Non nel nostro nome!

Non nel nostro nome!“NON NEL NOSTRO NOME”
Nei giorni scorsi, un comunicatino arrogantello, a firma della comunanza agraria dell’appennino gualdese esordiva con: “Basta chiacchiere e strumentalizzazioni (…)”, “(…) per il bene della nostra Gualdo.
In quelle righe senza specificare il perché veniva chiesto il rinvio (anche) dell’udienza in cui il 21 novembre p.v. dovrà discutersi la sorte del provvedimento di proroga della concessione Rocchetta.
Il motivo, sembra riferirsi ad atti ritenuti illegittimi che incidono direttamente sul procedimento al Tar.
Eppure parliamo di atti conoscibili e conosciuti da tempo, perchè facenti parte di una istruttoria per la valutazione della proroga già forniti ai giudici dalle amministrazioni regionale e comunale che li hanno emessi e dei quali la comunanza ne era al corrente.
Come mai, dunque solo oggi, vengono utilizzati? Perché si fa melina sui tempi? Chi è titolato a decidere , sempre, ovviamente, “per il bene della nostra Gualdo”? Con atteggiamenti presuntuosi, a suon di carte bollate, ritengono di avere maggiore rappresentatività di comune e regione che rappresentano istituzioni democraticamente elette.
Mentre qualcuno sembra divertirsi negli schemi tattici, la città muore. E a chi giova?
A chi importa che siano fermi i posti di lavoro assicurati nel programma degli investimenti Rocchetta, gli interventi di riqualificazione ambientale ai quali si è impegnata la società, il potenziale economico di un progetto di sviluppo?
Una città sfinita dalla crisi economica ed occupazionale è tenuta in scacco dalla comunanza, che barricata nell’angusta sede di via bersaglieri, ostenta un logo che si configura come un vero e proprio plagio di quello del comune di Gualdo Tadino.
Ma la comunanza non è la città e non può agire come se lo fosse.
Non nel nostro nome!

Comunicato stampa del comitato No ai no

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3 risposte a Non nel nostro nome!

  1. massimiliano barberini scrive:

    ..ed una domanda : il futuro di Gualdo dipende dall’investimento Rocchetta? La vedo un pò dura! Riguardo alla situazione Tagina? E Merloni? Come la mettiamo con le fabbriche di ceramica che si contano oramai sul palmo di una mano? Per creare un minimo di occupazione siamo costretti a svendere un patrimonio ereditato nel tempo e non più riproponibile nella disponibilità futura come l’acqua? Per dare fittizia occupazione saremo costretti a riaprire qualche cava? O inaugureremo qualche altro centro commerciale così da ricreare altra occupazione provvisoria per un finto benessere costellato di tanti negozi? O,in verità,siamo talmente messi male che cediamo al peggior offerente pur di ottenere quattro posti di lavoro? Fortuna che una Comunanza rappresenta la collettività,e tanto la si prende a sassate;immaginiamoci se era un organo rappresentativo di pochi. Ah no : siamo a Gualdo Tadino e probabilmente avrebbe avuto un appoggio maggiore da chi si accolla,o vorrebbe farlo,i destini di una realtà. Apriamo gli occhi:il problema di Gualdo Tadino non è la Comunanza…ma ben altri,con responsabili che si conoscono anche bene,per nome e cognome. Saluti.

  2. massimiliano barberini scrive:

    Io chiedo solo che sia un Comitato dei No in generale e non solo un no alla Comunanza ed un sì alla Rocchetta…Grazie!

  3. valerio anderlini scrive:

    sig. comitato, nascosto nell’anonimato, ma tu chi rappresenti?

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