Faccia a faccia virtuale tra Rocchetta e Comunanza

Progetto Rocchetta - Faccia a faccia virtuale tra Rocchetta e ComunanzaDopo l’intervista alla dr.ssa Chiara Bigioni su Radio Tadino
La presidente della Comunanza Agraria Nadia Monacelli ha annunciato che giovedì 8 giugno su TRG ci sarà un confronto tra lei ed il sindaco di Gualdo Massimiliano Presciutti sul tema del progetto Rocchetta e ripristino Valle del Fonno. Per la verità la Monacelli aveva chiesto un confronto a tre con la presenza di Rocchetta ma l’azienda ha declinato l’invito perché non ritiene opportuno spettacolarizzare la questione.

Come credo molti sapranno, Rocchetta ha concesso un’intervista a Radio Tadino tramite l’avv. Chiara Bigioni (responsabile del settore investimenti e programmazione dell’azienda). L’intervista è andata in onda in due puntate (era troppo lunga per una sola puntata) in un’edizione speciale di “Fuoco incrociato” con il sottoscritto e Carletto Fiorucci. A detta di quanto hanno avuto modo di ascoltarla (anche dagli ambienti della Comunanza) le nostre domande sono state pertinenti ed incalzanti. E quindi è emerso un quadro piuttosto esauriente sul “Rocchetta pensiero” in riferimento alle questioni oggi dibattute. Quanti non hanno ancora avuto modo di ascoltare l’intervista potranno farlo collegandosi a questo link:  https://www.gualdonews.it/2017/05/05/rocchetta-chiara-bigioni/

Visto che il confronto diretto tra l’azienda e la Comunanza non ci sarà, sulla base delle questioni sollevate dalla Comunanza e delle risposte fornite dall’avv. Bigioni, ripropongo un pezzo che è già uscito sul Serrasanta di giugno per quanti non hanno avuto modo (o non l’avranno) di leggere il giornale.

Prima questione

Nell’incontro che Rocchetta e Comunanza Agraria hanno avuto in comune (segretario verbalizzante il segretario comunale), la Comunanza ha chiesto l’annullamento delle delibere del consiglio comunale e della determina della Regione con le quali hanno dato il via al progetto di ripristino (in realtà non si tratta ancora di un progetto perché il progetto vero e proprio deve essere realizzato). Il motivo? La Comunanza, pur essendo titolare dei terreni soggetti ad uso civico su cui insistono gran parte delle strutture di Rocchetta, non è stata coinvolta. L’eventuale annullamento o meno non è di competenza di Rocchetta (anche se l’azienda può ritirare la proposta e rinegoziarla anche con la Comunanza) ma la dr.ssa Bigioni non pensa che sia una richiesta accoglibile perché l’iter progettuale è stato lungo, sono stati acquisiti pareri favorevoli di diverse associazioni, ed enti del territorio, sono stati fatti degli atti, coinvolte delle persone e non si può annullare tutto perché un solo soggetto dice di no. Potrebbe capire la richiesta se si fossero lesi degli interessi di qualcuno e potrebbe valutare l’entità di questa lesione ma non per il solo fatto che qualcuno non si è sentito coinvolto.

Seconda questione

La Comunanza chiede a Rocchetta il ripristino dei luoghi devastati dall’alluvione prima ancora di parlare di proroga della concessione che scade nel 2022 perché nella convenzione è specificato che spetta all’azienda Rocchetta la manutenzione ordinaria e straordinaria dei luoghi. La dr.ssa Bigioni replica che l’azienda Rocchetta è disposta a fare molto di più del ripristino dei luoghi perché il sindaco Presciutti le ha chiesto un progetto di riqualificazione di tutta l’area, anche oltre i luoghi strettamente interessati dalle strutture dell’azienda.

