Piatti ovali con bordo a rilievo della Società Ceramica Mastrogiorgio. Alcuni esemplari in collezioni eugubine. Ettore A. Sannipoli

Piatti ovali con bordo a rilievo della Società Ceramica Mastrogiorgio. Alcuni esemplari in collezioni eugubine. Ettore A. Sannipoli

Fig. 1.
Società Ceramica Mastrogiorgio – Gualdo Tadino, piatto ovale con «Tarpeja uccisa a colpi di scudo dai Sabini» entro ornato a grottesche, maiolica dipinta in blu e a lustri metallici, cm 63,6 x 50,5. Gubbio, collezione privata (Ph. G. Pauselli).

Piatti ovali con bordo a rilievo della Società Ceramica Mastrogiorgio.
Alcuni esemplari in collezioni eugubine.
Ettore A. Sannipoli
Nell’ambito degli studi sulla ceramica a lustro di Gualdo Tadino, risultano ben noti da tempo quei piatti ovali con bordo a rilievo prodotti principalmente dalla Società Ceramica Mastrogiorgio, ditta costituitasi nel 1925 e attiva fino al 1951 (quando, al suo posto, subentrò la Nuova Mastrogiorgio).1 Parliamo di una tipologia di manufatti che si apparenta ad altri tipi di piatti ovali caratteristici di ditte ceramiche gualdesi all’incirca contemporanee, come quella di Alfredo Santarelli (che realizzò in prevalenza esemplari privi di rilievi sul bordo)2 o come la Società Ceramica Umbra “Paolo Rubboli” (ove furono invece prodotti esemplari con un diverso ornato a rilievo d’intorno).3 Il decoro peculiare della Società Ceramica Mastrogiorgio, posto sulla tesa dei piatti in oggetto, consiste in classici girali fogliati, qua e là desinenti in testine zoomorfe, popolati da piccoli e aggraziati putti aligeri: il tutto a lustri metallici rossi e dorati su un fondo blu solcato spesso da sottili volute graffite. Nell’ampia concavità centrale campeggiano soggetti mitologici o storici, in genere tratti dalle incisioni di Bartolomeo Pinelli. Alcuni di questi piatti ovali sono già stati riprodotti in pubblicazioni sulla maiolica artistica gualdese: cito, ad esempio, il fondamentale contributo di Daniele Amoni su L’arte ceramica a Gualdo Tadino dal XIV al XXI secolo, ove compaiono le foto di due esemplari, entrambi in collezione privata, uno con il noto episodio di Muzio Scevola (da Bartolomeo Pinelli), l’altro con l’Aurora che precede il carro di Apollo (da Guido Reni).4

Altri tre piatti consimili della Società Ceramica Mastrogiorgio, a quanto mi risulta del tutto inediti, sono conservati in collezioni private di Gubbio. Il primo reca nel medaglione centrale la scena di «Tarpeja uccisa a colpi di scudo dai Sabini» (come recita la scritta sul retro, ove compare anche la marca «SMG») [Fig. 1], fedelmente tratta da quella disegnata e incisa da Bartolomeo Pinelli per la sua Istoria Romana

Fig. 2.
Bartolomeo Pinelli, incisione con Tarpea uccisa a colpi di scudo dai Sabini.

(tav. 6: «Tarpeja avendo segretamente aperta una porta, ai Sabini, che assediavano la Cittadella del Monte Capitolino, viene dai medesimi, in premio del tradimento, uccisa a colpi di Scudi») [Fig. 2].5

Fig. 3.
Società Ceramica Mastrogiorgio – Gualdo Tadino, piatto ovale con L. Quinzio Cincinnato che viene eletto Dittatore dal Senato del Popolo Romano mentre era occupato ad arare il suo campo, entro ornato a grottesche, maiolica dipinta in blu e a lustri metallici, cm 62,6 x 49,8. Gubbio, collezione privata (Ph. G. Pauselli).

Il secondo ha, invece, come soggetto un altro episodio illustre della storia di Roma [Fig. 3]: «L. Quinzio Cincinnato mentre era occupato ad arare il suo Campo, viene eletto Dittatore, dal Senato del Popolo Romano» (iscrizione sul retro del piatto, con accanto la marca «SMG»). Anche questa scena è desunta da un’incisione di Bartolomeo Pinelli per la medesima storia illustrata

Fig. 4.
Bartolomeo Pinelli, incisione con L. Quinzio Cincinnato eletto Dittatore dal Senato del Popolo Romano.

(tav. 30, con la stessa scritta, in didascalia, di quella presente sul retro) [Fig. 4].

Fig. 5.
Società Ceramica Mastrogiorgio – Gualdo Tadino, piatto ovale con la «Morte di Pompeo» entro ornato a grottesche, maiolica dipinta in blu e a lustri metallici, cm 63,3 x 50. Gubbio, collezione privata (Ph. G. Pauselli).

Il terzo piatto, infine, presenta al centro la suggestiva scena della «Morte di Pompeo» (così è specificato sul retro, accanto alla solita marca) [Fig. 5], ricavata come le altre dall’Istoria Romana del Pinelli

Fig. 6.
Bartolomeo Pinelli, incisione con la morte di Pompeo.

(tav. 88, con la stessa breve scritta in didascalia) [Fig. 6].

A questi piatti ne possiamo aggiungere un altro, molto simile per foggia e ornato marginale, parimenti conservato in una collezione eugubina: al contrario dei tre precedenti, esso si deve – come conferma la marca apposta sul verso – alla manifattura Morroni & Tega di Gualdo Tadino, attiva dal 1931 circa fino al 1940.6

Fig. 7.
Morroni & Tega – Gualdo Tadino, piatto ovale con la «Morte data dai Cartaginesi ad Attilio Regolo che la soffre con intrepidezza per la gloria di Roma sua patria», entro ornato a grottesche, maiolica dipinta in blu e a lustri metallici, cm 59,4 x 46,8. Gubbio, collezione privata (Ph. G. Pauselli).

Quest’ultimo esemplare illustra un celebre episodio riconducibile sempre alla storia romana [Fig. 7]: la «Morte data dai Cartaginesi ad Attilio Regolo che la soffre con intrepidezza per la gloria di Roma sua patria» (tale è il tenore della scritta sul retro). Ancora una volta il modello è rappresentato da un’incisione dell’Istoria di Bartolomeo Pinelli, nella quale si rappresenta per l’appunto la morte di Attilio Regolo

Fig. 8.
Bartolomeo Pinelli, incisione con la morte di Attilio Regolo.

(tav. 51, con la stessa iscrizione in didascalia) [Fig. 8].

Ettore A. Sannipoli


 

1 D. Amoni, L’arte ceramica a Gualdo Tadino dal XIV al XXI secolo, Perugia 2001, pp. 198-209.

2 Si vedano, tra l’altro: Amoni, L’arte ceramica cit., pp. 128-131; M. Becchetti, Appunti sulla ceramica di Gualdo Tadino con Marchi e Sigle, Foligno 2001, pp. 10, 16, 25; M. Becchetti et al., Alfredo Santarelli 1874-1957 maestro dell’arte ceramica. Nel cinquantenario della morte. Volume Primo, Trestina 2008, pp. 112-116, 122, 124, 126-127; G. Franchi, F. Chiucchi, Alfredo Santarelli. I listini. Nel cinquantenario della morte. Volume Secondo, Trestina 2008, pp. 32, 78-79.

3 Si vedano, tra l’altro: Consorzio Italiano Maioliche Artistiche Perugia. Le maioliche a riverbero della Società Ceramica Umbra. Listino n. 5, Perugia 1930, n.p., n° 22-B; E.A. Sannipoli, Aldo Ajò alla S.C.U. Due piatti ovali con bordo a rilievo, http://www.allegracombriccola.net/aldo-ajo-alla-s-c-u-due-piatti-ovali-con-bordo-a-rilievo/#more-12429.

