PD Gualdo Tadino: sentenza del TAR

Dopo la sentenza del TAR che ha nei fatti bocciato sonoramente ciò che rimane della banda Morroni, ci saremmo aspettati almeno un minimo di decenza, ed invece non paghi del gravissimo danno arrecato alla città ed alla sua immagine, danno che a nostro avviso dovrà essere risarcito, Morroni e compagnia continuano nel loro pietoso teatrino fatto di odio, rancore e meschine falsità, negando l’evidenza !!!!

Non c’è nessuna ombra sulle elezioni che hanno espresso un giudizio chiarissimo sull’operato fallimentare dell’ormai sempre più ex Sindaco Morroni e della sua giunta. Il popolo sovrano li ha giudicati e rimandati a casa senza se e senza ma !!!!!

Il Sindaco Presciutti democraticamente eletto e pienamente legittimato dal voto popolare sta lavorando bene insieme alla sua Giunta per dare risposte concrete alle esigenze della nostra comunità, questa è l’unica cosa che conta, su questo nel 2019 e non prima i gualdesi saranno chiamati ad esprimere il proprio democratico giudizio.

Il Partito Democratico di Gualdo Tadino invita pertanto ciò che rimane del centro destra gualdese a leggere (se ne hanno la voglia e le capacità) la delibera n. 56 del 01/09/2014, dalla quale si evince in tutta evidenza , come anche questa volta non ne hanno azzeccata una !!!

Un ringraziamento particolare va all’avvocatura del comune nella figura dell’Avvocato Luigina Matteucci ed all’avvocato Antonio Bartolini che come previsto dalle norme di settore hanno con grande professionalità hanno difeso l’Ente Comune (e non il Sindaco).

Per noi quindi GAME OVER, si chiude così in maniera ancora più ingloriosa, dopo la sonora sconfitta elettorale, la più brutta pagina politica gualdese che i cittadini hanno archiviato celermente, dallo scorso Giugno siamo al lavoro per costruire il futuro della nostra città, questo è ciò che conta.

PD GUALDO TADINO

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10 Responses to PD Gualdo Tadino: sentenza del TAR

  1. Angelo Gaudenzi scrive:

    Un altro appunto sull’ultima affermazione di chi ha scritto, a quanto pare collegialmente, il comunicato firmato PD di Gualdo Tadino.
    Dichiarare di essere al lavoro per costruire il futuro di Gualdo, implica una sicura conoscenza della diacronia.
    Chiunque sa che il futuro segue il presente, che ne rappresenta la base fondamentale. Se il presente viene affrontato così da queste persone ( ovvero scontentando la gente e chiudendo come le pregresse amministrazioni, il portone d’accesso all’ente apparato, disallineandolo dall’ente comunità) quale futuro potrà esserci per loro e per gli abitanti di Gualdo Tadino?!
    Quale risultato otterranno quei “geometri, architetti, ingegneri e muratori” che iniziano a costruire il tetto di un palazzo senza preoccuparsi di aver posato delle solide fondamenta? La loro costruzione crollerà con la rovina di chi, confidando in quell’iniziativa, dovesse essersi accomodato dentro o nei paraggi di essa.
    Così finirà questa amministrazione, insieme al partito politico al quale si riferisce.

  2. Angelo Gaudenzi scrive:

    TANTO PER RICORDARE A CERTI FURBASTRI CHE CHI COMANDA È DIO

    “Guai a quelli che fanno decreti iniqui e a quelli che redigono in iscritto sentenze ingiuste, per negare giustizia ai miseri, per spogliare del loro diritto i poveri del mio popolo, per far delle vedove la loro preda e degli orfani il loro bottino!” (Isaia 10:1-2)

    “Guai a quelli che meditano l’iniquità e macchinano il male sui loro letti, per metterlo ad effetto allo spuntar del giorno, quando ne hanno il potere in mano! Agognano dei campi, e li rapiscono; delle case, e se le prendono; così opprimono l’uomo e la sua casa, l’individuo e la sua proprietà” (Michea 2:1-2).

  3. Angelo Gaudenzi scrive:

    Allego un link sull’adozione della menzogna posta a fondamento di una certa organizzazione
    http://giacintobutindaro.org/2013/12/09/per-i-massoni-e-lecito-dire-menzogne/

  4. Angelo Gaudenzi scrive:

    Per Francesco Troni
    Leggo soltanto adesso il suo commento.