Terza questione

La Comunanza Agraria contesta il rinnovo della convenzione per altri 25 anni con prelievi di 25 litri al secondo (estendibili fino a 40) senza una preventiva valutazione della capacità del bacino da cui attingono i pozzi Rocchetta. Valutazione che, al contrario, venne fatta nel 1990 al momento della stipula della convenzione in essere. La dr.ssa Bigioni ammette che esiste soltanto uno studio dell’azienda Rocchetta che è, quindi, di parte, dal quale, comunque, risulta, che c’è acqua in abbondanza. D’altra parte l’azienda non si impegnerebbe ad investire 35 milioni di euro (tra ripristino dei luoghi ed attivazione di una seconda linea di produzione per l’imbottigliamento dell’acqua Serrasanta) se non fosse certa della consistenza del bacino. Inoltre nella convenzione rinnovata è previsto un monitoraggio continuo dei prelievi  interfacciato con la Regione ed in situazioni di emergenza si impone lo stop dei prelievi.

Quarta questione

Secondo la Comunanza Agraria esistono una serie di inadempienze procedurali che di fatto rendono illegittimo e quindi nullo qualsiasi atto successivo, ad esempio il cambiamento di destinazione d’uso dei terreni soggetti ad uso civico su cui insistono parte delle strutture (pozzi, tubazioni) di Rocchetta. La dr.ssa Bigioni ammette che “ci sono delle situazioni che non hanno visto un perfezionamento completo nei confronti delle quali non c’è il minimo contrasto alla regolarizzazione, al perfezionamento, al trovare una soluzione”.

Quinta questione

Secondo la Comunanza Agraria la collettività non viene compensata con un ritorno economico adeguato rispetto alla quantità di acqua richiesta (l’equazione è naturalmente più acqua e maggiore fatturato). La dr.ssa Bigioni contesta questa valutazione e ricorda che oltre agli interventi programmati con il comune (ad esempio i 300 milioni per il miglioramento della captazione dei pozzi che alimentano l’acquedotto pubblico) l’azienda si è sempre resa disponibile per sponsorizzazioni varie. Inoltre, con la nuova linea di imbottigliamento Serrasanta, si prevede la creazione di circa 30 nuovi posti di lavoro tra diretti ed indotto.

Sesta questione

Il pagamento degli usi civici pregressi. Secondo la Comunanza, facendo riferimento ad una delibera della Giunta Regionale dell’Umbria del 28/07/2004 (la nr 1085), la limitazione degli usi civici è da intendersi a tutto il perimetro delle aree di concessioni che è di 224 ettari. Secondo la dr.ssa Bigioni, quella di Rocchetta è un’attività estrattiva, al di là del mero pezzo che dalla superficie si estende nel sottosuolo e la zona immediatamente circostante la cui la delimitazione si fa per evitare pericoli di contaminazione, tutto il resto dell’area è fruibile.

Per quanto riguarda la nuova concessione il limite per il quale Rocchetta deve pagare l’indennizzo per il mancato uso è stabilito dalla Regione (riguarda solo l’area intorno ai pozzi) e quindi non ci sono problemi (anche se Rocchetta ha fatto a sua volta ricorso perché a suo dire la quantificazione sarebbe di circa 17 mila euro e non di circa 26 mila). Per il pregresso la forbice tra l’opinione della Comunanza e quella dell’azienda è enorme.

Per quanto riguarda il pregresso mai pagato (recentemente il comune ha chiesto il pagamento di circa 150 mila euro per l’uso civico dell’area occupata dalle tubature) la dr.ssa Bigioni ha risposto che nessuno li aveva mai chiesti.

Settima questione

C’è anche una settima questione che, però, nell’intervista non abbiamo affrontato. La Comunanza ritiene che il rinnovo della concessione, ed in particolare l’autorizzazione all’imbottigliamento con il nuovo marchio Serrasanta dal pozzo R6, richiedesse una gara pubblica. Ma questa è una questione giuridica (la Comunanza ritiene illegittima la legge regionale che prevede la procedura di rinnovo senza gara) la cui interpretazione spetta ad un magistrato.

