RADIOLOGIA A SINGHIOZZO

Alberto Cecconi – GUALDO TADINO. Il servizio di radiologia dell’Ospedale “Calai” funziona a singhiozzo. Da più di venti giorni. E chiaramente monta la protesta da parte degli utenti, costretti a tornare più volte in sede per fruire di un servizio magari prenotato da tempo e molto importante ed atteso ai fini diagnostici o terapeutici.
La protesta coinvolge direttamente anche gli operatori locali della radiologia, i vari tecnici ed il personale sanitario preposto al servizio: si vedono costretti, loro malgrado, a non poter fornire le prestazioni attese e programmate; tanto che hanno anche sollecitato più volte la direzione sanitaria e gli uffici preposti della Asl di appartenenza, quella di Città di Castello, chiedendo interventi finalizzati a risolvere i problemi presenti.

Sembra impossibile -si riferisce- ma non c’è modo di arrivare ad una soluzione dei problemi coi quali ci imbattiamo continuamente: siamo passati dalla Asl 3 alla 1, da Foligno a Città di Castello, ma a livello di radiologia siamo rimasti collegati con Foligno, sede nella quale funziona tutto e bene. Quando facciamo delle radiografie dobbiamo immettere dati informatici, è un atto fondamentale per operare, ma spesso i computer non funzionano, i collegamenti necessari mancano o ci sono continue interruzioni sulla linea. Così spesso si può lavorare solo per pochissime ore, in qualche giorno addirittura soltanto per una o per due ore, e siamo costretti a rimandare la gente a casa, a chiedere di pazientare, di provare a chiamarci per telefono, di tornare. Non possiamo assolutamente andare avanti così. Qui ci vuole che chi di dovere intervenga subito e con concretezza, non si possono sempre rispedire via decine di pazienti ed operare in questo clima di continua e dannosissima incertezza per tutti.

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