Santarelli, Casimiri e Bottazzo

Santarelli, Casimiri e BottazzoNel sito internet BeWeB. Beni Ecclesiastici in web della CEI – Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto (consultabile all’URL https://beweb.chiesacattolica.it/), è riprodotto e schedato un bel piatto a lustro di Alfredo Santarelli realizzato nell’anno 1900.

Reca al centro, in grisaille, il ritratto ‘fotografico’ a mezzo busto di un uomo incorniciato da un festoncino di alloro. Tutt’attorno si sviluppa un misurato decoro a grottesche, scandito da quattro medaglioni: in quello superiore compare un putto alato che tiene in mano una ghirlanda, in quello inferiore una donna ignuda che suona la cetra, nei due laterali dei trofei musicali con cartelle su cui è scritto, rispettivamente, «GVALDO / TADINO // C. R.» e «RICORDO / 1900 // C. R.».

Il piatto ha un diametro di cm 35,2; sul retro di esso sono presenti due scritte, che ci permettono di appurare chi lo ha realizzato, chi l’ha voluto e a chi è stato donato.

La prima iscrizione recita testualmente: «Al Prof. Cav. Luigi Bottazzo / in segno di altissima stima e di affetto profondissimo / il Ch. Raffaele Casimiri / Gualdo Tadino – offre – 21 Giugno 1900».

La seconda iscrizione, posta al centro, consiste nella firma dell’autore: «Alfredo Santarelli / fece».

Si tratta, dunque, di uno dei primi lavori di Santarelli, che aveva fondato la sua manifattura da un anno appena. Nel contempo ci troviamo di fronte a un’opera voluta dal grande musicologo, compositore e organista Raffaele Casimiri (Gualdo Tadino, 1880 – Roma, 1943), in segno di stima e affetto nei confronti del suo maestro, l’organista e compositore Luigi Bottazzo (Presina di Piazzola, 1845 – Padova, 1924), ritratto per l’appunto al centro del piatto.

Così Daniele Amoni ci informa sull’incontro di questi due personaggi (Gualdo Tadino e i suoi figli naturali e acquisiti. Dizionario biografico dei Gualdesi, Città di Castello 2005, p. 94): «[Casimiri] incominciò ad apprendere i primi rudimenti di musica come autodidatta, esercitandosi nel tempo libero su un vecchio pianoforte, appassionandosi in composizione di musica sacra tanto che decise di rivolgersi per un parere sui primi mottetti composti a Luigi Bottazzo, maestro di cappella della cattedrale di Padova. Il talento che traspariva da quelle prime esperienze era talmente evidente che il Bottazzo lo volle a Padova dove, dopo gli studi in armonia, contrappunto, fuga e composizione, prese il diploma di organista».

Dunque una ceramica – il piatto in oggetto – di notevole interesse storico-artistico, che ci permette di coniugare i nomi di due illustri gualdesi a quello di un noto compositore padovano.

Ettore A. Sannipoli

Share
Questa voce è stata pubblicata in Ceramica e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Santarelli, Casimiri e Bottazzo

  1. mario becchetti scrive:

    E’ un reperto di storia patria molto importante, il comune di Gualdo Tadino dovrebbe acquisire e inserirlo nel museo della ceramica.

    • Ettore Sannipoli scrive:

      Nel sito internet Beweb, forse per motivi di sicurezza, non viene indicata l’ubicazione precisa del piatto, che comunque appartiene al patrimonio della diocesi di Padova e risulta schedato nell’inventario dei beni storici e artistici di quella diocesi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *