Rocchetta S.p.A. sarà sponsor ufficiale dei Giochi de le Porte

Rocchetta S.p.A. sarà sponsor ufficiale dei Giochi de le PorteE’ con viva soddisfazione che l’Ente Giochi de le Porte comunica che, anche per il 2015, Rocchetta S.p.A. sarà sponsor ufficiale dei Giochi de le Porte. L’accordo è stato raggiunto ieri tra il presidente dell’Ente Sergio Ponti e l’amministratore delegato di Rocchetta S.p.A. dott. Maurizio Bigioni. L’azienda di acque minerali, a fianco della manifestazione settembrina dal 2008, abbinerà il suo marchio a quello dell’Ente non solo in occasione dell’evento di settembre, ma anche in tutte le manifestazioni collaterali come, ad esempio, il Convivio Epulonis.
L’Ente Giochi de le Porte intende ringraziare il dott. Bigioni per la disponibilità dimostrata e si augura che il connubio tra la gualdesità dei Giochi e Rocchetta S.p.A. continui nel tempo con soddisfazioni reciproche.

Ente Giochi de le Porte
Il Presidente
Sergio Ponti

Share
Questa voce è stata pubblicata in Giochi de le Porte e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

20 risposte a Rocchetta S.p.A. sarà sponsor ufficiale dei Giochi de le Porte

  1. volontariato scrive:

    infatti bastava scrivere “Special Olypics” o comunque il tipo di attività/evento

  2. volontariato scrive:

    non sarebbe il caso di togliere i nomi e cognomi delle persone che dovremmo aiutare rispettando la loro privacy?

    • Francesco Troni scrive:

      Credo proprio di si.
      Tutta via, nel caso specifico, visto che queste cose furono abbastanza pubblicizzate all’interno di Gualdo Tadino con tanto di nomi, cognomi e foto (Anche qui su Allegra Combriccola) e furono organizzate anche delle feste, credo che abbia poco senso non fare nomi e cognomi per via della privacy.
      In oltre, chi gira intorno al mondo dello sport e delle persone svantaggiate, quando sente e/o legge le parole “Special Olypics”, da me utilizzate, sa esattamente di cosa si tratta, di che tipo di persone coinvolge, di come le coinvolge e perchè.

  3. Francesco Troni scrive:

    Condivido in pieno l’ultimo commento di Marcello.
    Anche se apporterei qualche modifica al ragionamento, condivido anche l’ultimo post di Francesco.
    Infatti, nonostante la festa non mi piaccia, insisto col dire che, forse, non è il caso di “darsi la zappa sui piedi” non accettando queste elemosine.
    Infatti l’unico sprazzo di progettualità a Gualdo Tadino, ahime per come vivo la festa, lo trovo proprio nei Giochi de le Porte.
    Si vedano come esempio: L’operazione Sgarbi ai Giochi de le Porte, la neonata manifestazione di Porta San Facondino, la neonata manifestazione di Porta San Donato e, perché no, la riesumazione della partita di mezzanotte fatta da micu.
    Unica nota negativa in tutto ciò è, forse, l’accavallarsi delle neonate manifestazioni di Porta San Facondino e di Porta San Donato.
    Che questo accavallamento sia dovuto per ragioni di calendario visto che la festa di Porta San Donato si apre con la Santa Messa in onore del Santo? O per altri motivi? Poco importa perché, se si vuole, per i miglioramenti c’è sempre spazio!!!

    Infine, visto le sue idee che condivido a pieno, invito Francesco a manifestarle in luoghi ed ambienti più adatti e dove possono essere meglio sfruttate come possono essere: Regione dell’Umbria; Comune di Gualdo Tadino; movimenti vari come, ad esempio, M5S, Comitato Rio Fergia, Comitato Pro acqua, Comunanza Agraria Appennino Gualdese (tutti in grado di dialogare senza alcun timore con Rocchetta S.p.A) ed altre realtà esistenti che io magari non conosco.
    Per quanto riguarda i Giochi de le Porte, dobbiamo (mi ci metto anche io pur odiandoli) solo essere bravi a non farli diventare strumento di interessi di pochi ma a mantenerli uno strumento dell’intera Comunità Gualdese come, passatemi il FASTIDIOSO paragone, hanno fatto gli Eugubini con i Ceri. Anche se questo vuol dire farli sopravvivere con finanziamenti poco piacevoli.

