Scuola per l’infanzia: una nonna racconta

Scuola per l'infanzia: una nonna raccontaE’ il caldo pomeriggio di  venerdì 8 giugno 2017, i bambini della scuola per l’infanzia dell’Istituto Bambin Gesù sono tutti invitati con i genitori presso il grande giardino del complesso, per un’esibizione di fine anno con canzoncine in inglese e la fatidica consegna dei diplomi ai bimbi che passeranno alla prima elementare.

Ci immergiamo quindi in questo gioioso clima e ci lasciamo riportare indietro di parecchi anni, di quando questo giardino ci sembrava un posto magico e più immenso di quanto non sia, di quando si indossavano ancora i grembiulini bianchi con i fiocchi rosa per le bambine e blu per i maschietti. Ma qualcosa non è cambiato affatto da quei tempi lontani: la presenza vigile e felice della mitica Suor Maria Assunta, che per quasi 60 anni ha portato avanti la sua opera di educatrice infaticabilmente, trasmettendo a molte generazioni solidi e sani valori morali, una grande passione per la vita ed un grande amore per la famiglia. Neanche gli anni hanno intaccato la sua figura, il viso sempre fresco e gioioso, quasi che lo stare a contatto con l’infanzia le possa aver donato un elisir di duratura giovinezza.

I giochi continuano mentre le insegnanti si affaccendano agitate di qua e di là, fino a quando una di loro chiama a raccolta i bimbi con un altoparlante, intimando loro il silenzio. E allora…miracolo…quello che spesso i genitori non ottengono nemmeno con grida e minacce…in un attimo è realizzato: gli sciami di bimbi accorrono al piazzale convenuto e in un secondo sono tutti allineati per file a seconda dell’età, tutti con le mani dietro la schiena! E in silenzio, per giunta! E tutti a chiedersi: “Ma com’è possibile?” “Magia della scuola”, risponde la maestra Laura.

Parte la musica, la maestra Silvia, insegnante di lingua inglese, dirige allegramente il coretto; i bambini sono dolcissimi, cantano in inglese diverse canzoncine, facendo le dovute mossette con mani e piedi a seconda delle parole. Anche i bimbi della sezione ‘Coccinelle’, cioè quelli di tre anni, sono molto concentrati e collaborativi.

Finite le canzoncine, dopo il doveroso applauso ai piccoli cantanti poliglotti, sono rimasti davanti al pubblico solamente i bambini della sezione ‘Api’, cioè quelli dell’ultimo anno, per la consegna dei diplomi. A tutti è stato messo il classico tocco e consegnato il diplomino arrotolato con tanto di nastrino. Gli altri osservavano la cerimonia in ossequioso silenzio.

Alla fine di tutto  in un attimo i bambini si sono riattivati all’unisono, come se avessero ricevuto un input segreto e lo sciame è ripartito alla stessa velocità di prima, come se il gioco fosse stato solo immobilizzato, ma mai finito. Nel frattempo è iniziato anche l’andirivieni delle maestre che in men che non si dica hanno riempito i tavoli di ogni ben di Dio: insalate di riso, focacce farcite, bruschette, ciambelloni, cocomeri e bibite, mentre i papà avevano iniziato a cuocere salsicce, braciole e barbozza; in un attimo un delizioso profumo di carni arrostite si è diffuso nell’aria e la festa è continuata ancora di più all’insegna dell’allegria

Per tutto questo un grazie particolare: all’inossidabile Suor Maria Assunta, che non accusando il passare degli anni continua con forza, amore e creatività la sua missione di educatrice indiscussa; alle insegnanti Laura Gammaitoni e Letizia Burzacca per la sezione ‘Primavera’ (2 anni), Lisa Gaggia per la sezione ‘Coccinelle’ (3 anni), Valentina Smacchi per la sezione ‘Scoiattoli’ (4 anni), Orietta Anastasi, che con diligenza e dedizione si prendono cura dei nostri cuccioli; all’insegnante di lingua inglese Silvia Angelucci, che sa compiere piccoli miracoli laddove nessuno di noi se lo aspettava; ai rappresentanti dei genitori Emanuele Bellucci, Raffaella Vignoli ed Emanuela Lombardi, che si sono adoperati per l’organizzazione ed il successo di questa indimenticabile serata; ai genitori che hanno dato una valida mano alla realizzazione della cena; a tutti coloro che hanno partecipato, facendo della serata un successo.

Ed infine, perché no? Un grazie di cuore ai nostri piccoli, che si sono impegnati ogni giorno con grande serietà, ma grazie a loro soprattutto perché ogni tanto ci fanno ricordare che siamo stati bambini anche noi!

                                                                                                    una nonna

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