Paolo Rubboli finalmente presente al Museo Internazionale delle ceramiche di Faenza

Paolo Rubboli finalmente presente al Museo Internazionale delle ceramiche di Faenza

Paolo Rubboli, Piatto da pompa con “Incoronazione di Cesare”, maiolica a lustro oro e rubino, 1878-1880 ca., diam. 42 cm, non firmato

Nel gennaio del 2017 l’Associazione Culturale Rubboli ha proposto a Claudia Casali, direttrice del M.I.C. – Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, la donazione di un manufatto ottocentesco (acquistato con le quote degli associati) del ceramista e maestro del terzo fuoco Paolo Rubboli (1838-1890) di Gualdo Tadino, perché fosse inserito stabilmente nel percorso espositivo museale.

L’associazione infatti, rilevando che l’Ottocento gualdese non fosse rappresentato nel museo internazionale, ha ritenuto opportuno colmare tale lacuna,  promuovendo la figura di Paolo Rubboli, il museo a lui dedicato e di conseguenza la città di Gualdo Tadino.

Il 5 giugno scorso è finalmente arrivata la risposta positiva da parte del M.I.C. (vedasi allegato: LETTERA MIC) che accetta la donazione e ringraziando, comunica che annovererà l’associazione nel registro dei donatori del Museo.

“Il piatto presenta una scena di storia romana nel cavetto, e girali popolati di amorini e animali fantastici nella tesa, dove compaiono anche quattro clipei con busti virili, recanti la data 1525.

Il soggetto si ritrova in un esemplare quasi identico esposto al Museo Opificio Rubboli di Gualdo Tadino e pubblicato nel catalogo.[1] Le differenze tra le due opere riguardano alcuni dettagli della tesa, come la presenza di figure con folte chiome nel piatto del museo che tra l’altro riporta una data diversa, 1542.

I motivi ornamentali trovano inoltre un confronto stringente nel piatto da pompa con Ratto delle Sabine, conservato nello stesso museo.[2]

Il pittore della scena figurata e della tesa va identificato con molta probabilità in Giuseppe Discepoli, primo collaboratore di Paolo Rubboli e presenza costante e attiva nella manifattura.

L’opera è tipica della fase iniziale della Rubboli, tra gli anni settanta e i primi anni ottanta, quando la tecnica del lustro era ancora agli esordi, in quel clima di revival e riscoperta che riguardò non solo la ceramica, ma tutte le arti applicate durante il XIX secolo.

Il collezionismo, i viaggiatori del tardo grand tour, l’interesse crescente per le arti applicate, uniti all’orgoglio nazionale per la storia e l’arte d’Italia, sono il contesto in cui si sviluppò lo Storicismo, corrente predominante nella ceramica ottocentesca, di cui Paolo Rubboli fu protagonista.” (Marinella Caputo)

Associazione Culturale Rubboli

 

[1] M. CAPUTO (a cura di), La Collezione Rubboli – Storia e arte dell’opificio gualdese di maioliche a lustro, Volumnia Editrice, Perugia 2010, pp. 95, 162, Tav. XXXIII
[2] Ibidem, pp. 93, 157, Tav. XXVIII
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4 risposte a Paolo Rubboli finalmente presente al Museo Internazionale delle ceramiche di Faenza

  1. Ettore Sannipoli scrive:

    Complimenti per la donazione di questa maiolica al MIC di Faenza. Un’iniziativa molto significativa ed opportuna.
    Vi sarete sicuramente accorti che il motivo ornamentale posto sulla tesa del piatto, pur con qualche piccola variante e ruotato di 45 gradi, coincide con quello visibile sulla tesa dell’altro piatto della fabbrica di Paolo Rubboli con la storia di Manlio Curio Dentato, datato 1878 e donato a S. M. Umberto I di Savoia (coll. V. Monacelli – http://www.allegracombriccola.net/piatto-a-lustro-di-paolo-rubboli-datato-1878/).

    • Maurizio Tittarelli Rubboli scrive:

      Grazie Ettore! Come sai gli spolveri venivano riprodotti in continuazione…Rubboli era peggio del Perugino 🙂

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    • Maurizio Tittarelli Rubboli scrive:

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