    P.S.: So di aver promesso di non parlare più di Giochi de le Porte, ma all’ultimo commento di Francesco, contrariamente a quanto successo per l’ultimo commento di Marcello, non ho saputo resistere. Infatti, come mi dice sempre mia madre a causa dei miei modi di fare, a volte le questioni di principio è meglio accantonarle, anche se solo temporaneamente, ed ingoiare qualche rospo. Tutto sta a capire quando è il caso di farlo e quando no.

  4. Francesco scrive:

    Rispondo, tirato in ballo da la Gualdo peggiore. Di nome e di fatto.

    Sì, l’Ente Giochi dovrebbe restituire il contributo, senza se e senza ma. Perchè non si può non vedere che arriva dallo sfruttamento di una risorsa bene comune della collettività rispetto alla quale è in corso una trattativa di rinnovo delle vecchie concesioni e di erogazione di possibili altre. Quindi, finchè non ci sarà un accordo complessivo con la collettività, quei soldi non vanno presi per garantire la “pax sociale” imposta dala Rocchetta. O si trova un accordo complessivo oppure, se si ha ancora dignità, non si accettano mance “una tantum”, centellinate anno per anno, con tanto di ringraziamento e scappellamento. Così è una vergogna!
    No, per me non tutto è commercializzabile o svendibile come per la Gualdo peggiore. Non lo sono le risorse bene comune della collettività. Non lo è, prima ancora, la dignità di una cittadinanza.
    Non si possono raccattare le elemosine derivanti dallo sfruttamento di una risorsa bene comune della collettività solo per il proprio misero interesse di parte. L’Ente Giochi è parte della collettività, anzi vorrebbe essere la prima associazione. Se finge di non vedere certe situazioni, prestandosi a legittimare il comportamento di un’azienda che da un pezzo prende troppo senza ridare nulla, si comporta come la Pro loco dell’ultima delle sagre, mendicando i bancali d’acqua rovinati che sarebbero comunque invendibili per l’azienda.

    Tutto comunque riflette lo stato misero in cui versa la città: a Gubbio il festival nazionale del Medioevo, da noi una fiera di Paese. Se va bene, sennò la sgraticiolata per le vie del centro!
    E’ semplice: Gubbio schiera Stirati e Ancillotti, noi… lasciamo stare.