4 Amoni, L’arte ceramica cit., pp. 198-199. Il primo dei due piatti è già riprodotto in E. Storelli et al., La ceramica a Gualdo Tadino, Gualdo Tadino 1985, p. 117, n° 110.

5 Per i riferimenti iconografici nel testo ci siamo avvalsi delle tavole, riprodotte su due pagine, pubblicate in L’Istoria Romana di Bartolomeo Pinelli, romano, illustrata in cento tavole, dallo stesso disegnata, incisa all’acquaforte, e commentata sotto ciascuna tavola secondo la Histoire Romaine di Charles Rollin, francese […] con un discorso di Valerio Mariani. Edizione curata da Roberto Peliti. In Roma, Dallo Stabilimento Tipografico Julia, anno MCMLXXIII. Le illustrazioni riprodotte nel presente articolo [Fig. 2, 4, 6, 8] sono invece tratte da tavole più ‘compendiarie’ de L’Istoria Romana, caratterizzate da semplificazioni e varianti rispetto a quelle dell’edizione principale, ma al contrario delle altre facilmente reperibili in rete. Alcune delle differenze riscontrabili tra i soggetti raffigurati nei piatti e i soggetti delle incisioni (si vedano in particolare le figure 7 e 8) sono conseguenti a questa scelta per noi obbligata.

6 Amoni, L’arte ceramica cit., pp. 222-226.

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8 risposte a Piatti ovali con bordo a rilievo della Società Ceramica Mastrogiorgio. Alcuni esemplari in collezioni eugubine. Ettore A. Sannipoli

  1. becchetti mario scrive:

    Ettore Sannipoli sempre preciso e puntuale.
    Esistono altri due ovali in collezioni gualdesi con scene diverse da quelle illustrate da te, quella con ” Caio Mario, scoperto dai suoi nemici nella palude dove si era nascosto, viene tratto fuori con funi ”. (Nell’88 a.C., quando fu dichiarato nemico pubblico da Silla e costretto a fuggire da Roma, Mario si rifugiò tra le paludi di Minturnae. I magistrati locali decretarono la sua morte per mano di uno schiavo cimbro il quale intimorito non diede corso alla esecuzione. I Minturnesi, lo aiutarono a imbarcarsi sulla nave di Beleo, diretta verso l’Africa dove raggiunse le sue legioni che stavano svernando) e quella molto più inquietante de “ la congiura di Catilina ”. (I congiurati per rendere più sacro il giuramento bevono il sangue di uno schiavo sgozzato da loro, 62 a.C.).
    La tipologia della ceramica di Morroni e Tega rispetto alla Mastrogiorgio cambia nella
    tipologia del lustro, quello mastrogiorgesco ha un rubino molto intenso, ma anche nella misura, gli ovali della MT sono leggermente più piccoli cioè cm. 46 x 59 rispetto alla M.G. cm.62 x 49.

    • Ettore Sannipoli scrive:

      Grazie Mario per le tue puntuali e importanti precisazioni.
      Una domanda: pensi che la differenza di dimensioni tra i piatti ovali della Mastrogiorgio e quelli della Morroni & Tega possa essere riconducibile a un problema di ritiri, qualora la seconda ditta abbia assunto come modelli i pezzi realizzati dalla prima? Per cortesia, fammi sapere la tua opinione.
      L’interlocuzione con te è sempre sinergica e foriera di positivi risultati.

  2. Daniele Amoni scrive:

    L’amico Ettore Sannipoli ci sorprende sempre con le sue approfondite ricerche

    • Ettore Sannipoli scrive:

      Grazie Daniele, gentilissimo. Ho la fortuna di avvalermi di magistrali lavori già eseguiti da altri …

  3. Claudio Paolinelli scrive:

    e’ sempre un piacere leggere gli articoli di Sannipoli, scritti con maestria e ricchi di informazioni. Di grande interesse culturale per tutti! complimenti

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