Renzi, Rocchetta e Nadia Monacelli

Renzi, Rocchetta e Nadia Monacelli“Se penso che un ricorso al Tar blocca un investimento da 30 milioni di euro che potrebbe dar lavoro ad altre 25 persone in questo territorio, in un periodo così critico, mi viene da mettere le mani nei capelli. Dobbiamo sbloccare queste situazioni, non è possibile continuare in questo modo”. L’oggetto è il progetto per il recupero della Rocchetta e l’apertura di una nuova linea di imbottigliamento utilizzando il pozzo R6 contro il quale ha presentato ricorso al Tar la Comunanza Agraria Appennino Gualdese.

Questo intervento a gamba tesa  del presidente del Consiglio Matteo Renzi nel breve discorso presso lo stabilimento della Rocchetta non poteva e non è passato sotto silenzio.

Eh sì perché dal contesto delle parole del premer (“Noi tutti i giorni stiamo provando a fare una battaglia contro la burocrazia per migliorare il sistema, un sistema che blocca l’Italia. Dobbiamo togliere le cose in più che fermano questo paese e accorciare i tempi”) sembrerebbe trattarsi di un semplice problema burocratico.

Presumendo che Renzi non conosca nei dettagli la questione, Nadia Monacelli, presidente della Comunanza, annuncia che provvederà a colmare la lacuna: “La Comunanza invierà al Presidente del Consiglio copia del ricorso al TAR e degli allegati, inclusi i video che denunciano lo status quo della valle del Fonno e della zona fonti”, lettera che “sarà pubblicata ovunque”. La Monacelli vi intravede, inoltre, anche un attacco ad un potere dello Stato (quello della Magistratura) e per settembre convocherà un incontro per affrontare questo specifico problema.

La critica della presidente della Comunanza investe in primis il Pd che, secondo lei, sarebbe messo in seria difficoltà dal ricorso presentato: “Ci siamo stancati di vedere che una politica intera nazionale supporti il potente di turno affinché la battaglia sia giocata fuori dai tribunali per la garanzia degli interessi di un’azienda che non ha sede a Gualdo e che nel 2013 ha realizzato 127 mila euro di utili con soli 20 dipendenti contro un’intera città e le generazioni future. La Comunanza è pronta a presentare ricorsi anche presso altre sedi”.

E’ evidente che siamo ormai ad uno scontro frontale sulla vicenda. La Comunanza, con la presa di posizione della Confindustria e le dichiarazioni del presidente Renzi che fanno seguito a quelle dei sindacati, avverte una forma di accerchiamento ma non ci sta a farsi mettere all’angolo e reagisce con durezza. Speriamo, a questo punto, che il TAR si pronunci nel più breve tempo possibile. La sentenza, anche se non dovesse essere definitiva (ci sarebbe sempre la possibilità dei ricorsi sia da una parte che dall’altra), costituirebbe comunque un elemento di chiarezza.

Ad uso dei nostri lettori ricordiamo in sintesi quali sono i punti principali contestati dal ricorso della Comunanza:

  • La proroga della concessione a Rocchetta spa per altri 25 anni a 7 anni dalla scadenza è stata concessa in base alla legge regionale dell’Umbria n. 22 del 22.12.2008 che stabilisce che la proroga stessa può essere rinnovata per altri 25 anni a meno di 10 anni dalla scadenza in previsione di un nuovo investimento per consentire all’azienda di ammortizzare l’investimento stesso. Ma, secondo la Comunanza, il prolungamento è stato concesso in palese violazione delle norme di derivazione europea che impongono l’espletamento di gare ad evidenza pubblica, nel caso di proroga della concessione di beni pubblici e la legge regionale non è costituzionale;
  • Nella proroga della concessione viene detto che devono essere adempiuti gli obblighi derivanti dall’uso civico dei terreni senza specificare quali. Inoltre non è mai stato deliberato un cambiamento di destinazione d’uso dei terreni sui quali insistono i pozzi di captazione. Per cui tutti gli atti conseguenti sono da ritenersi nulli;
  • La Comunanza Agraria, quale soggetto autorizzato per la gestione degli usi civici, non è mai stata coinvolta nella decisione per il rinnovo della concessione;
  • L’acqua Serrasanta, dal pozzo R6, è stata riconosciuta dal Ministero della Salute come acqua diversa dall’acqua Rocchetta. Per cui sarebbe stata necessaria una nuova concessione con procedura di affidamento di evidenza pubblica e non il prolungamento della concessione precedente. Inoltre la concessione è stata data senza “l’attivazione di uno studio di bacino o sulla sostenibilità idrogeologica anche relativamente all’approvvigionamento idrico necessario per le esigenze degli abitanti, effettuato prima del rilascio della nuova concessione “Serrasanta””.
  • Ci sono infine una serie di considerazioni sull’impatto ambientale e sulle cause che hanno determinato o favorito i danni provocati dall’alluvione.