  5. Marcello scrive:

    Sono nato praticamente all’interno di questa festa, ne sono stato un innamorato, soprattutto con l’entusiasmo inesauribile dell’adolescenza e credo possa ancora essere un’opportunità per la nostra città, ma credo vadano fatte alcune riflessioni ancora prima di parlare di sponsor.
    I giochi de le Porte erano la ciliegina sulla torta di una comunità, quella Gualdese, che viveva di mille altri spetti e tanti personaggi. Era la Gualdo raccontata dal Teatro dialettale e del suo “Spartero Cutanelli” caricatura di una Gualdese vitalità fatta di personaggi e vicende che abitavano ancora il centro storico, di episodi a volte insignificante e marginali che erano però l’anima di un comune sentire ed appartenere: era la Gualdo degli anni ’70 ed ’80 dove ciò che animava questa festa era la spontaneità di gesti ed emozioni, dove si correva un palio che in fondo non era così fondamentale vincere, dove i fantini si davano qualche colpo basso ma stando sempre attento “allo lecito e allo cavalleresco” e non si buttavano giù i denti! Dove si poteva correre sul palco ad abbracciare il fiondatore quando i pezzi del quinto piatto stavano ancora cadendo. (ed era un’emozione indescrivibile saltare in dieci sul palchetto) Dove le sfilate erano meno belle, sicuramente, ma potevi vedere il volto felice di Vittorietto con il suo cempene che ripagava tutte le imperfezioni! Dove i giochi erano una festa per chi partecipava e se tutto non era perfetto… beh, faceva niente, o poco, veramente poco, perchè l’importante era stare bene insieme. Era una festa bella perché fatta di poche regole e molto buon senso. Oggi questa festa è cresciuta, l’abbiamo imbrigliata di regole, l’abbiamo esasperata, e ha finito per fagocitare in maniera convulsa ed isterica quasi tutto il resto. Siamo diventati come i nostri vicini che parlano tutto l’anno della stessa cosa. E forse è giusto così, forse è giusto che lo spirito di un evento sia vissuto e contestualizzato al periodo storico che attraversa, magri sono cambiato io, sicuramente, ma quella che vedo oggi è una festa che non lega, ma divide, dove i Priori non si sfidano ma si offendono contribuendo ad alimentare un clima teso. Che piace a pochi ma non convince molti. Che cambia ma non cresce. Che cerca di darsi un tono ma resta snobbata. Allora mi chiedo se valga veramente la pena voler perseguire la velleità di crescere ( e cosa vuol dire poi crescere? ) sentendosi sempre in competizioni con le realtà vicine, o rimettere molte cose in discussione e ritrovare i valori del senso di appartenenza ad una comunità e non ad una Porta o ancora peggio ad un suo sotto gruppo. Recuperare spontaneità ed l’insostituibile gusto di sentirsi uniti senza strumentalizzare incarichi e ruoli facendone vetrine di sé stessi. Spero questa Festa non sia la cartina tornasole del resto della nostra comunità, fino alla sua massima espressione, quella della politica!
    Nel caso in questione credo che Il presidente ha semplicemente fatto il suo dovere, ovvero trovare finanziamenti per la causa. Ringraziamo Rocchetta che ha voluto donare una cifra che non conosco, salvo il fatto che le questioni serie con la nostra città sono ancora tutte aperte, da dipanare e regolarizzare. Se questa azienda da una parte ha ritenuto di offrirsi come sponsor per i Giochi de le Porte, è bene ricordare dall’altra che i Giochi de le Porte sono un evento, se pur importante, a cui non tutti aderiscono e soprattutto da non confondere o scambiare con le istituzioni cittadine ed il suo territorio. Non può pensare di avanzare pretese solo con ammiccanti operazioni di marketing.

    • Giovanni scrive:

      Bravo Marcello hai reso perfettamente il “sentiment” della gente, del popolo gualdese che, si ama i Giochi ma, non vuole che tutto giri intorno a loro, non lo meritano e non lo vogliamo!

    • micu scrive:

      Bravo Marcello, d’accordissimo.
      Anzi, già che ci siamo, proponiamo anche il restauro della partita di mezzanotte….quello era il vero evento che attirava la gente da fuori Gualdo altro che i cortei storici

  6. Francesco Troni scrive:

    Tra i Giochi de le Porte ed il mandare con lo sport gente in giro per il mondo nel settore dello Special Olympics c’è la seguente differenza: I Giochi de le Porte si fanno tutti gli anni mentre con lo Special Olympics, ammesso che l’atleta venga mai chiamato, difficilmente ti ricapita una seconda occasione a causa della filosofia dell’ente che, se volete, la spiego.
    Quindi la vita delle persone da me elencate non può ruotare solo intorno all’attività che gli faccio fare io perché, una volta che hanno avuto la loro eventuale occasione, equivarrebbe a rinchiuderle da qualche parte e dimenticarsi di loro.
    È, dunque, giusto che la vita delle persone ruoti intorno a più interessi? Assolutamente si.
    Posso scegliere io gli interessi delle persone? Assolutamente no.

    Ritornando ai Giochi de le Porte ribadisco che, nonostante almeno per il momento non cambio la mia posizione nei loro confronti, continuo a riconoscerne gli effetti positivi che questi possono avere per la Comunità Gualdese. Soprattutto per Moira Mariani visto come vi è stata introdotta, come li vive e come è stata accettata e viene trattata da tutte le persone che vi ruotano intorno. E questo fa di Moira la persona che ci rimetterebbe di più se questa festa sparisse come auspico io.