Un confronto pubblico?

Questi, dunque, sommariamente, gli argomenti principali in campo. La presidente della Comunanza Agraria Nadia Monacelli, dopo aver sentito l’intervista, ha chiesto pubblicamente un confronto pubblico a tre con  Comunanza, Comune e Rocchetta. Il sindaco ha dichiarato la propria disponibilità. La risposta di Rocchetta è stata negativa.  Se ci fosse sarebbe un momento di comunicazione particolarmente spettacolare. La gente avrebbe l’occasione per farsi un’idea più precisa su ciò che si sta disputando. Dubito, però, che possa servire a trovare un accordo prima della sentenza del Tar prevista per il 21 novembre prossimo. La Comunanza Agraria non ritirerà mai il suo esposto a meno che Comune e Regione non annullino le proprie delibere. E le Istituzioni non rinnegheranno mai se stesse.

Riccardo Serroni

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23 risposte a Faccia a faccia virtuale tra Rocchetta e Comunanza

  1. Mario Rossi scrive:

    Siamo alla resa dei conti, l’acqua è finita, dal prossimo mese berremo acqua portata con le autobotti, le bollette di Umbria Acque aumenteranno, chi imbottiglia continuerà imperterrito ad estrarre quanto rimasto, ben poco per la verità.
    E’ come se in Qatar estraessero il petrolio ed il gas naturale senza corrispondere un centesimo, pagando poi profumatamente al distributore di carburante la benzina prodotta con il petrolio prima estratto gratuitamente, è il paradosso di Gualdo.
    Leggo la parola dialogo tra le parti, le sorgenti sono mie (di Gualdo ed i Gualdesi) e devo chiedere in ginocchio per favore, per piacere, devo elemosinare cosa?
    Auguro a tutti quelli che ancora difendono chi sfrutta e prosciuga le nostre sorgenti di lavarsi con le bottiglie di acqua minerale di chi gentilmente glie la propone in confezioni da sei pezzi al supermercato evitandogli di vedersela scorrere scomodamente dal rubinetto, oramai siamo alla resa dei conti perché le chiacchiere sono a zero, l’acqua se non è finita poco ci manca.

    • enrico finetti scrive:

      Mi ricordo quando nel 2007 beccammo le autobotti alimentari Dolciami a sversare acqua nei conservoni di Vaccara, proveniente dai pozzi di Branca. Il tutto fatto alla chetichella, per evitare la vergogna di andare quartiere per quartiere, poiché si era nel pieno della vicenda Rio Fergia. Quell’operazione costò ai cittadini circa 160.000 aggiuntivi sulle bollette Umbra Acque. Non voglio pensare cosa accadrà ora, visto che le bollette di questo ultimo periodo sono già rincarate esponenzialmente. Ma sai, siamo a Gualdo…..

    • Stefano luzi scrive:

      …Raga! Sveglia! Perche quando si tratta di metterci la faccia pochi e sempre i soliti! Ma a parla e scrive tutti quanti… per cinque anni tutti bravi a “lagnasse” a fare le rivoluzioni culturali tutti con la voglia di riscattarsi dai soprusi e le ingiustizie della politica di turno. Poi arriva la campagna elettorale. E. Allora. tanto è così… tizio mi ha promesso il posto, Caio è mio cugino me tocca “votallo”, cio la findazata su la lista, Sempronio dice che se non votò A o B è un voto sprecato, …io non me posso espone ciò il banco del pesce ecc ecc ecc…
      e così, alla fine continuiamo ad eleggere individui che se mai fossero bravi e capaci, alla fine devono sempre rendere conto al partito padrone… È chiaro al di la di ogni piccolo orticello che ogni uno può ambire a coltivare in base al proprio spessore etico e morale e culturale la realtà è che continuando ad eleggere un modello di politica che per cinque anni contestiamo, nella sostanza poi al momento opportuno, cioè il voto ce ne dimentichiamo, ma facendo così dismostriamo proprio di essere un popolo di pecoroni sennò da tempo avevamo già messo un vero capo popolo giusto e amorevole a guidare le sorti di questo paese, la sua terra la sua gente.