Infine una considerazione finale personale. Di fronte ad un lungo contenzioso giudiziario ci sarebbe la prospettiva nefasta di anni ed anni (tenuto conto dei tempi della giustizia italiana) di ricorsi e controricorsi che lascerebbero la valle del Fonno nel disastro in cui è precipitata. L’auspicio che, credo, tutta la popolazione si augura sia quello che si siedano tutti intorno ad un tavolo (Regione, Comune, Rocchetta e Comunanza Agraria) per cercare un punto di incontro che soddisfi, in primis, la comunità gualdese. Se ci fossero le volontà di tutti il raggiungimento di questo obiettivo non sarebbe una chimera.

Riccardo Serroni

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27 risposte a Renzi, Rocchetta e Nadia Monacelli

  1. massimiliano barberini scrive:

    Qualcuno ha commentato:ma sapendo (è che forse non era data per certo) che sarebbe venuto allo stabilimento Rocchetta,possibile che nessuno dei definiamoli “in contenzioso” con Banca Etruria non sia stato lì ad omaggiarlo con qualche differente “benvenuto”?

    • enrico finetti scrive:

      era praticamente impossibile, più poliziotti che paletti delle recinzioni. in fondo a questo soggetto dispiace più l’indifferenza, quindi, meglio così ! a gualdo nel giugno ’62 ( io avevo 5 anni ma lo ricordo molto bene ) venne uno dei padri costituenti, un certo Pietro Nenni, le vie e la piazza stracolme di gente che voleva abbracciarlo. al massimo c’era il mitico sor gioanni a controllare, niente di più. ecco , sta tutta qui la differenza massimilià

  2. massimiliano barberini scrive:

    …o come lo Stato che ha snobbato e continua a farlo riguardo a quella situazione catastrofica che è la cosiddetta terra dei fuochi,terre un tempo rigogliose per la fertilità dovuta all’origine vulcanica,ora distrutte per sempre insieme a chi disgraziatamente ancora è costretto ad abitarvi,tutto questo grazie ad uno stato (con la s minuscola) vergognoso,connivente e soggiacente alla sporcizia umana,o l’ Ilva di Taranto per citare gli esempi maggiori. Se questo è il Pubblico che gestisce i Beni Comuni…viva le Comunanze tutta la vita!

    • Warriors scrive:

      ……..O come il Comune di Gualdo Tadino, vedi gestione cave….acqua…..rifiuti…..affitti……ospedale….. appalti pubblici mai onorati dalle ditte appaltatrici…..svincoli, segnaletica stradale e strade da terzo mondo……fino ad arrivare anche al pubblico cimitero dove esiste un commercio nero di cappelle e loculi che tutti conoscono meno l’amministrazione comunale e tanto prolifico da far invidia a Porta Portese.
      Ma si, tanto va tutto bene…….le poltrone sono già occupate fino al 2019 e poi domani è un altro giorno si vedrà…..Intanto godiamoci questi sollazzi e intrallazzi, giustificati e condivisi anche dal Compagno Capo del Governo che nella sua inaspettata visita è riuscito a confondere la Magistratura con la Burocrazia……

      • Mario Rossi scrive:

        Devo riprenderla,
        lui “il Bomba” è si il Capo del Governo ma non è Compagno, anzi i COMPAGNI quei quattro che sono rimasti nel PD li ha sottomessi a tal punto che se vogliono fare una rimpatriata e cantare “bandiera rossa” magari a qualche festa dell’Unità (se ancora le fanno) devono chiedergli il permesso, altrimenti si incazza e le spara ancora più grosse.
        Si dice che dopo le sue esternazioni dagli imbottigliatori, il tempo di ritornare a Roma ha fatto un Decreto Legge (in cinque minuti come gli altri) che abolirà il TAR, lo mette insieme alla riforma Costituzionale, all’inaugurazione della Salerno Reggio Calabria, l’ILVA, la Fiorentina, le Olimpiadi, la riforma delle pensioni, la ricetta del cacio e pepe, il salvataggio delle banche quella dell’Etruria in particolare, la sagra della porchetta di Costano, la riforma del lavoro, le fonti rinnovabili di energia, la riforma radicale della Comunità Europea (tanto nessuno se lo fila), e una legge che obbliga tutti gli Italiani a mettersi una protesi dentale presa dai suoi incisivi al fine di “bombacizzarsi” tutti, ed infine lo sterminio dei gufi, praticamente un minestrone come i suoi discorsi, una vagonata di parole che non dicono nulla, è un “Cetto La Qualunque” toscano e antipatico.
        Lo aspetto a ottobre con il referendum Costituzionale, a meno che il popolo non sia rincoglionito del tutto questo va a casa, e senza passare per il via come al gioco del Monopoli.

        • enrico finetti scrive:

          …..intanto il referendum lo ha già posticipato a novembre. bisognerà attendere i “consigli” di re giorgio per capire quando si svolgerà.
          sinceramente trovo patetico che un simil soggetto giri per l’italia con oltre 100 agenti di scorta, a spese nostre chiaramente, oltre all’ uso indiscriminato di elicotteri o, peggio ancora, del mitico aereo fantasma , pagato fior di milioni di euro ed inutilizzabile.
          questo personaggio, più della ruota della fortuna non poteva ambire nella vita, pensi come siamo ridotti !
          quello che mi rattrista è che un manipolo di falsi compagni ( ancora votati da ostinati creduloni) molto attaccati alla redditizia poltrona, non stacchino ancora la spina. della serie : cani che abbaiano, non mordono. intanto noi subiamo umiliazioni e soprusi continui. la chicca che riguarda anche personalmente il sottoscritto è di questi giorni, è la fantomatica “operazione atlante”, che dal titolo sembrerebbe un secondo sbarco in normandia, ma che in realtà è l’ennesimo furto, questa volta contro i professionisti, meglio identificabili come lavoratori autonomi, quali dottori, ingegneri, architetti, commercialisti, geologi, agronomi, geometri e via dicendo, ai quali sono stati sottratti i fondi destinati alle nostre pensioni per salvare una delle banche del pd, ovvero il monte paschi siena. il tutto, in un silenzio assordante ! questo non è più un paese per persone normali ……………..

  3. Giuseppe Ascani scrive:

    Ecco speriamo che questo problema “burocratico” (comunanza agraria) venga risolto dal governo e che la gestione delle nostre montagne torni nelle mani del
    Pubblico ………

    • utente monte scrive:

      Il tutto, contenente il niente!
      Un solo aggettivo: “P A T E T I C O”!

    • Mario Rossi scrive:

      Si,
      in maniera tale di amministrarli come tutti gli altri beni demaniali, vedi le spiagge che in certe zone sono ed esclusivamente gestiti da clan malavistosi.

      • Bazzucchi Enzo scrive:

        e naturalmente anche le spiagge de gualdo bisogna salvaguardalle.un amico mio mio mi ha detto che su la piscirella 2 lettini e un ombrellone costano 5 euri de meno che sul reggiaio ma come cazzo ve vengono in mente certe cose eppoi dicono de nun incazzasse.ve le cercate proprio.