    A questo punto, per non diventare, o continuare ad essere, patetico, smetto di parlare di Giochi de le Porte aggiungendo solo quanto segue:
    I veri problemi della società odierna non sono “amare o odiare i Giochi de le Porte”, “fare o non fare i Giochi de le Porte”, “da dove far partire le sfilate dei Giochi de le Porte”, ma sono ben altri e le soluzioni a tali problemi, sotto certi aspetti, possono essere cercate anche nei Giochi de le Porte oltre che da altre parti visto che, bene o male, tale festa comincia ad avere una certa risonanza nel territorio anche fuori di Gualdo Tadino.
    Dirò di più, non escludo neanche una futura collaborazione tra la mia associazione e l’ente Giochi de le Porte; solo che, visto il modo in cui vivo tale festa, l’idea per collaborare credo proprio che dovranno metterla loro perché a me difficilmente verrà.

    Ricordate:
    Unità, non frammentazione!!!
    Contributo a favore della comunità positivo e costruttivo e non negativo e distruttivo!!! Se poi è anche gratuito ben venga, ma è di secondaria importanza. Per questo io me ne sto alla larga dai Giochi de le Porte: Non credo di poter essere costruttivo se non ben guidato da chi ama questa festa e sa come stuzzicare il mio interesse rendendomi positivo e costruttivo nei suoi confronti.

  7. John Spartan scrive:

    Alcuni commenti sono da gente di serie B. Anzi, di serie C. In alcuni passaggi manca persino la dignità. Le mance non si accettano: io voglio una Gualdo di cittadini che vanno a testa alta, non di camerieri!

    Io sono “per i Giochi de le Porte”, ma quelli veri. Quelli dei gualdesi veri, del Centro. I Giochi non si lasciano strumentalizzare dalla Rocchetta. E’ vero, se l’azienda è in trattativa per il rinnovo delle concessioni di sfruttamento di una risorsa pubblica è giusto che i Giochi NON accettino denaro che arriva da quello sfruttamento. Finchè non c’è un accordo con il Comune i Giochi non accettano denaro non trasparente!
    Si possono organizzare lo stesso i Giochi senza quei 25000 euro, magari con meno ridondanza ma con più dignità!
    Anzi, sono convinto che se tornasse lo spirito dei gualdesi veri, che purtroppo vedo oramai in pochi e lontano dalla manifestazione, con uno sforzo maggiore i Giochi si potrebbero organizzare senza quei 25000 euro e meglio!
    O la Rocchetta trova un accordo con i cittadini oppure, per me, si può tenere il contributo.

    P.S.
    I Giochi non sono volontariato, perché non c’è beneficienza, ma associazionismo, cioè contributo volontario. La differenza è grossa, fuori da Gualdo evidente. I Giochi non sono neanche sofferenza, anzi, l’esatto opposto. Se qualcuno soffre può anche evitare, mica glielo ordina il Dottore. Siete patetici.

  8. La gualdo peggiore scrive:

    La Gualdo Peggiore è uno pseudonimo che mi sono dato propio perchè andavo contro corrente ai post che precedevano…era una mossa simpatica ahimè non riuscita. Riguardo a Mario Rossi …de gustibus…
    Riguardo Troni, per cortesia parla un pò con la famiglia di Moira Mariani, magari ti diranno del suo amore per la festa, magari ti racconteranno di suo padre, Primo de Puscas e forse imaprerai che prima di aprire bocca occorre riflettere di più.

  9. MarioRossi scrive:

    Non mi sento un cittadino che fa parte di “una Gualdo peggiore” e credo che le generazioni passate hanno lottato ed in alcuni casi pagato con la vita per lasciarmi in dote il sacrosanto diritto di dire ciò che penso, se per lei poi sono peggiore il problema è suo e della sua ignoranza e maleducazione, ma questa è un’altra storia.
    In quanto al “sacrificio e volontariato” personalmente lo presto ininterrottamente da qualche decennio dedicandomi alle persone che ne hanno veramente bisogno ed in più parti del mondo, cerco di alleviare per quanto possibile le sofferenze, la ludicità dei giochi non è nella lista dei miei desideri.
    Ho le mie opinioni in merito a questa festa e non sarà un “gualdese migliore” a farmi cambiare idea.