    LA MENZOGNA È IL PROPELLENTE DELLA CORRUZIONE

    Guardi, può verificare ciò che io sostengo in materia di politica, diritto, economia, amministrazione, cultura, scienza, religione, ecc…leggendo le mie note su fb, o sul mio blog o nei post che scrivo in giro per la rete.
    Le garantisco che il voto dato a Presciutti me lo sono già simbolicamente ripreso, appena ho scritto il presente ed i precedenti commenti.
    Devo constatare che, i fatti nel nostro comune, come nel resto d’Italia, si evolvono con incessante e crescente drammaticità.
    Certa gente dovrebbe capire che se una vicenda è vera, rimane vera anche se a raccontarla è un semplice analfabeta, mentre se dei fatti sono falsi, rimangono tali pur se ad esporli si trovi il più eloquente degli avvocati.
    Assistiamo ogni giorno a sconcertanti ed esecrabili atti di SPREGIO della VERITÀ. Questo è il male fondamentale ed il peccato originale dell’umanità: LA CORRUZIONE ALIMENTATA DAL DISPREZZO DELLA VERITÀ. Questo disprezzo parte dalla menzogna biblica pronunciata dal serpente nel giardino dell’ Eden per provocare l’allontanamento dal Paradiso delle prime due creature umane.
    La stessa menzogna ha scaraventato Dio sulla croce.
    Il medesimo disprezzo della VERITÀ, produce ogni giorno la sofferenza ingiusta di milioni di creature sul nostro pianeta.
    Per questo, ormai credo che ci si debba rivolgere a Dio per ottenere giustizia, in relazione alla sua promessa pronunciata prima e dopo il pagamento del riscatto per la nostra liberazione.
    I governanti umani continuano a mentire ed a mal amministrare, avvolti nelle pastoie viscide della corruzione e della menzogna, ma Dio non li lascerà opprimere il popolo ancora a lungo. Tornerà e farà giustizia. Una volta per tutte e per sempre.

  5. Gaudenzi Angelo scrive:

    Le sentenze devono essere rispettate e questo sembra riconosciuto da tutti.
    Allora RISPETTATE ANCHE VOI DEL COMUNE LA SENTENZA DI CONDANNA AL RIPRISTINO DELLO STATO ORIGINALE DEI LUOGHI PRESSO LA CAVA ABUSIVA DI RIGALI. PRECISANDO CHE PER LUOGHI S’INTENDONO SIA QUELLI DI PROPRIETÀ PRIVATA CHE QUELLI DI PROPRIETÀ PUBBLICA. VA RIEMPITA UNA VORAGINE DI CIRCA TRE MILIONI DI METRI CUBI (E VA RIEMPITA CON PIETRA E NON CON TERRICCIO MISTO A RIFIUTI) PER SANARE UNA FRANA ANCORA IN ATTO E MOLTO PERICOLOSA !!!

    Detto questo vi saluto e dato che è Domenica, permettetemi di riportare un brano Sacro tratto dalla Santa Messa di oggi.

    PRIMA LETTURA (Sacra Bibbi. Esodo, 22,20-26)
    Se maltratterete la vedova e l’orfano, la mia ira si accenderà contro di voi.
    Dal libro dell’Esodo
    Così dice il Signore: “Non molesterai il forestiero né lo opprimerai, perché voi siete stati forestieri in terra d’Egitto.
    Non maltratterai la vedova o l’orfano. Se tu lo maltratti, quando invocherà da me l’aiuto, io darò ascolto al suo grido, la mia ira si accenderà e vi farò morire di spada: le vostre mogli saranno vedove e i vostri figli orfani.
    Se tu presti denaro a qualcuno del mio popolo, all’indigente che sta con te, non ti comporterai con lui da usuraio: voi non dovete imporgli alcun interesse.
    Se prendi in pegno il mantello del tuo prossimo, glielo renderai prima del tramonto del sole, perché è la sua sola coperta, è il mantello per la sua pelle; come potrebbe coprirsi dormendo? Altrimenti, quando griderà verso di me, io l’ascolterò, perché io sono pietoso”.
    Parola di Dio.

