Riccardo Pizzi, era sempre il primo a salutare con il sorriso sulle labbra

Riccardo Pizzi, era sempre il primo a salutare con il sorriso sulle labbraLa morte improvvisa di un ragazzo è sempre un evento sconvolgente per una comunità. Quando poi questo ragazzo lo conosci bene perché l’hai visto crescere il dolore è molto più intenso. Riccardo Pizzi, giocatore trentenne del Cannara morto improvvisamente ieri pomeriggio durante una partita di calcio tra il Cannara e la Nuova Fulginium accasciandosi inspiegabilmente a terra, era nato a Pieve di Compresseto. Ha frequentato la scuola elementare di Cerqueto ed anche se non è stato un mio allievo è come se lo fosse stato perché nei pomeriggi in cui il tempo atmosferico lo consentiva, le classi si mescolavano sulla piastra adiacente la scuola per intense partite di calcio durante le quali sorvegliavo i bambini con un fischietto in mano per decretare falli e punizioni. Con Riccardo abbiamo condiviso poi la gioia per la sua prima coppa che ha alzato al cielo con la partecipazione ai Giochi della Gioventù organizzati dal Circolo Didattico. Pur non essendo della mia classe le sue insegnanti mi avevano delegato a guidare la squadra di Cerqueto nel piccolo torneo che entusiasmava così tanto i bambini. Successivamente Riccardo ha coltivato quella sua passione per il calcio affinando le sue doti nel settore giovanile del Gualdo ed ha calcato, poi, diversi campi dilettantistici dell’Umbria dall’ Angelana, al Città di Castello, il Cerqueto, il Bastia, il Valfabbrica e, da ultimo, il Cannara. Come sempre è capitato con tutti i bambini cui ho fatto scuola nel corso degli anni, i rapporti sono diventati radi perché ci si vedeva poche volte, ma ogni volta che l’incontravo Riccardo era sempre il primo a salutare con il sorriso sulle labbra perché oltre ad essere un bravo calciatore era soprattutto un bravissimo ragazzo.

Sarà l’autopsia a svelare il mistero della sua morte. L’episodio non è avvenuto al termine di uno sforzo prolungato. Si era appena al 17’ del primo tempo, Riccardo ha passato una palla indietro al proprio portiere (era un difensore centrale) e poi si è allargato per ricevere di nuovo il pallone. A quel punto è caduto a terra e non c’è stato più niente da fare. Evidentemente c’era qualcosa nel suo cuore che non andava.

Ogni volta che accadono questi fatti ci si pongono tanti interrogativi.

Riccardo aveva superato la visita medica di idoneità sportiva appena 10 gg fa. Come vengono fatte queste visite mediche? Sono effettuati tutti i controlli più accurati per evidenziare eventuali anomalie congenite?

Il defibrillatore è obbligatorio fino alla serie D (ed infatti Gualdo ce l’ha). L’obbligatorietà nei campi di calcio minori viene rinviata dalla Federazione di anno in anno. Non si dovrebbero rompere gli indugi e renderlo obbligatorio su tutti i campi? Però, in questo caso, ci dicono che il defibrillatore è stato usato.

Ma non è servito nemmeno quello.

Riccardo Serroni

 

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2 risposte a Riccardo Pizzi, era sempre il primo a salutare con il sorriso sulle labbra

  1. Gabriele Armillei scrive:

    Io ho la stessa età di questo ragazzo.. nel novembre scorso ho avuto una tachicardia che nn mi si passava più.. io pensavo fosso normale nnt di che.. ma quando sono andato al pronto soccorso x accertamenti avevo i battiti a 260/280 cosa che è quasi impossibile da reggere.. da li mi hanno riscontrato che ho il ventricolo destro più grande del normale e questo da passare più sangue.. anche io ho giocato diversi anni a calcio ho fatto sempre le visite mediche ma nessun dottore si era accorto di nnt.. perché x vedere questo c’è bisogno di un ecocuore.. e nella visita che ti fanno x lo sport questo nn te lo fanno.. io posso solo ringraziare il signore che mi sono salvato.. ma quello che voglio dire è che nn costa nulla farlo durante queste visite per lo sport. . E secondo me salva molte vite..
    Faccio le più sentite condoglianze alla famiglia.. un abbraccio..

  2. Mario Rossi scrive:

    Le parole contano poco o nulla di fronte ad un dolore simile, posso solo essere vicino a questa famiglia con la sola preghiera per la perdita di questo ragazzone buono, educato…e non trovo altre parole per descriverne le qualità, in questo momento sarebbe fin troppo facile esaltarne le qualità, Riccardo però le aveva veramente tutte e al posto giusto io le raggrupperei in una soltanto “altruista al 100%”.
    Pensare di averlo perso, se l’autopsia lo confermasse, perché ancora non è obbligatorio nelle categorie dilettantistiche di calcio un defibrillatore non è una beffa ma un insulto alla vita, basterebbe l’equivalente di un’ora, forse anche meno, dei giocatori e dei loro agenti strapagati in serie A per dotare ogni campo sportivo di questa attrezzatura salvavita.
    Le più sentite condoglianze, un abbraccio fortissimo alla famiglia.

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