  10. Francesco Troni scrive:

    Sono sicuro che, come già successo a qualcun altro in passato, a causa di parte di quello che sto per scrivere mi chiuderò buna parte, se non tutte, delle poche porte rimaste aperte a Gualdo Tadino.

    1 – Per me i Giochi de le Porte possono pure chiudere anche in questo momento perché, dal mio punto di vista, creano più problemi che altro. Ma, praticamente, ci sono rimasti quasi solo questi e, se non li facciamo più, come ha già detto qualcun altro tanto vale fondersi con il comune di Gubbio che, per inciso, a causa delle ultime vicende sociali e politiche, comincia a stare antipatico pure a me. Quindi, come si può rifiutare l’elemosina della Rocchetta S.p.A.? E come non si può non dirle anche grazie visto che non ci sono, purtroppo, alternative?

    2 – Sacrificio? Volontariato? Qualcuno ha idea di chi abbia mandato Moira Mariani a Dublino, Enrica Astolfi in Cina (dove sono stato pure io in vacanza pagata con i miei soldi perché in queste occasioni non sono previsti accompagnatori e c’è anche da augurarsi che non ti chiamano altrimenti significa che è successo qualcosa di brutto), Stefano Bianchi ad Atene e Fabio Scaramucci ad Anversa? E chi ci si è fatto bello e lo abbiamo pure ringraziato perché ci ha dato la possibilità di parlare di tutto ciò? (stessa situazione dell’Ente Giochi del le Porte a parte l’interlocutore da ringraziare, mi pare). Oppure nessuno dei frequentatori di tale blog sa nulla di tutto ciò? Il tutto senza nulla togliere ai volontari che girano intorno ai Giochi de le Porte, ovviamente: Il volontariato è sempre volontariato indipendentemente da dove e dal perché viene fatto.

    3 – Circa la sabbia e l’Ordinanza Martini, mi ricordo che il primo anno il Comune ha fatto la seguente scelta: Sborsare 15000 euro per la sabbia invece di 1500 euro per il secondo schermo gigante spendendo, quindi, 10 volte tanto nonostante le difficoltà economiche. Il risultato? Che i baristi rimasti scoperti a causa della mancanza del secondo schermo gigante hanno fatto una polemica infinita per la scelta fatta dal Comune e nessuno si è degnato di dire a tali baristi: Ma quanto siete tonti? Vi rendete conto che senza sabbia non si fanno i giochi a causa della neo uscita Ordinanza Martini? E senza i giochi, che ce fate con lo schermo gigante?

    4 – No, non ho partecipato a nessun evento culturale. Ho alcune persone a cui tengo particolarmente, gualdesi di origine o di importazione (passatemi il termine), che ogni tanto si esibiscono e alle quali ho detto di dirmelo che vado a vederle.

    5 – “L’operazione Sgarbi ai Giochi de le Porte”, per usare una frase da film di spionaggio, è stata proprio una grande operazione visto gli sviluppi interessanti che ha avuto per Gualdo Tardino. Purtroppo è una delle poche “operazioni intelligenti” che si sono fatte a Gualdo Tadino negli ultimi tempi. E la dobbiamo a gente che, per una volta, ha messo le sue capacità a servizio della città di Gualdo Tadino nel campo a loro più congeniale: I Giochi de le Porte. Magari avessi avuto anche io queste capacità nello sfruttare i risultati ottenuti con Moira Mariani, Enrica Astolfi, Stefano Bianchi e Fabio Scaramucci!!! Anzi, dirò di più, se le persone dell’operazione Sgarbi volessero mettere le loro competenze anche a servizio del mio piccolo operato, mio e di molte altre persone alcune delle quali coinvolte anche con i Giochi de le Porte, sono bene accette.

    6 – La prima volta che ho parlato in pubblico dei Giochi de le Porte è stato in questo post nel mio commento precedente e solo in questo commento ho detto quello che penso veramente di questa festa (la odio per chi non lo avesse capito!!!!) riconoscendone, però, anche gli effetti positivi per la città di Gualdo Tadino.