  6. Gaudenzi Angelo scrive:

    ECCO LA SENTENZA

    N. 00512/2014 REG.PROV.COLL.
    N. 00499/2014 REG.RIC.

    REPUBBLICA ITALIANA

    IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
    Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’ Umbria

    (Sezione Prima)

    ha pronunciato la presente
    SENTENZA

    sul ricorso numero di registro generale 499 del 2014, proposto da:
    Roberto Morroni, Erminio Fofi, Eduardo Umberto Vecchiarelli, Silvia Minelli, Fabio Viventi, Ilaria Sellani, rappresentati e difesi dagli avv.ti Claudio Cimato e Francesca Caroselli, con domicilio eletto presso l’avv. Claudio Cimato in Perugia, via Gallenga 1;
    contro
    Comune di Gualdo Tadino, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dagli avv.ti Antonio Bartolini e Luigina Matteucci, con domicilio eletto presso l’avv. Antonio Bartolini in Perugia, corso Vannucci, 10; Sindaco del Comune di Gualdo Tadino;
    nei confronti di
    Ermanno Rosi;
    e con l’intervento di
    ad opponendum:
    Maria Paola Gramaccia, rappresentata e difesa dall’avv. Angelo Velatta, con domicilio eletto presso l’avv. Lietta Calzoni in Perugia, via Bonazzi, 9;
    per l’annullamento
    della delibera n. 1 del 26.06.2014 di convalida degli eletti per il mandato amministrativo 2014 – 2019; del verbale delle operazioni elettorali dell’Ufficio Centrale a seguito del turno di ballottaggio del 10 giugno 2014, con il quale sono stati proclamati eletti il sindaco ed il consigliere comunale; di ogni atto presupposto preordinato, connesso e/o consequenziale.

    Visti il ricorso e i relativi allegati;
    Visto l’atto di costituzione in giudizio del Comune di Gualdo Tadino;
    Visto l’atto di intervento ad opponendum della sig.ra Gramaccia;
    Viste le memorie difensive;
    Visti tutti gli atti della causa;
    Visto l’art. 52 D. Lgs. 30.06.2003 n. 196, commi 1 e 2;
    Relatore nella udienza pubblica speciale elettorale del giorno 22 ottobre 2014 il Cons. Stefano Fantini e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
    Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