  4. Francesco Troni scrive:

    Valeria salve.
    Vedo che sull’argomento “progetto presentato da Rocchetta S.p.A. per il recupero dell’area alluvionata” è piuttosto ferrata; tra l’altro ha anche confermato quello che si leggeva qualche mese fa su vari commenti fatti, se non vado errato, da Warriors.
    A questo punto, avrei una domanda da farle, con la speranza che, cortesemente, mi risponda.
    Dando per scontato che le procedure di VIA e/o VINCA vadano a buon fine e che il progetto possa realizzarsi così come è stato presentato, quali sono i tempi tecnici per portarle a termine?
    Ci tengo a precisare che io non credo affatto nella fattibilità del progetto in questione visti tutti i vincoli che ci sono da rispettare, ma sto solo cercando di capire quali sono i tempi tecnici per ottenere tutte le autorizzazioni necessarie per poter mettere mano sull’area alluvionata una volta che tutti gli attori in gioco, nel bene o nel male, si mettono d’accordo.

    • Valeria scrive:

      Ciao Francesco ho notato in altri tuoi interventi un interesse verso la legge che studi e commenti.
      Il DPR 357/97 dovrebbe fornirti le risposte che cerchi (90 gg….più consultazione pubblica). Questo regolamento è il recepimento della Direttiva Habitat (n. 92/43/CEE) da parte dell’Italia. Tieni conto che pure questo regolamento è stato oggetto di una procedura di infrazione da parte della Commissione, se non sbaglio proprio per il recepimento dell’art 6 della Direttiva che parla di VINCA. Abbiamo scritto male pure il regolamento!!!!non dimenticare che l’autorità competente per la VINCA è la Regione….uffici diversi da quelli in cui si rilasciano le concessioni ma pur sempre appartenenti alla stessa istituzione. A questo link trovi le linee guida per la procedura di VINCA e altre informazioni: http://www.regione.umbria.it/ambiente/vinca. Buona lettura….a te lascio le conclusioni….

      • Francesco Troni scrive:

        Valeria grazie per le risposte e per i link fornitemi.
        Appena trovo un pò di tempo leggo e, se trovo qualcosa di interessante, divulgo.

  5. Nadia Monacelli scrive:

    Cara Valeria,
    questo aspetto da te riportato con dovizia di particolari rappresenta uno dei 9 punti del ricorso al TAR presentato dalla Comunanza Agraria appennino Gualdese, grazie al al tuo personale prezioso contributo e quello di professionisti che lavorano presso la Comunità Europea.

    • Valeria scrive:

      Si infatti. E la Comunanza si è fatta carico anche di questa ulteriore anomalia tra l’altro segnalata già,seppure informalmente , alla commissione ambiente in Europa e al Ministero dell’Ambiente per quanto riguarda la procedura di VIA. Sarebbe anche utile ricordare come invece una regolare VIA la possegga il progetto che ha portato la corrente elettrica presso il rifugio do Serrasanta compatibilmente all’ambiente e in rispetto del sito SIC che con i suoi 1500 ha include anche quella porzione di montagna. Questo è stato ribadito durante l’ultima assemblea della Comunanza e oserei dire alla faccia di chi derideva, in sede di consiglio comunale, le orchidee e le loro fioriture come impedimento a questo progetto o all’altro del parco eolico bloccato non certo a causa delle orchidee ma dal mancato rispetto della normativa Habitat da parte dell’essere umano forse interessato perché magari possedeva qualche terreno. ….chissà! Le orchidee selvatiche spobtanee che arricchiscono i nostri prati appenninici con le loro tipiche fioriture appartengono all’habitat 6210* elencato nell’allegato alla Direttiva incluso nel piano di gestione approvato dalla regione Umbria nel 2012. Lo sviluppo è possibile pur nel rispetto della “burocrazia”. Occorre il buon senso,onestà e rispetto da parte di tutti della legge!!!

  6. massimiliano barberini scrive:

    Grazie a Lei:su questa vicenda si sta aprendo un perfetto scenario di come funziona la famosa burocrazia menzionata dal “nostro””amato”presidente del consiglio,che è pesante,certo,ma per i coio..!