    7 – Purtroppo, anche se ciò sarebbe una bella cosa perché risolverebbe un sacco di problemi, Gualdo Tadino non può ruotare solo intorno ai Giochi de le Porte. Probabilmente può farlo Gubbio con i Ceri, visto che sono lo stemma della Regione Umbria, ma non Gualdo con i Giochi de le Porte. Almeno per il momento, visto che per il futuro non si può mai dire!!! Anche se la mia speranza della loro chiusura non la abbandono!!!

    8 – Come vado dicendo da tempo, rinnovo il mio invito a non essere più frammentati ma uniti sia perché l’unità rende un popolo forte e difficilmente assoggettabile mentre la frammentazione rende un popolo debole e facilmente assoggettabile, sia perché una bella idea è sempre una bella idea, indipendentemente da chi l’ha avuta, e va sfruttata dove può avere la migliore resa.

  11. Marcello scrive:

    Panem et circenses, pardon, “acqua & circenses”

  12. La gualdo peggiore scrive:

    Sono sicuro che se il buon Troni e compagnia se fossero stati alla guida dell’Ente e delle Porte avrebbero sicuramente rifiutato. Avrebbero detto no grazie!!! Avrebbero detto: “Cara Rocchetta Spa sono 25 anni che non date nulla alla città, i vostri soldi non ci servono”. Ne sono sicuro!!.
    Come sono sicuro che partecipino attivamente alla vita cittadina, magari nelle Porte stesse, magari, tra le parole “sacrificio e volontariato”! Sono sicuro che hanno partecipato a tutti gli eventi culturali dell’anno, compresa la nuova cerimonia del “bussolo” ad esempio…magari si sono accorti che per i vicoli di Gualdo per i Giochi non è più un farwest come negli anni ottanta/novanta, magari si sono pure accorti che i cortei sono a dir poco meravigliosi, magari si sono accorti di tutto questo….magari si sono pure accorti che l'”ordinanza Martini” impone di mettere sabbia sul percorso che non è “regalata”…magari si sono accorti che grazie a Sgarbi Gualdo è all’EXPO e che grazie ai Giochi Sgarbi venne qui (vi ricordate il giovane pittore con parentele Gualdesi Jacopo Scassellati??). Magari e dico magari si accorgessero che Gualdo è fatta anche di brave persone che ci mettono semplicemente l’anima per far bene alla festa ed alla città.
    Siete stucchevoli!

  13. MarioRossi scrive:

    Colombo scoprì l’America il 12 ottobre 1492 quindi sono passati 523 anni da quando gli indigeni scambiavano l’oro con i pezzetti di vetro colorato, a Gualdo si è fermato il tempo siamo rimasti a quel 1492 non accorgendosi che l’acqua vale più degli specchietti o vetrini colorati continuando a scambiarseli, abbiamo quello che ci meritiamo da trenta anni in qua, Amministrazioni prive di capacità e idee che non hanno tutelato e nemmeno incentivato il comparto produttivo provocando danni evidenti a tutti i livelli, quello occupazionale per primo.
    Però arriva l’elemosina per i giochi e tutto va bene, addirittura ci si augura che “il connubio tra la gualdesità dei Giochi e Rocchetta S.p.A. continui nel tempo con soddisfazioni reciproche”, contenti voi contenti tutti .

  14. Francesco Troni scrive:

    Analizziamo la situazione.

    Fontanelle restaurate da Rocchetta S.p.A.:
    Non credo sia un regalo che l’azienda abbia fatto alla comunità gualdese. Infatti, in base alle leggi che mi sono andato a leggere quando è uscita la richiesta dell’acqua Serrasanta da parte di Rocchetta S.p.A. e tute citate sulla stessa richiesta, tali fonatenelle pubbliche sono previste per legge. La cosa più facile e meno costosa della costruzione di nuove fontanelle è il mantenimento delle esistenti.