    FATTO
    I ricorrenti premettono di avere partecipato, nella qualità di candidato a Sindaco (il sig. Morroni) e candidati a consigliere comunale (i sigg.ri Fofi, Minelli, Sellani e Viventi) alla competizione elettorale per il rinnovo del Consiglio comunale di Gualdo Tadino, tenutasi il 24-25 maggio 2014, con conseguente ballottaggio in data 8 giugno, all’esito del quale è risultato vincitore il candidato Sindaco Presciutti con 4090 voti (pari al 53,83 per cento).
    OMISSIS-
    Si è costituito in giudizio il Comune di Gualdo Tadino eccependo l’inammissibilità del ricorso per mancata notifica al dott. Presciutti, quale candidato Sindaco, poi eletto, e comunque ad uno dei controinteressati eletti, l’irricevibilità del ricorso, senza che siano ravvisabili i presupposti per il riconoscimento dell’errore scusabile, nonché la sua infondatezza nel merito.
    E’ intervenuta ad opponendum la sig.ra Maria Paola Gramaccia, consigliere comunale, subentrata al sig. Rosi a seguito della di lui nomina ad assessore, non notificataria, eccependo l’irricevibilità del ricorso con riguardo all’atto di proclamazione degli eletti, l’inammissibilità per difetto di giurisdizione dell’adito giudice amministrativo, oltre che per carenza di interesse, in relazione all’impugnativa della delibera di convalida degli eletti, ed ancora l’inammissibilità del ricorso per mancata notificazione ad almeno uno dei controinteressati, e comunque la sua infondatezza nel merito.
    All’udienza del 22 ottobre 2014 il ricorso è stato trattenuto in decisione.
    DIRITTO
    1.- Ritiene il Collegio che, per economia di giudizio, occorra preliminarmente procedere alla disamina dell’eccezione di irricevibilità del ricorso, trattandosi di questione attinente alla corretta instaurazione del rapporto processuale.
    L’eccezione è svolta dalle parti resistenti con riguardo all’impugnativa del verbale di proclamazione degli eletti, risalente al 10 giugno 2014, a fronte del deposito del presente ricorso, avvenuto il 31 luglio 2014, e dunque ben oltre il termine di trenta giorni, previsto dall’art. 130 del cod. proc. amm.
    L’eccezione è fondata, e meritevole pertanto di positiva valutazione.
    Discende da una piana interpretazione dell’art. 130 del cod. proc. amm. che il termine di trenta giorni per proporre il ricorso avverso le operazioni elettorali decorre dalla proclamazione degli eletti.
    Come recentemente ribadito in giurisprudenza, nel giudizio elettorale si possono contestare i risultati delle operazioni elettorali solo nel rispetto dei termini perentori previsti dalla legge, avendo il legislatore, anche al fine di contemperare gli interessi in conflitto, inteso dare rilievo al principio di certezza dei rapporti di diritto pubblico; decorso inutilmente il termine di decadenza di trenta giorni, i risultati elettorali diventano inattaccabili (così Cons. Stato, Sez. V, 17 febbraio 2014, n. 755).
    -OMISSIS-
    2. – In relazione al chiaro tenore letterale dell’art. 130 del cod. proc. amm., che enuclea scadenze stabilite dalla legge per la proposizione del ricorso (ed in particolare i trenta giorni dall’atto di proclamazione degli eletti) non può essere utile a rimettere in termini i ricorrenti la contestuale impugnativa della delibera consiliare n. 1 del 26 giugno 2014, di convalida degli eletti, anche in considerazione del fatto che la stessa non contempla il sig. Rosi, cessato da tale carica per avere assunto quella di assessore, con conseguente carenza di interesse alla relativa impugnativa, in relazione al petitum sostanziale.
    3. – L’irricevibilità del ricorso preclude al Collegio non solo la disamina del merito del ricorso, ma anche lo scrutinio dell’ulteriore eccezione di inammissibilità, svolta dalle parti resistenti nella considerazione della mancata notificazione del ricorso alle parti che vi hanno interesse, e comunque ad almeno un controinteressato, come prescritto dal più volte citato art. 130, al comma 3, lett. c), del cod. proc. amm., da identificarsi, secondo la giurisprudenza prevalente, negli eletti al Consiglio comunale.
    4. – La declaratoria di irricevibilità del ricorso giustifica comunque, data la peculiarità della vicenda, la compensazione tra le parti delle spese di giudizio.
    P.Q.M.
    Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Umbria (Sezione Prima)
    definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara irricevibile.
    Spese compensate.
    Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.
    Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all’art. 52, comma 1 D. Lgs. 30 giugno 2003 n. 196, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata, per procedere all’oscuramento delle generalità degli altri dati identificativi del controinteressato manda alla Segreteria di procedere all’annotazione di cui ai commi 1 e 2 della medesima disposizione, nei termini indicati.
    Così deciso in Perugia nella camera di consiglio del giorno 22 ottobre 2014 con l’intervento dei magistrati:
    Cesare Lamberti, Presidente
    Stefano Fantini, Consigliere, Estensore
    Paolo Amovilli, Primo Referendario

    L’ESTENSORE IL PRESIDENTE

    DEPOSITATA IN SEGRETERIA
    Il 22/10/2014
    IL SEGRETARIO
    (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

  7. Giovanni scrive:

    Considerato che il ricorso è stato rigettato per dei “cavilli burocratici” e non per la sostanza forse il PD, Prosciutti e la Giunta avrebbero potuto usare toni meno trionfalistici!!!! ma d’altronde si sa, per certa politica, le cose vanno sempre lette a proprio favore e travisando la realtà!

    • Francesco Troni scrive:

      Ho provato a leggere la sentenza e non ci ho capito nulla. Ma non è questo il punto.

      Non condivido neanche le opinioni che Lei esprime con il Suo commento. Ma non è neanche questo il punto. Anche perchè siamo in democrazia (almeno dovrebbe essere così) e tutti hanno diritto di esprimere le loro opinioni e di essere ascoltati senza nessun pregiudizio.