  7. Valeria scrive:

    Vi dimenticate sempre che nell’area insiste un sito SIC ora ZSC che appartiene alla Rete Natura 2000 europea creata per conservare la biodiversità di habitat e specie animali e vegetali che è stato designato in base alla Direttiva europea Habitat nel 2012 dalla Regione Umbria. Ciò implicava da parte delle istituzioni l’applicazione o almeno il rispetto di tale Direttiva che richiede che ogni piano o progetto presentato all’interno di un sito SIC sia sottoposto a procedura di VINCA. Se necessario a VIA. Le istituzioni almeno la Regione riconosciuta come ente gestore dei siti SIC (ciò vale per l’Italia) ha detto a giustificazione dell’assenza del progetto di pricedure di VINCA/VIA che trattasi di PROPOSTA di progetto per ciò non occorreva e sarebbe stata richiesta in seguito. Nel frattempo si riconosceva un nuovo marchio che richiede sempre secondo la legge una VIA che non c’è e si prorogava una concessione come nuova sempre senza VINCA/VIA obbligatoria se in un sito SIC sempre affermando che trattasi di proroga e dunque non serviva,ma in realtà tutti sappiamo che è di fatto una nuova concessione approvata senza i dovuti iter normativi. Dentro la concessione c’è il progetto che ha continuato il suo cammino sprovvisto di VINCA/VIA obbligatoria perché presentato,come detto,dentro un sito SIC. Ricordo inoltre che nei siti SIC si possono presentare progetti che è possibile finanziare con precisi fondi europei come i LIFE. Inoltre sono previste misure compensative economiche ad esempio se per conservare un habitat con boschi su cui insistono usi civici si dovesse bloccare il taglio l’Europa con precise misure prevede interventi economici per compensare la perdita del legnatico. Per finire, l’Italia è nota per incappare in numerose procedure di infrazione per la cattiva gestione di questi siti e il mancato rispetto e applicazione della Direttiva Habitat soprattutto per quanto riguarda le procedure di VINCA/VIA obbligatorie che o non le fa o se le fa le commissiona a persone non qualificate o con conflitti di interesse, per questo è stata anche richiamata dalla commissione europea attraverso una raccomandazione quasi minaccia di altre ulteriori sanzioni. Grazie

    • enrico finetti scrive:

      grazie valeria, ne sai di gran lunga più del wwf ! adesso i miei dubbi sono fugati. tempo fa mi ero già fatto una certa idea e tu hai reso chiare le mie perplessità.

  8. Angelo Gaudenzi scrive:

    ACQUA FRIZZANTE O ACQUA BOLLENTE ?

    Giorni fa mi è pervenuta una comunicazione del Comune di Gualdo Tadino ove si fa riferimento ad una sentenza del Commissario per gli usi Civici (provvedimento emesso il 07/03/2016) .
    Questo per informarmi , che una mia proprietà situata nel Comune di Gualdo Tadino confina, non tanto come si pensava, con la proprietà del comune medesimo, ma con il Dominio Collettivo della Comunanza Gualdese.
    Prendendo atto della notifica, ho scritto ai responsabili dell’uso civico (uso di cui anche io ho il diritto di beneficiare) per iniziare una corrispondenza di buon vicinato, come prevede la legge vigente.
    Non mi sono messo a contestare la sentenza del Commissario o a criticare il Tar ; ma limitandomi a riconoscere la verità dei fatti, ho provato ad iniziare un rapporto collaborativo.
    Poi, di chiamare Renzi, affinché venisse a delimitare “il mio territorio” non mi è neppure venuto in mente. Anche se nel caso di cui sto parlando, sarebbe stato paradossalmente più azzeccato di come si è nella realtà verificato.
    Sappiamo tutti che l’istituto dell’uso civico è antecedente allo stato di diritto repubblicano ed alla nostra Costituzione. In certi casi esso risale ad epoca preromana. Esso ha resistito alle monarchie ed al feudalesimo. Oggi assistiamo alla continuazione della dinamica di auto tutela collettiva, contro l’assalto dei potentati multinazionali.
    Penso che l’uso civico ce la farà ancora a sopravvivere, perché esso è scolpito nel codice genetico delle persone, oltre che nella codificazione cartacea, che ogni buon giudice terreno, non può disattendere.
    Il fatto più inquietante, che è fonte d’indignazione espressa o tacita della popolazione contitolare del dominio collettivo; consiste nella pervicace ed illecita intenzione disconoscitrice, di chi sprovvisto di titolo, pretenderebbe di sovrapporsi all’uso civico, senza interpellare la comunità beneficiaria.
    Tale comportamento, oltre che illegale, è espressione di grande indelicatezza e soltanto per questo meriterebbe di essere censurato.
    I fatti parlano chiaro.
    1) L’Autorità di tutela conservativa e di giurisdizione sull’uso civico in oggetto, si è pronunciata in favore della collettività utente.
    2) Vi sono in corso altri procedimenti legali, sempre in merito all’uso civico locale.
    3) L’attività di rivendicazione appare (fino a prova contraria) legittima.
    Di conseguenza
    L’azienda e la Pubblica Amministrazione coinvolte, dovrebbero quantomeno astenersi dal continuare un comportamento vivamente disapprovato, dal titolare effettivo del dominio collettivo, sulle terre in oggetto.
    Questo se si vuole aspettare la pronuncia dei Magistrati.
    In caso contrario e magari secondo le più elementari regole di buon senso, chi dovesse averne interesse, potrebbe intraprendere un tentativo d’accordo, con la titolarità collettiva, per sapere :
    A) Se il dominio civico vuole la chiusura dello stabilimento.
    B) Se il dominio civico vuole rilevare l’esercizio d’impresa.
    C) Se il dominio civico vuole una partecipazione agli utili d’impresa.
    Oppure se dovessero esserci ulteriori e non attualmente prevedibili richieste.
    Tutto il resto, se espresso in forma di contrasto e perseveranza manutentiva, di una posizione ormai evidentemente illegale; produrrebbe (come effettivamente sta provocando) soltanto il comprensibile inasprimento di rapporti e posizioni, che sono nati e si sono sviluppati in maniera tesa e fortemente compromessa.
    Questa è la mia modesta opinione. Se mi venisse chiesto di votare in un’ipotetica assemblea per il mantenimento di una certa realtà aziendale ; forse ancora, mi esprimerei in favore di una prudente continuazione, pur se con le giuste compensazioni patrimoniali, a favore del titolare di dominio civico.
    Però se certe forzature e determinati atti “d’apologetica” volontà usurpatrice, dovessero continuare o addirittura aumentare, allora non penso che il mio parere potrebbe esprimersi nella stessa direzione.
    Fate come volete.
    La mia opinione potrebbe non contare nulla o poco più di nulla, comunque non mi sembra che gli eventi stiano prendendo una piega molto favorevole, a chi da oltre un ventennio, sta speculando a detrimento della gente di Gualdo Tadino e dintorni.
    Cordiali saluti
    Angelo Gaudenzi

    Riferimenti bibliografici
    Sulla proprietà in Italia nella prima metà del medio evo.
    Autore:Augusto Gaudenzi
    Editore:Bologna, Militara, 1884.

    • Mario Rossi scrive:

      Preciso, informatissimo e documentatissimo.
      Grazie Sig. Angelo ogni qualvolta la leggo su questo argomento arricchisce la mia scarsa cultura, non sapevo che l’uso civico ha origini medioevali ed addirittura in qualche maniera preromaniche.
      La cosa che più mi inquieta è questo voler “andare oltre” le decisioni di Organi dello Stato come il TAR, addirittura screditandone il ruolo, e chi lo fa non è un semplice cittadino come me che forse sbaglia anche la terminologia per esprimere dei concetti, ma è il capo del Governo.
      Grazie.

      • enrico finetti scrive:

        il voler “andare oltre” ha origini invece più recenti, è iniziato nel 1922 con la marcia su roma ed è finito a testa in giù…………nel 1945.

      • Angelo Gaudenzi scrive:

        Grazie a lei Mario. Qui sta succedendo di peggio. Perchè il riconoscimento del dominio collettivo è già avvenuto con sentenza commissariale. L’accusa al TAR è preconcetta , “subornante” “apologizzante” ed ” istigatrice” ; con l’aggravante del venir commessa da un pubblico ufficiale, che esercita una delle più elevate funzioni dello Stato.

  9. Merlo scrive:

    Il male della politica è quello contenuto in questo estratto datato 26 luglio e consultabile, integralmente, nell’Albo Pretorio del comune di Gualdo Tadino.

    I fatti sono questi:

    il 24 dicembre 2015, la Presidenza del Consiglio dei Ministri (cioè Renzi), invia al Comune di Gualdo e alla Regione dell’Umbria una diffida ad assolvere, entro 60 giorni, alla bonifica della discarica di Vignavecchia.

    il 04 aprile 2016 il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha chiesto a Regione Umbria e Comune di Gualdo Tadino il reintegro delle sanzioni applicate, per il sito Vignavecchia, dalla Comunità Europea pari a € 776.017,10

    Io credo che se ero al posto del sindaco, invece di protestare ( come ha fatto) chiudendo il portone del Comune, io ne cacciavo una pacca e gliela davo sulla schina.

    Invece lui, per presenzialismo, ha preferito dare le pacche sulle spalle con la mani (purtroppo).

    Comune di Gualdo Tadino
    Provincia di Perugia
    SETTORE LAVORI PUBBLICI E AMBIENTE N. 83 UFFICIO AMBIENTE
    DETERMINAZIONE N° 557 del 26-07-2016

    OGGETTO: PROCEDURA DI INFRAZIONE DISCARICHE ABUSIVE. SITO DENOMINATO PG017
    UBICATO IN LOC. VIGNAVECCHIA NEL COMUNE DI GUALDO TADINO. ASSUNZIONE
    IMPEGNI DI SPESA PER CONTRIBUTO UNIFICATO.
    IMPUTAZIONE: Cap. 650/11 Imp. 363.
    IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO …………….. (omissis)
    Considerato che
    o con nota prot. n. 32441 del 24.12.2015 (acquisita al protocollo comunale il 24.12.2015 con il n.
    31758) la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha diffidato il Comune di Gualdo Tadino e la
    Regione Umbria ad affidare e consegnare, entro 60 giorni dal ricevimento, i lavori per la messa in
    sicurezza permanente del sito in loc. Vignavecchia.
    o con nota prot. n. 8751 del 04.04.2016 è pervenuta comunicazione con la quale il Ministero
    dell’Economia e delle Finanze ha chiesto a Regione Umbria e Comune di Gualdo Tadino il
    reintegro delle sanzioni applicate, per il sito Vignavecchia, dalla Comunità Europea pari a €
    776.017,10
    o con nota prot. n. 11137 del 28.04.2016 è pervenuto il ricorso straordinario al Presidente della
    Repubblica, promosso dalla Regione Umbria contro la Presidenza del Consiglio dei Ministri e nei
    confronti del Comune di Gualdo Tadino e del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio
    e del Mare per l’annullamento della diffida del Presidente del Consiglio dei Ministri del 21.12.2015
    ed avente per oggetto: “Diffida del Presidente del Consiglio dei Ministri 21 dicembre 2015,
    emanata ai sensi dell’art. 8, comma 1, della legge n. 131 del 2003, e dell’art. 41 della legge 24
    dicembre 2012, n. 231 – Discariche Abusive”
    o con nota n. 409873 del 23.05.2016 questo settore ha comunicato all’Avvocatura Civica:
    – di essere favorevole, visti i tempi ristrettissimi per un ricorso al TAR, alla predisposizione
    di atti finalizzati ad avanzare ricorso presso il Presidente della Repubblica come già
    intrapreso dalla Regione Umbria;
    – di essere favorevole alla costituzione, in tutela dell’Ente, presso le sedi giurisdizionali che
    l’Avvocatura avrebbe ritenuto più utili, avverso il ricorso che la Regione Umbria ha
    presentato al Presidente della Repubblica contro la Presidenza del Consiglio dei Ministri e
    nei confronti di questo Comune.
    o con nota prot. n. 47484 del 26.05.2016 il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha comunicato
    la sospensione dei termini dell’azione di rivalsa comunicata con nota prot. n. 8751 del 04.04.2016
    o con nota n. 410596 del 30.05.2016 questo Settore ha trasmesso all’Avvocatura Civica la nota
    prot. n. 47484 del 26.05.2016 del Ministero dell’Economia e delle Finanze e le iniziative intraprese
    dall’ANCI Nazionale;
    o con nota n. 410605 del 30.05.2016 l’Avvocatura Civica ha riscontrato le note sopra citate
    concordando sulla necessità di intraprendere azioni difensive in tutela dell’Ente;
    Visto che con D.G.C. n. 141 del 10.06.2016 l’Avv. Luigina Matteucci è stata incaricata di
    rappresentare e difendere l’Ente e proporre tutte le azioni giudiziali esperibili, coordinandole con le
    iniziative intraprese dall’ANCI Nazionale, avverso la diffida del Presidente del Consiglio dei
    Ministri del 21.12.2015 ed avente per oggetto: “Diffida del Presidente del Consiglio dei Ministri 21
    dicembre 2015, emanata ai sensi dell’art. 8, comma 1, della legge n. 131 del 2003, e dell’art. 41
    della legge 24 dicembre 2012, n. 231 – Discariche Abusive” …. (omissis)

