SCATTA L’OBBLIGO DEI BIOCARBURANTI

Contro lo smog e il caro prezzi, dal primo luglio 2006 i produttori di carburanti diesel e di benzina sono obbligati ad immettere al consumo biocarburanti di origine agricola in misura pari all’1%” che sarà incrementata di un punto per ogni anno, fino al 2010. Lo stabilisce la direttiva comunitaria n. 30 del 2003, attuata dalla legge nazionale n.81 dell’11 marzo 2006, che impone ai produttori di integrare progressivamente i loro carburanti con bioetanolo (prodotto dalla fermentazione di barbabietole da zucchero, mais e vinacce) e biodiesel (derivato dall’olio di colza o di girasole). Si comincia dal 1 luglio con un obbligo dell’1 per cento, per salire al 5 nel 2010, quasi in linea con la direttiva europea che prevede per l’Italia il 5,75 per cento.
La decorrenza del primo luglio significa che nell’arco dell’anno nei serbatoi di tutte le auto in circolazione in italia dovranno essere utilizzate complessivamente circa 400mila tonnellate di biocarburanti. Si tratta di biodiesel (250mila) e bioetanolo (150mila) ottenuti rispettivamente da coltivazioni agricole come colza, girasole e mais, sottoprodotti della lavorazione del vino e della barbabietola, in sostituzione dei normali combustibili derivati dal petrolio. Tutto questo, dopo la Commissione europea ha fatto un passo avanti nella procedura d’infrazione contro l’Italia sui biocarburanti ed ha avviato un procedimento legale sempre nei confronti del Governo italiano per la mancata presentazione del rapporto annuale sull’utilizzo di questa fonte energetica, atteso entro il primo luglio 2005. In particolare, Bruxelles ha inviato all’Italia un parere motivato accusandola di non avere giustificato in modo adeguato la sua decisione di fissare un obiettivo sui biocarburanti ad un livello ”notevolmente” più basso rispetto al valore di riferimento del 2% per il 2005 previsto dalla direttiva di settore. Numerosi i vantaggi ambientali legati all’uso di biocarburanti, sperimentati già in altri paesi europei (Svezia, Francia e Germania) e in Brasile, leader mondiale nella produzione ed esportazione di biocarburanti, che ha puntato su quello che è già stato definito “l’oro verde”, già dal 1975.
Rispetto al gasolio tradizionale il biodiesel annulla le emissioni di anidride carbonica, riduce quelle delle polveri sottili (pm10, mentre il bioetanolo dimezza le emissioni di benzene). Inoltre, l’uso di biocarburanti riduce la dipendenza dall’uso del petrolio, utilizzando le produzioni in eccedenza di determinate colture agricole (es. barbabietole da zucchero) o permettendo la riconversione di altre (es. tabacco).
A tal proposito la Coldiretti ricorda che per non vanificare i positivi effetti ambientali dei biocarburanti è indispensabile ottenerli con prodotti agricoli nazionali ‘a chilometri zero’ che non devono essere trasportati tra i diversi continenti per lunghe distanze con un conseguente consumo di combustibili fossili ed inquinamento atmosferico, come accadrebbe in caso di importazioni. Sempre secondo la Coldiretti, potenziando le coltivazioni dedicate alla produzione di biocarburanti (biodiesel e bioetanolo), utilizzando residui agricoli, forestali e dell’allevamento e installando pannelli solari nella aziende agricole è possibile arrivare a coprire entro il 2010 fino al 13% del fabbisogno energetico nazionale, risparmiare oltre 12 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti e ridurre le emissioni di anidride carbonica di origine fossile di 30 milioni di tonnellate. E nonostante quest’obiettivo sia lontano, sono sempre più numerose in Italia le esperienze positive, le curiosità e i progetti.
A Verzuolo (Cuneo) un impianto di teleriscaldamento, alimentato con gli scarti della lavorazione del legno, è sufficiente per il fabbisogno termico e l’acqua calda di trecento famiglie. A Città di Castello è in progetto la produzione di energia elettrica con la coltivazione di 3000 ettari a girasole per alimentare un impianto di 1 megawatt che funziona 220 giorni all’anno per 24 ore. A Padova la Camera di Commercio ha finanziato un progetto per la produzione di olio da coltivazioni di girasole da utilizzare per alimentare mezzi pubblici locali e per autoconsumo. A, Balestrate in provincia di Palermo, un agriturismo utilizza il grano come fonte energetica sostitutiva grazie alla disponibilità di tecnologie di avanguardia delle caldaie che permettono di usare il cereale come combustibile con un risparmio di costi stimato pari al 70 per cento.

Share
Questa voce è stata pubblicata in Ambiente. Contrassegna il permalink.