Marchetti: “Ora d’aria”, “Non capisco l’utilità didattica “

Marchetti: Come Lega lavoreremo in sinergia tra parlamento e regione affinchè nei vari istituti sia fatta conoscere la storia della proprio territorio, gli imprenditori che l’hanno fatto grande e gli anziani che l’hanno vissutoInsegnare nella scuola la storia dei propri territori, i richiedenti asilo non possono essere presentati come i nuovi eroi
Marchetti: Come Lega lavoreremo in sinergia tra parlamento e regione affinchè nei vari istituti sia fatta conoscere la storia della proprio territorio, gli imprenditori che l’hanno fatto grande e gli anziani che l’hanno vissuto
Un percorso didattico che avvicini gli studenti agli imprenditori della propria regione, quelle persone che, con sacrificio e dedizione, hanno fatto grande i rispettivi territori. Questa la proposta dei deputati Lega Riccardo Augusto Marchetti e Virginio Caparvi, dei Senatori Simone Pillon, Luca Briziarelli, del consigliere regionale Valerio Mancini che condannano il progetto “Ora d’aria” attualmente in fase di sperimentazione all’Istituto Storelli di Gualdo Tadino. “Non capisco l’utilità didattica – spiega Marchetti – di promuovere all’interno delle varie scuole, incontri con richiedenti asilo, molti dei quali non scappano da guerre civili e non hanno un regolare permesso di soggiorno. Mi chiedo quale sia lo scopo didattico di una simile scelta e soprattutto il motivo per cui, ai nostri figli vengono imposte storie parziali che niente hanno a che vedere con la cultura e la tradizione italiana . Nella società moderna l’integrazione è e rimane un’utopia, ricordiamo che solo pochi giorni fa, una ragazza persiana è stata sgozzata dai familiari, perché innamorata di un Italiano. E’ ora che la politica diventi concreta e abbandoni questa aurea di finto perbenismo che tanto piace alla sinistra. E’ ora di raccontare ai nostri figli storie che possiamo documentare, storie di imprenditori locali che hanno fatto grande un territorio. Ricordiamo ai nostri ragazzi  le vicissitudini dei migranti italiani che nel dopo guerra, senza soldi, né pretese, varcavano i confini nazionali in cerca di fortuna e si accontentavano di qualsiasi mestiere, purchè onesto. Raccontiamo ai nostri figli la determinazione e la dignità di quegli italiani all’estero, spesso sfruttati, che non avevano alloggi, cellulari o palestre pagate. Le amministrazioni comunali, regionali, fino al Governo Centrale dovrebbero preservare la grande storia italiana e promuoverla all’interno della scuole – continua Marchetti – non possiamo permettere che dei richiedenti asilo diventino, per i nostri bambini, i nuovi eroi. Come Lega lavoreremo in sinergia tra parlamento e regione affinchè nei vari istituti sia fatta conoscere la storia della proprio territorio, gli imprenditori che l’hanno fatto grande e gli anziani che l’hanno vissuto, in quello spirito federalista che tanto piace alla Lega”

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