  2. Stefano luzi scrive:

    Enzo. Ti rispondo per punti, ma solo se accetti che le leggi e le sentenze dei giudici in una Repubblica democratica abbiano poco dell’interpretabile e dell’opinabile…

    punto 1. Da dove nasce la tua considerazione che i terreni in questione sono collettivi, cioè attribuibili ad una diretta gestione della cosa pubblica. In questo caso amministrazione gualdese con a capo il suo sindaco… e non di proprietà degli aventi diritto e cioè tutti i capo famiglia gualdesi come prevede in questi particolari casi la legge?
    che poi il sindaco abbia diritto a parlare e rappresentare al meglio questi terreni che insistono nel comune di gualdo non ne discuto. Ma ti ricordo che per gli ultimi quaranta anni, quella che la storia ci restituisce la fase dormiente della comunanza agraria dell appennino gualdese, e lasciamo stare perché resa dormiente… sono loro, i sindaci e le amministrazioni deputate da quel momento in poi a partecipare in prima persona alla amministrazione del bene collettivo dei gualdesi e cioè delle proprietà collettive dove insistono gli usi civici, questi signori amministratori purtroppo per questi quaranta anni, peccato che si sono dimenticati di amministrare questi terreni, non solo non separando i bilanci di gestione dalla cosa pubblica da quella delle terre collettive dove insistono gli usi civici, ma addirittura di non esercitare affatto l’uso civico dove esso esisteva lasciando di fatto carta bianca al potenziale sfruttamento delle nostre risorse nelle sole mani di famelici imprenditori “stranieri” . Sai cosa ha comportato la Conseguenza della svista procedurale degli usi civici? Zero introiti per lunghi anni… tradotto milioni di euro che non si sono fermati a gualdo…
    Punto 2. Sbagli ancora quando scrivi “i signori della comunanza” ribadisco. Non signori! Ma tutti i capo famiglia gualdesi residenti a gualdo che pagando la simbolica tassa di 5 euro hanno il diritto di godere di un bene pubblico sancito nel tempo e dalla legge che vi è anche in Gualdo Tadino da secoli!
    Poi su chi è come dovrebbe bussare alle porte dei gualdesi mi sembra chiaro. Come mi sembra chiaro che, chi viene a casa d’altri e pretende di dettare legge e condizioni, dopo tanto aver preso e zero lasciato poco altro gli si può concedere alla aroganza del falso padrone… di certo non quella di continuare a dettare legge con furbizia…

    punto 3. Il 99×100 dei gualdesi è d’accordo sui progetti riparatori/espansionistici di chi i danni li ha prodotti sui detti terreni gualdesi… e contesta la comunanza agraria che con coraggio e sani principi ha riportato invece legalità in una materia come quella della gestione pietosa degli usi civIci gualdesi che è andata solo a discapito dei cittadini stessi!!! Se non assurdo, un paradosso!
    Punto 4
    Credi veramente che i fruitori del bene collettivo cioè i gualdesi trovino “godimento” nel aver ragione giuridicamente, ma poi si dovrebbero sentire “umanamente” in torto per chi di un bene altrui, cioe collettivo gualdese ne ha fatto un business lasciando a bocca asciutta proprio i veri proprietari gualdesi! Spero che scherzi quando scrivi ciò!
    Vado alla fine… forse con le tue ultime parole hai fatto confusione confondendo fatti e responsabilità… Non è compito della comunanza andare a protestare ad Umbria acque per il caro bolletta! Ripassa la materia e vedrai che alla comunanza è più consono progettare ed amministrare un taglio di un prato montano…
    Ma visto che hai sollevato il problema del caro bollette. Qui sposo la tua causa! Mi trovi d’accordo! Come mi trovi d’accordo sul fatto che la gestione delle acque deve essere pubblica! Tanto che gli italiani 21 milioni si sono espressi così al questo referendario. Acqua pubblica si! Adesso il perché dopo anni che gli italiani hanno deciso così, le amministrazioni non si adeguano tenendo in vita i vari carrozzoni delle partecipate quello lo puoi domandare ai tuoi amici politici… chiudo con il ricordarti che a gualdo come in tutta Italia se si volesse, visto che la legge lo consente la gestione dell acqua potrebbe ritornare pubblica… e sempre rimanendo a gualdo, e rimanendo in tema di acqua, chi ci ha amministrato fino all altro ieri con lo scherzetto, “usi civici” e suo sfruttamento, nelle casse della collettività gualdese ha fatto venire meno se non il giusto compenso neppure il dovuto previsto dalla legge! Ribadisco. Tradotto milioni di euro in fumo… chissà se si fosse amministrato, gestito, e progettato con un fine comune e collettivo risorse e territorio, oggi chissà se avremmo rischiato di pagare di meno una bolletta dell acqua…

