri e altre sostanze nocive. Nel progetto si ipotizzano 42 filtri l’anno da dover smaltire, ma non si indica in che modo.
  • Bilancio energetico: la domanda da porsi è: un eventuale peggioramento della qualità ambientale del nostro comune può essere giustificato da un più esteso e globalizzato concetto di benessere energetico? Sebbene ci sia nel progetto un parziale riutilizzo dell’energia termica prodotta a beneficio di un’azienda ceramica adiacente, certamente non può identificarsi con un beneficio diffuso per la collettività. Si fa presente che anche diversi sistemi di teleriscaldamento presenti in Italia (per esempio a Brescia), sono in progressivo smantellamento per le troppe criticità ed effetti indesiderati.

In base alle considerazioni sopra esposte, al fine di tutelare la salute pubblica, nel rispetto dei principali strumenti normativi europei (Direttiva 96/62/CE – “Mantenere la qualità dell’aria ambiente, laddove è buona e migliorarla negli altri casi”), nazionali, regionali e locali di pianificazione ambientale, e nel rispetto del principio di precauzione (condotta cautelativa nei MoVimento 5 Stelle Gualdo Tadino confronti di pericoli potenziali, dei quali non si dispone di sufficienti evidenze scientifiche che ne dimostrino l’innocuità e che permettano di escluderne i rischi, in base alla quale ogni attività antropica proposta deve essere compatibile con le condizioni di tutela della salute, di sviluppo sostenibile, quindi nel rispetto della capacità rigenerativa degli ecosistemi e delle risorse, della salvaguardia della biodiversità e di un’equa distribuzione dei vantaggi connessi all’attività economica), la sottoscritta, in qualità di portavoce dei cittadini Consigliere Comunale M5S, esprime parere negativo sulla realizzabilità dell’impianto proposto, chiedendo altresì all’amministrazione comunale e agli enti preposti di rigettare il progetto in toto.

Distinti Saluti

Il Capogruppo del M5S
Stefania Troiani

Share
Questa voce è stata pubblicata in Politica e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.