Mostra sulla produzione ceramica contemporanea umbra

Mostra sulla produzione ceramica contemporanea umbraIl prossimo 10 ottobre verrà inaugurata a Nove di Vicenza una interessante mostra che getta uno sguardo sulla produzione ceramica contemporanea umbra. Tra i selezionati figura, per la nostra città, Maurizio Tittarelli Rubboli che presenterà alcune opere legate al suo lavoro di ricerca nel campo della tradizione ceramica del lustro.
Tratto dal depliant invito della mostra:
“DI TERRA IN TERRA
PRODUZIONE CONTEMPORANEA DA CITTÀ UMBRE DI ANTICA TRADIZIONE CERAMICA
La mostra, presentata ora a Nove e poi in due sedi umbre, getta uno sguardo, inevitabilmente parziale, sulla produzione artistica contemporanea in Umbria. Tra i tanti percorsi possibili nella produzione attuale e nelle opere esposte, c’è quello del rapporto con la tradizione – dato il profondo radicamento della ceramica nel territorio preso in esame – e la sua rilettura. E non a caso sono due tipologìe ceramiche in particolare quelle che ricorrono, partendo dal bucchero, di millenaria tradizione fin dall’uso fattone dagli etruschi, per poi arrivare al lustro metallico che trova nella figura di Mastro Giorgio Andreoli un artefice di primissimo livello.
Le opere presentate in mostra si dividono prevalentemente tra la reinterpretazione di questi due tecniche, dagli omaggi alla tradizione rinascimentale di Giulio Busti, al recupero delle forme di Raffaele Mengoni, dalle ricerche materiche e formali dì Eraldo Chiucchiù e Paolo Biagioli, ai riflessi di Lucia Angeloni e di Maurizio Tittarelìi Rubboli, fino alla smaterializzazione del supporto in Nicola Boccini.
La ceramica diventa poi supporto della ricerca di altri artisti, dagli assemblaggi di Marino Ficola alle esplosioni di Attilio Quinti dai Semi di Rita Miranda fino ai saggi di forme nuove condotte anche con Giò Ponti agli inizi degli anni Sessanta nella bottega ora di Gaetano Rossi.
Il criterio territoriale è infranto in due casi, per la figura del marchigiano Oscar Piattella e per quella dello statunitense Jack Sai che, insieme alla perugina Sofia Rocchetti, si rivolgono alla ceramica umbra dopo aver lavorato a lungo con altri materiali.
La mostra intende in sintesi offrire un primo incontro con una produzione che, muovendo da solide basi, ha dato prova di sapersi rinnovare e dar vita ad opere che partono dalla tradizione di bottega per raggiungere il riconoscimento internazionale.

Domenico Iaracà”

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