    • enrico finetti scrive:

      caro stefano, umbra acque ha già messo le mani avanti. con la prospettata crisi idrica in arrivo ed il conseguente rifornimento attraverso le autobotti per trasporto acqua potabile, i relativi costi addizionali saranno, come già avvenuto, a totale carico dei cittadini, per la gioia a quanto pare di tanti gualdesi, vuoi per dabbenaggine, vuoi per ingenuità, vuoi per pie illusioni, chi per delirio di onnipotenza, e mi fermo qui…… . poi quando leggo “commerciata”, allora capisco che siamo un paese in via di estinzione e ben vengano i cinesi e gli arabi a sostituirci in tutto, anche nel subentro delle nostre attività…………..

  3. Stefano luzi scrive:

    Caro Enzo. Ed il caro non è ironico! Adesso sto a “bada mi fia” non te posso risponde! Ma visto che l’argomento merita attenzione e rispetto. Appena posso te rispondo punto su punto…

  4. Stefano luzi scrive:

    Per gli amanti della sintesi: se la legge mi dice che è casa mia!. A casa mia deciso io! Sei tu che devi bussare alla mia porta ed ascoltare le mie esigenze! e non all’incontrario…

  5. massimiliano barberini scrive:

    …e gli stessi indiani si riunirono quando oramai era troppo tardi! In tutto il dibattito che ho seguito,ad una cosa non si può dar torto alla Comunanza per far intendere a QUALCUNO che se questi hanno messo dei puntelli ci sarà anche qualche giusta motivazione: NON SI POSSONO CONCEDERE CON SETTE ANNI DI ANTICIPO PIU’ ALTRI 25 DI CONCESSIONE CON ULTERIORE AUMENTO DEI PRELIEVI SENZA UNO STUDIO VERO (e non solo dei PADRONI ATTUALI) DELLE REALI CAPACITA’ DEL BACINO. E’ ASSURDO PENSARE DI CHIEDERE UN’ESAME DOPO CHE HAI CONCESSO LA MINIERA. E SU QUESTO,caro Enzo e quelli come te che siedono nei scranni del Comune (e di tutte le amministrazioni passate),SE NE FREGANO. Dopo di ciò mi ritiro,di nuovo auguri a tutti e mi auguro che un giorno ad ogni gualdese che aprirà il rubinetto gli venga giù m…a!