    Perché sponsorizza i Giochi de le Porte:
    Come dice il mio omonimo, anche io sono convinto che dietro questa cosa, come molte altre cose che non sto qui ad elencare, si cela la volontà di Rocchetta S.p.A. di comprarsi la comunità gualdese con le briciole degli utili che ricava dalla sua attività economica.
    Dal canto suo, l’Ente Giochi, visto il particolare momento socio-economico, non può fare altro che accettare e, ironia della sorte, ringraziare.

    Rocchetta S.p.A. e attuale società di calcio:
    Secondo me, anche qui vale lo stesso discorso fatto per i Giochi de le Porte. Solo che non gli è andata poi così bene come pensava visto che la società è rimasta scontenta di come Rocchetta S.p.A. l’ha sponsorizzata (almeno così mi è sembrato di capire leggendo qua e la).
    Forse questa insoddisfazione da parte della società di calcio è stata manifestata perché il presidente onorario ha attività che, da un punto di vista economico, sono paragonabili a quella di Rocchetta S.p.A. e che, quindi, può permettersi di dialogarci alla pari contrariamente al resto della comunità gualdese?

    Insipienza dei propri governanti ma, soprattutto, dei propri cittadini:
    A tale insipienza del gualdese medio, secondo me, ci vanno aggiunti interessi personali e/o di partito e manie di protagonismo.

  15. Marcello scrive:

    Siamo come gli Indiani di Colombo!!! 🙁

  16. Merlo 3 scrive:

    Quando tra pochi giorni la Rocchetta avra’ il via libera ai maggiori emungimenti che farai?

  17. Francesco scrive:

    La Rocchetta trae il proprio businnes -magari legittimamente- dallo sfruttamento di una risorsa bene comune rispetto alla quale ha chiesto il rinnovo delle concessioni in essere e l’acquisizione di altre nuove. Il Comune si è proposto -magari legittimamente- come interlocutore per avviare una “trattativa” con l’intento di “far inserire l’azienda nella città”. A parte che l’azienda, anche nella nuova veste, è da circa 25 anni in una città da cui ha preso molto e dato poco, è altamente inopportuno che associazioni del territorio accettino quelle che sono mance produttive derivanti dallo sfruttamento della suddetta risorsa bene comune in maniera autonoma e singola, al di fuori di un accordo generale. O l’erogazione verso i Giochi, magari quella quantitavamente maggiore tra una serie di contributi, rientra nel contesto di un accordo complessivo tra l’azienda e la collettività, oppure l’Ente si presta in maniera palese alla legittimazione del tentativo di Rocchetta di comprare l’acquiescenza sociale verso il proprio businness. Il tutto per perseguire miseri interessi di parte con l’elemosina degli utili derivanti dallo sfruttamento di una risorsa bene comune della stessa collettività!

    L’Ente Giochi de le Porte, così come è, non serve a nulla. A Gubbio l’accoppiata Stirati-Ancillotti porta il primo festival nazionale del Medioevo a cavallo tra i Giochi e San Francesco, da noi il duo Presciutti-Ponti organizza invece, nella migliore delle ipotesi, una fiera di Paese dovuta in gran parte ad un’iniziativa di una delle Porte! Dalla gestione Pieretti, che avrebbe dovuto innalzare il livello della festa, non è arrivato praticamente niente. Invece di accettarlo senza vergogna, l’Ente dovrebbe restituire cortesemente il finanziamento spiegando che, in attesa di un accordo complessivo, non si possono accettare le briciole degli utili dello sfruttamento di una risorsa bene comune. Ma il movimento dei Giochi de le Porte, non solo l’Ente, si è ridotto, per dirla con De Luca, ad un giro di “personaggetti” che cercano visibilità o semplicemente un passatempo.
    Da noi ci si accapiglia perchè le sfilate, invece che partire dai quartieri, muoveranno dai Giardini. A Gubbio si avviano iniziative culturali di rilevanza nazionale.
    Nessuna novità, l’ennesimo segnale di una ex cittadina fiorente che si spegne per insipienza. Dei propri governanti ma, soprattutto, dei propri cittadini.

I commenti sono chiusi.