Sequestro Rocchetta, viste le illegittimità era un atto inevitabile

Altri Atti illegittimi: La Comunanza Agraria chiede il rinvio al TARSequestro Rocchetta, viste le illegittimità era un atto inevitabile

La scelta del Commissario aggiunto, risultato di un’occupazione illegittima dei terreni

Gualdo Tadino (PG), 10/01/2018 – La scelta del giudice Dr. Antonio Perinelli nasce dall’esposto del WWF per presunti illeciti riscontrati in Loc. Valle del Fonno- Rocchetta in Comune di Gualdo Tadino e dai documenti presentati dalla Comunanza dell’Appennino Gualdese, dalla Rocchetta S.P.A. e Comune di Gualdo Tadino come tentativo di conciliazione tra le parti.
Ritenendo la situazione inconciliabile, a causa delle ormai evidenti illegittimità che gravano sull’intera area da anni e degli ultimi atti prodotti dal Comune di Gualdo Tadino e della Regione Umbria, il giudice ha dovuto ordinare l’immediato sequestro dei terreni della concessione Rocchetta, in particolare di quelli relativi ai pozzi R1,R2, R3, R4 ed R5 ed alle condutture, con relativa segnalazione alla Corte dei Conti ed alla Autorità Nazionale Anticorruzione a causa dei profili di danni erariali ed il mancato rispetto delle procedure di evidenza pubblica.

Va sottolineato che tale atto è stato ritenuto dal giudice l’unico possibile al momento a causa di ciò che che per troppi anni è stato concesso nell’illegalità.
Pur condividendo le battaglie per la tutela e l’incremento dei posti di lavoro, la Comunanza dell’Appennino Gualdese ribadisce che queste non possono essere combattute in deroga alla legge che protegge e salvaguarda il bene dell’intera cittadinanza.

La tutela del territorio vista a breve termine può sembrare solo un “intralcio”, ma vista in un orizzonte più ampio, porterà sviluppo e benessere alla comunità tutta.

Rimaniamo profondamente amareggiati per questo esito, che avrebbe potuto essere diverso ascoltando i molti segnali dall’allarme lanciati in questi anni dalla Comunanza ed instaurando un vero dialogo paritario tra le parti.

Ci auguriamo che ciò che il giudice ha decretato non sia spunto per l’ennesimo attacco verso la Comunanza, che ha denunciato i reati perpetrati per anni a danno di tutti -più costruttivo sarebbe chiedere conto a chi i reati li commette o li permette- , ma sia invece il primo vero passo verso una risoluzione dell’intera vicenda, nel segno della legalità, della tutela della comunità e del territorio.

Comunanza Agraria Appennino gualdese

 

 

 

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