    • enrico finetti scrive:

      vai a pagina due del giornale della mossuto, ospite in pompa magna , leggerai che quel giorno è ormai alle porte……

    • utente monte scrive:

      Massimiliano, non ti conosco ma ti seguo sul blog apprezzando i tuoi commenti “pane ed acqua”. Vorrei contribuire anche io a far sapere qualcosaltro ai gualdesi che leggono sempre di là del buco della serratura.
      Grazie alla Comunanza Agraria, dopo oltre 30 anni di massima indifferenza e opportuno silenzio, qualcosa si è venuto a sapere sul nostro bene più prezioso e cioè l’acqua. Già di per se’ è “cosa buona e giusta” che il cittadino sia informato su quello che succede.
      Dopo 30 anni di assoluto silenzio si è venuto a sapere che la Ditta non ha mai pagato canoni dovuti e ora quantificabili in circa 157.000 bruscolini, che ci sono altri canoni da pagare e che presto verranno anche questi conteggiati dal comune, ma la cosa che più mi sorprende è che in questo ultimo mese con atti pubblici (visionabili da tutti i cittadini) l’Ufficio tecnico del Comune di Gualdo Tadino è riuscito a SCOPRIRE che:
      ” su terreni di proprietà della Collettività Gualdese, nonché oggetto di concessione per sfruttamento acque minerali rilasciata dalla Regione dell’Umbria , sono stati costruiti pozzi e cabinotti denominati R1-R2-R3 e R4 senza autorizzazioni urbanistiche o con evidenti difformità costruttive.
      Nello specifico per quanto riguarda R1-R3 e R4 (Pozzi e Cabinotti): non esiste alcuna autorizzazione urbanistica e ambientale all’esecuzione delle opere perché mai richiesta al Comune di Gualdo Tadino, mentre per R2 a seguito di verifica sono state accertate varie difformità al progetto approvato.
      A seguito di avvio del Procedimento da parte del Comune di Gualdo Tadino che ha confermato tali gravose irregolarità, la Ditta, riconoscendo gli illeciti commessi, ha già presentato le relative istanze di sanatoria, che al momento attuale sono in itinere presso il Comune di Gualdo Tadino”.
      Due osservazioni mi sorgono spontanee:
      Ma nella stessa zona gli abusi commessi dai cittadini gualdesi Confratelli della Santissima Trinità a Serrasanta,su terreno di loro proprietà,come sono stati perseguiti ? (Ordinanza di Immediata demolizione dei lavori abusivi, ripristino dei luoghi,denuncia penale, spegnimento della luce e quantaltro). I pozzi e cabinotti R1.R2.R3 e R4, di NON cittadini gualdesi, risultati tre completamente abusivi ed uno non conforme al progetto approvato, su terreno di Cittadini Gualdesi, che trattamento hanno avuto? “????????”.
      Apprendo con stupore che sono state avanzate richieste di sanatoria, (Implicitamente ammettendo gli abusi) e che il Comune si sta adoperando per il rilascio, chiedendo addirittura d’UFFICIO il NULLA-OSTA alla Comunanza Agraria, titolare e gestore dei terreni.
      Non stupitevi, siamo in ITALIA, in UMBRIA, a GUALDO TADINO!
      Tra l’altro ho scoperto anche perchè il terzo interlocutore non si è presentato al confronto…………..non era necessario presenziare, tanto poteva contare su un difensore d’Ufficio…….. il VOSTRO SINDACO!

  6. massimiliano barberini scrive:

    Ma l’avete capito qual’è il nocciolo della questione e che illumina sulla vera identità dei gualdesi?DUE GUALDESI,uno presidente della comunanza GUALDESE ed uno SINDACO DI GUALDO TADINO,che litigano per gli interessi di PERFETTI SCONOSCIUTI che qui hanno trovato la miniera d’oro. Come gli indiani d’America che continuavano a combattere tra di loro mentre gli europei li stavano lentamente sterminando.per accaparrarsi territori enormemente ricchi e sfruttabili. Su questa strada sarà inesorabile il declino,già decisamente avanzato,di questa città. Auguri a tutti e al momento mi dispiace solo di esserci nato.

