Presepe vivente “Venite Adoremus”

Porta San Facondino convoca l'AssembleaSarà inaugurato domani, 25 dicembre alle 17 il Presepe vivente “Venite Adoremus” organizzato da Porta San Facondino presso gli orti dell’Istituto Bambin Gesù. Saranno presenti il sindaco Massimiliano Presciutti, il parroco di San Benedetto, mons. Giambattista Brunetti, la Madre superiora dell’Istituto Bambin Gesù, suor Maria Scolastica, i priori di Porta San Facondino, Fabio Pasquarelli ed Elisa Paciotti.
È la prima esperienza, in tal senso, per Porta San Facondino che, ricollegandosi a questa tradizione completamente umbra, ha deciso di organizzare il Presepio vivente “Venite Adoremus”, ispirato all’Adorazione di Domenico Veneziano. Un modo per coniugare tradizione, devozione popolare, valorizzazione delle architetture del centro storico e promozione di un’iniziativa dall’altissimo valore culturale. Grazie ai magnifici costumi della Porta di San Facondino e alla suggestiva e inedita ambientazione del monastero, durante il periodo natalizio a Gualdo Tadino si potrà dunque assistere alla ricostruzione della sacra scena della Natività come suggerita dall’arte quattrocentesca, sospesa nel magico punto di equilibrio tra l’umiltà del paesaggio appenninico e delle sue attività e l’incanto fiabesco di raffinati, sfarzosi ed esotici personaggi.
Per l’occasione sono stati predisposti degli spazi che richiamano mestieri artigiani della tradizione gualdese, ceramista – fabbro-falegname, ma anche una locanda, la lavorazione del formaggio e altri spazi che fanno da cornice alla Natività. Il presepe sarà aperto il 25 -26 dicembre e il 3-6 gennaio dalle 17 alle 20. Porta San Facondino invita tutti i gualdesi e non solo a visitare il Presepe vivente anche per riscoprire uno spaccato del centro storico gualdese.


Alcune informazioni utili su “Venite Adoremus”, “L’Adorazione” di Domenico Veneziano e l’Istituto Bambin Gesù predisposte da Michele Storelli, portaiolo di San Facondino nonché docente presso l’Istituto Franco Storelli.

Venite Adoremus

Venite Adoremus il presepe vivente di Porta San Facondino«E giunge il giorno della letizia, il tempo dell’esultanza! Uomini e donne arrivano festanti dai casolari della regione, portando ciascuno secondo le sue possibilità, ceri e fiaccole per illuminare quella notte, nella quale s’accese splendida nel cielo la Stella che illuminò tutti i giorni e i tempi. Questa notte è chiara come giorno pieno e dolce agli uomini e agli animali! La gente accorre e si allieta di un gaudio mai assaporato prima, davanti al nuovo mistero»: con queste parole le cronache ricordano la realizzazione da parte di san Francesco d’Assisi del primo presepio vivente, nella notte di Natale del 1223. “Venite Adoremus”, il presepio organizzato dalla Porta di San Facondino negli orti dell’Istituto delle suore del “Bambin Gesù”, si ricollega proprio a questa tradizione tipicamente umbra. Un modo per coniugare memoria, devozione popolare e valorizzazione delle architetture del centro storico, all’insegna di un allestimento originale e dall’altissimo valore culturale: il presepio si avvale, infatti, del prezioso patrimonio costumistico della Porta di San Facondino ed è ispirato alla quattrocentesca Adorazione di Domenico Veneziano, capolavoro della pittura tardogotica e rinascimentale.

L’Adorazione di Domenico Veneziano

Il dipinto fu commissionato a Domenico Veneziano da Piero de’ Medici nel 1438 dopo che il pittore gli aveva inviato una lettera da Perugia chiedendogli di poter essere introdotto nell’ambiente mediceo fiorentino. Terminata nel 1441, l’Adorazione costituisce uno dei primi “tondi” concepiti come opera d’arte e una delle opere chiave dell’arte quattrocentesca italiana. Ha scritto a proposito il critico Roberto Longhi: «Pari ai fiamminghi nella verità lenticolare delle “province”, pari a Masaccio nella presa di possesso dello spazio, pari all’Angelico nei colori “amichevoli”, è una delle opere più esemplari della formazione del maestro». In essa si ravvisano infatti gli elementi che, secondo il trattato De Pictura di Leon Battista Alberti, costituiscono la bellezza di un’opera d’arte: copia e varietà delle cose, la vezzosa grazia, l’amistà dei colori. Grazie ai magnifici costumi della Porta di San Facondino e alla suggestiva e inedita ambientazione del monastero del “Bambin Gesù”, rivive dunque la sacra scena della Natività come suggerita dall’a sensibilità dell’arte quattrocentesca, sospesa nel magico punto di equilibrio tra la quieta umiltà del paesaggio appenninico e delle sue attività e l’incanto fiabesco di raffinati, sontuosi ed esotici personaggi.

L’Istituto del “Bambin Gesù”

La presenza delle monache benedettine nel centro di Gualdo Tadino, nell’allora monastero di S. Maria Maddalena, risale alla seconda metà del XIV secolo, come testimonia lo storico locale Ruggiero Guerrieri nella sua Storia civile ed ecclesiastica: «In seguito, nel Gennaio del 1375, la Confraternita di S. Bernardo, anche per intercessione del Comune di Gualdo, offrì alle Monache la propria sede, con orto e altri beni annessi, il tutto posto entro la città, nel quartiere volgarmente detto Capezza». Il periodo di massimo splendore per il monastero viene a coincidere proprio con il XV secolo, quando – come ricorda ancora Guerrieri – il numero delle monache crebbe in maniera esponenziale insieme alla prosperità della struttura e dei suoi beni. Dopo alcuni secoli di alterne fortune ed estinto il precedente monastero, nel 1816 sorse nella stessa sede l’Istituto di Istruzione Pubblica affidato alle suore del SS. Bambin Gesù, per adempimento ad un voto fatto da mons. Francesco Luigi Maria Piervissani durante il periodo delle persecuzioni napoleoniche. L’attività educativa dell’Istituto della Capezza prosegue con successo ancora oggi e l’opera delle suore del “Bambin Gesù” ha accompagnato con costanza e dedizione la vita della città di Gualdo Tadino in tutti i suoi momenti più belli e in quelli più difficili.

Il Comitato di Porta San Facondino
i Priori Fabio Pasquarelli ed Elisa Paciotti

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1 risposta a Presepe vivente “Venite Adoremus”

  1. Riccardo scrive:

    Una bellissima novità per Gualdo Tadino ed un’esperienza sicuramente positiva. Non lo dico soltanto io; questo è il giudizio di tanta gente che ha visitato il presepio e di cui ho ascoltato personalmente i commenti. Complimenti alla Porta San Facondino per l’interessante intuizione e per il modo con cui l’hanno realizzata.

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