    MEDITATE – MEDITATE E CONSULTATE L’ALBO PRETORIO

  10. Francesco Troni scrive:

    Nadia ciao,
    Proviamo a chiudere una volta per tutte questa storia dei tavoli e di chi li ha cercati senza trovarli?
    Avete (o meglio abbiamo) dei documenti che provano quanto avete cercato questi tavoli e di quanti ve ne sono stati offerti e con quali esiti?
    In caso pubblichiamoli e che la gente tragga liberamente le proprie conclusioni.
    Grazie.

  11. Nadia Monacelli scrive:

    Dopo le sentenze delle antenne Rai e Mediaset sul Monte Roio in Abruzzo e quella ancor più vicina di sequestro delle aree abusive dei parcheggi a Castelluccio, la giustizia sta confermando ancora una volta una mano decisa e dura contro gli abusivismi su terreni ad uso civico.
    I tavoli non si fanno con gli atti chiusi e il tutto deciso, a meno che il tavolo non sia pura demagogia.
    Quindi finita la storia dei tavoli, noi per il ripristino dei luoghi e la loro attuale situazione abbiamo chiesto l’intervento delle forze dell’ordine e non solo.
    A settembre renderemo note tutte le azioni concrete messe in campo affinché le responsabilità per il discorso dei luoghi disastrati siano assunte nell’immediato e senza indugi , in primis dal nostro sindaco che, come principale Autorità sanitaria , non può piu tacere sulla questione del pericolo dei luoghi.
    Inoltre , se avremo il benestare necessario , pubblicheremo anche la perizia giurata.

    Non chiedeteci tavoli che non possono esistere e aprite gli occhi sulla realtà che ci circonda. Sè abbassassimo la guardia , ottenuto con prepotenza ed arroganza ciò che è illegittimo e presunta mente illegale, la nostra città ricadrebbe immediatamente nell’oblio e di nuovo fuori dai riflettori dell’attenzione di un’azienda che in questi ultimi tempi ha elargito a destra ed a manca ad ogni associazione.
    Poi sapreste che per tutto questo avreste dovuto ringraziare l’azione coerente, cosciente e legittima della Comunanza Agraria Appennino Gualdese.

    • Giovanni scrive:

      Brava Nadia, sempre puntuale, precisa e chiara.
      La dialettica di certi politici forse cela interessi che ci sfuggono e cerca, in tutti i modi, di sviare la partita, ma io da libero cittadino gualdese anelo di ringraziare la Comunanza Agraria Appennino Gualdese per ” l’azione coerente, cosciente e legittima” che conduce per rappresentarmi.
      Ho molti amici, tutti culturalmente e civicamente impegnati, e tutti dico tutti sono con voi per quello che fate.
      Ad maiora

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