    • enrico finetti scrive:

      poi esiste un terzo tipo di gualdesi, stanno un pò con l’una e un pò con l’altra sponda, a seconda delle circostanze, degli eventi e dei vari commenti che susseguono . Per me questi sono i gualdesi peggiori…………

  7. bazzucchi enzo scrive:

    non ho visto la trasmissione perchè oramai stà cosa mi è andata sulle balle .ma una cosa devo dirla e da libero cittadino posso farlo.questo evento tanto pubblicizzato dalla comunanza agraria in verità era il solito spot per lavarsi le mani da questa vicenda.a mio modesto parere la comunanza agraria non vuole indietreggiare di una virgola rimane ferma nelle sue legittime richieste non vedo volontà di farlo,a volte l’essere altezzosi crea brutti scherzi.dialogo?ma quale dialogo.neanche con la cittadinanza cè dialogo.c’ho provato 1000 volte ma non sono mai stato ascoltato perchè gli altri hanno torto.tutte le sigle sindacali hanno torto tutti gli addetti ai lavori hanno torto,la cittadinanza che non approva ha torto,la rocchetta ha torto.poi il filosofo del gruppo si meraviglia perchè la rocchetta era assente.ma mica sono tonti?il sindaco è stato bravo nella sua pazienza da amministratore ed ha fatto bene ad essere presente.ma credo che quì non cè volontà di affrontare le cose con umiltà e con altruismo.quì non cè la volontà di indietreggiare di un minimo per il bene della città e del territorio.quì cè questo maledetto modo tutto gualdese di affrontare le cose ovvero lo scontro verbale a chi giova poi ?io l’ho sempre detto se le cose stanno così era meglio quando era peggio.io credo che la comunanza agraria è stata ricostituita per migliorare le cose dicono per difendere il territorio dagli usurpatori.per migliorare i diritti dei gualdesi.per difendere i beni della comunità.bene ditemi se tutto ciò è avvenuto?non è successo niente anzi questo muro contro muro a portato al nulla tutto è statico.la rocchetta è ancora lì che aspetta ad essere risistemata e sono passati più di 5 anni.se le cose fossero rimaste come prima e l’unico a parlare fosse stato il sindaco qualche cosa l’avremmo ottenuta invece secondo me stiamo a peggiorà.libero pensiero legittimo di un cittadino libero di aprire la bocca.

  8. Riccardo Serroni scrive:

    Precisazione. Avendo ripreso gran parte dell’articolo da quello già pubblicato sul Serrasanta di giugno, mi è sfuggito di eliminare l’ultimo capitoletto “Un confronto pubblico?”, argomento spiegato nella parte iniziale.

  9. cittadino scrive:

    INCREDIBILEEEEEEEEEEEEEEE
    Avete visto il sindacuccio nostro su TRG ?????
    Che figura di ………… ! ( cit. Emilio Fede)

    Non è mai stato sull’argomento ( per lui molto scottante), anzi ha solamente fatto campagna elettorale, tralaltro un tantino anticipata, raccontandoci il suo ” operato”. Quello che ha fatto lo ha fatto con i soldi in eredità dalla precedente amministrazione ( vedi pensiline fotovoltaiche e oneri di urbanizzazione ex consorzio).

    SPERO ABBIA PAGATO LO SPAZIO COME SPOT ELETTORALE.

  10. massimiliano barberini scrive:

    Al di là di tutto ieri sono ritornato alle fonti storiche ed ho provato soltanto tanta tristezza ed una bella sbarra all’incrocio con la strada di Santo Marzio e l’ho letta come una vera e propria cacciata del legittimo proprietario ovvero Noi (vallo a fare a capire ai tanti,troppi menefreghisti,”commarole” gualdesi). In famiglia ho avuto delle anticipazioni del confronto e mi è venuta in mente la famosa frase latina: DIVIDI ET IMPERA; ed infatti fra i due litiganti, ovvero l’assente, gode… CHE SOMMA TRISTEZZA !!!