      Allora quale è, secondo me, il punto?
      Semplice: Sia le giunta Comunale che il Sig. Angelo Gaudenzi sostengono che la sentenza del TAR l’ha vinta il Comune di Gualdo Tadino per vizi di forma su come è stato presentato il ricorso.
      Il Sig. Angelo Gaudenzi, nonostante abbia ammesso di aver votato l’attuale Sindaco, sostiene anche di non approvare il suo operato; ovvero non da ragione all’attuale giunta solo perchè l’ha votata, come spesso potrebbe succedere.
      Quindi ecco le mie conclusioni:
      1 – Sono propenso a credere che sia vero che la sentenza sentenza del TAR l’ha vinta il Comune di Gualdo Tadino per vizi di forma su come è stato presentato il ricorso;
      2 – Al TAR non interessa (o meglio non si è interessato) se Ermanno Rosi è veramente incandidabile come sostiene chi ha presentato il ricorso;
      3 – Delle cose fatte dalla giunta Morroni mentre era in carica, quante possono essere attaccate per puri vizi di forma? Più semplicemente: Siamo sicuri che i signori che hanno presentato il ricorso al TAR, dichiarato poi inammissibile per puri vizi di forma, siano in grado di poter amministrare qualcosa?

  8. Angelo Gaudenzi scrive:

    Comunque, a parte il fatto che non condivido la linea politica dell’attuale Centro Destra di Gualdo Tadino. Penso che sia esagerato, definire come eclatante vittoria politica, un rigetto per mancato rispetto dei termini di presentazione di un ricorso. Per coerenza (e rispetto personale verso Rosi) confermo ciò che avevo sostenuto precedentemente. Chiunque può rileggerlo nei post pregressi.
    Mentre per quanto riguarda il comportamento dell’attuale sindaco della giunta e di alcuni funzionari pubblici, dopo qualche mese di paziente attesa, volto a verificare il comportamento di chi ho votato al ballottaggio (ossia Presciutti) esprimo il più sentito disappunto sulla presa di posizione dell’attuale esecutivo in merito agli illeciti (visibili a tutti) della cava abusiva di Rigali.
    La linea irriguardosa della “nuova” gestione comunale procede nei confronti del sottoscritto senza dimostrare un minimo di disponibilità alla mediazione, ma secondo i criteri dello scontro prepotente e sprezzante dei più elementari principi del diritto.
    Non si possono criticare gli altri per dei comportamenti che poi vengono accolti all’interno del proprio alveo politico ammistrativo. Questa è pura incoerenza.
    Non tutte le cause si possono vincere per decorrenza dei termini processuali; semplicemente perché ci sono degli illeciti, che non si prescrivono con tanta facilità come per esempio una frana, provocata al fine di sfruttare illegalmente un giacimento lapideo in scandaloso SPREGIO DI UNA SENTENZA PENALE. Ribadisco che il reato di cui sto parlando (Art. 426 cp) è ancora in atto e si svolge in un panorama tecnico giuridico veramente surreale, dove una miriade di altri reati più o meno gravi si collegano a quello principale in esecuzione dello stesso disegno criminoso (Art. 81 cp). Dato che con naturalezza viene citata dall’ autore del post, una delibera comunale, vorrei richiamarne un’altra che contiene delle gravi offese verso il sottoscritto ed i suoi tecnici di fiducia. Parlo della delibera di giunta, numero 62 del 09/09/ 2014.
    In questa sede come in altre circostanze diffido Presciutti ed i coautori dell’atto citato dal proseguire nel conferire al medesimo, sostegno e validità, perché così facendo continuano a calunniare me ed i miei collaboratori. Inoltre ripeto come ormai faccio da anni, che il Comune è luogo di riferimento per tutti i cittadini e certe chiusure preconcette della ” casa comune ” sono non solo illecite, ma anche ingiuste, moralmente e Spiritualmente.

  9. Angelo Gaudenzi scrive:

    Dunque. A quanto pare (sto leggendo la sentenza integrale) il ricorso è stato rigettato per decorrenza dei termini e per un difetto di notifica ad un contro interessato. Quindi il tribunale nemmeno è entrato nel merito della questione data la perentorieta’ dell’art. 130 del codice di procedura amministrativa. Molto interessante l’eccezione del difetto di giurisdizione dato che le questioni elettorali dovrebbero essere risolte dal giudice ordinario (questa è una bega quasi eterna che suscita sempre perplessità). Allego il link per chi volesse leggere la sentenza. http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Perugia/Sezione%201/2014/201400499/Provvedimenti/201400512_01.XML

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