  11. enrico finetti scrive:

    Chi è assente ha torto a prescindere….
    la temuta spettacolarizzazione da parte dell’azienda, che quando intervengono i vari mossuto, cucuzza, rizzo, nulla ha da ridire, ora sta varcando i nostri confini e se ne comincia a parlare a livello nazionale. vedi report che ha trattato l’argomento “acqua pubblica” e ieri sera la 7 con Paragone che ha mandato uno scampolo di servizio passata la mezzanotte. poca cosa ? considerato l’oscuramento subito anni fa dalle Jene è invece grande cosa………e siamo ancora ai preliminari.

    • bazzucchi enzo scrive:

      errore.chi è assente è perchè non ha tempo da perdere.

      • bazzucchi enzo scrive:

        E aggiungo.quando si è altezzosi quando non si da modo di parlare perchè poi arrivano le denunce quando non si vuole il dialogo sentendosi come gesù nel tempio a voglia a fare il filosofo.

        • enrico finetti scrive:

          pur non essendo credente, per il bene che voglio alla città, potrei fare anche gesù, magari moltiplicando pani e pesci, o per rimanere in tema camminare sull’acqua, ma non potrei mai fare il giuda, ce ne sono già tanti in giro……………….

        • Stefano luzi scrive:

          ma se io imprenditore di turno vado da un ipotetico parente di Enzo e gli dico mi affitti il garage di quella casa (la cui casa è dell’ipotetico Enzo mandato in vacanza da anni con una scusa dall’ipotetico suo parente che non curante del diritto di proprietà di Enzo, poi affitta il garage di Enzo il quale, al suo ritorno dalla vacanza si trova un imprenditore nel suo garage dove gli sfrutta al midollo tutte le risorse della cantina di Enzo che oltre il danno subisce pure la beffa!, non ha visto neppure un becco di un quattrino dell affitto! A questo punto. L’Ipotetico Enzo cosa farebbe? Inizierebbe a fare l’opinionista con il culo degli altri o lotterebbe con ogni suo civile strumento per poter tornare di diritto nella sua casa e a pieno diritto decidere lui per primo come vadano riparati Gli eventuali danni trovati nel suo garage? Ribadisco il concetto. danni fatti a casa sua da altri con la complicità in questo caso di governanti sempre molto attenti ai diritti dei potenti con i voti dei poveri…
          p.s. se ti è chiara la metafora? Ti è chiaro il diritto di proprieta e di cosa essa comporta dinanzi alla legge? ok. Allora passo al livello due. Imperaliasmo e colonialismo industriale. paragrafo 1) le multinazionali…
          e questo vale anche per le cave…

          • bazzucchi enzo scrive:

            stefano bando alle metafore.chi sarei io,la comunanza agraria che è andata in vacanza e quando torna se trova l’intruso in casa che sfrutta i suoi territori?.non è cosi intanto perchè i terreni non sono i vostri ma della collettivita e l’unico che può avere il diritto a parlare è il sindaco e l’amministrazione comunale.ma ammesso che il giudice vi dice signori della comunanza agraria avete il permesso di vigilare su questi territori,in primis io andrei dall imprenditore che ne occupa in parte e gli direi ,ok trattiamo cosa possiamo fare per metterci daccordo?io ti vengo incontro e tu mi vieni incontro troviamo una soluzione.ma se tu comunanza vai per la tua strada e PRETENDI la tua parte e sai dire solo nò per ogni iniziativa che la rocchetta ti propone sei in torto se poi il 99% della comunità è daccordo sulla proposta solo tu comunanza dici di nò a mio avviso sei in torto perchè non rispetti il volere della comunità.se tu preferisci il muro contro muro invece di cedere in parte qualche cosa e loro pure sei in torto.avrai ragione giuridicamente ma umanamente sei in torto.l’acqua è un bene comune?l’acqua non va commerciata?bene allora andate da umbria acque e chiedete come mai arrivano bollette mostruose a noi contribuenti.ma evidentemente questo non interessa .ps tocca andà a pulire a monte.

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