Si è chiusa con un altro pienone la seconda edizione di MusicaGiovane

Si è chiusa con un altro pienone la seconda edizione di MusicaGiovaneSi è chiusa nella serata del 26 aprile, alle ore 21, la seconda edizione della rassegna MusicaGiovane, svoltasi da lunedì scorso 22 aprile, per complessivi cinque spettacoli (più la replica di Soffiando nel vendo di Marco Bisciaio andata in scena la sera del 25) presso la chiesa di San Pellegrino che è stata un’autentica rivelazione: già conosciuta ed apprezzata per i suoi affreschi, si scopre ora un auditorium di eccezione, dotato di un’acustica che, a pubblico presente, permette di gustare la musica e le parole da ogni punto dell’edificio, senza riverberi o assorbimenti. L’altra rivelazione è che il binomio giovani – musica piace, visto che l’affluenza è stata davvero soddisfacente con circa 400 spettatori complessivi: un autentico bagno di folla nel primo e nell’ultimo spettacolo, un minimo di 40 spettatori nello spettacolo del 25 pomeriggio, un grande calore a sostenere i giovani musicisti che si sono esibiti: il bravissimo ed efficientissimo Danis Pagani (18 anni), nella prima del 22 aprile, che ha strappato cinque minuti di applausi; la violoncellista Lucia Fiorelli (13 anni) e sua sorella violinista Maria (15 anni), insieme ai due pianisti romani, Nancy Hou (16 anni), di origine cinese, e Lorenzo Cacciotti (19 anni); la elegante e quasi eterea pianista milanese Angelica Hope Roblin (18 anni), al suo primo vero e proprio concerto singolo (prova superata brillantemente, con tanti complimenti e tanto affetto da parte del pubblico); il vulcanico pianista forlivese Giuliano Tuccia (19 anni), già applaudito a lungo nella scorsa edizione, protagonista di un concerto di grande spessore tecnico, di un autentico trionfo e di un episodio memorabile: alla richiesta di bis del pubblico, infatti, ha eseguito al pianoforte l’Inno di Mameli, cantato coralmente dal pubblico presente, per celebrare a suo modo la giornata del 25 aprile. Tanti applausi anche per Marco Bisciaio che, nella serta del 25 aprile, ha replicato il suo Soffiando nel vento, accompagnato al pianoforte dal maestro Stefano Ruiz de Ballesteros, dalle coreografie della giovanissima Sofia Nati e supportato da Arte & Dintorni. E tanto calore e tanto affetto anche per i giovanissimi musicisti, quasi tutti allievi della scuola di musica di Gualdo Tadino, che si sono esibiti nella serata finale: Aurora Passeri (13 anni), dotata di una voce portentosa, e Lucrezia Depretis (9 anni), davvero promettente, entrambe allieve della classe di canto; i violinisti Christian Polischuck (9 anni), Ludovica Tini (11 anni), Laura Gioia (13 anni). Poi gli allievi di pianoforte: il piccolo Marco Gioia (11 anni) e Giorgia Natalini (14 anni). Infine, i due fratelli romani ma di origine gualdese, Giovanni Patara Pagliari (14 anni) e Francesca Patara Pagliari (16 anni). Ha dato forfait, invece, per influenza, loro cugina Valentina Pagliari (15 anni). “La chiesa di San Pellegrino” ha ribadito il parroco don Luigi Merli, al termine della presentazione “è un luogo di grande bellezza, destinato a far elevare lo spirito e tutte le attività, come la musica o il teatro, che si basano proprio sul senso estetico e sulla bellezza, sono le benvenute”. E a don Luigi Merli e a tutti i Maggiaioli di San Pellegrino, che hanno collaborato in maniera continua ed entusiasta alla riuscita di questo lungo evento, l’organizzazione ha rivolto i suoi più sentiti ringraziamenti e un arrivederci a future occasioni di incontro e di collaborazione. Ma ora, con il termine della rassegna MusicaGiovane, che era inserita nel programma del Maggio di San Pellegrino, partono gli eventi della vera e propria festa, che avrà inizio sabato 27 aprile e culminerà nella notte fra il 30 aprile e il 1° maggio con la spettacolare 1015a alzata dell’altissimo pioppo.

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1 risposta a Si è chiusa con un altro pienone la seconda edizione di MusicaGiovane

  1. enrico finetti scrive:

    Complimenti agli organizzatori che hanno tracciato la strada da seguire per far rivivere Gualdo e le frazioni. Come dire, oltre la barbozza c’è di più, anche se a certi politicanti dà fastidio, poiché si aprono le menti e la cultura fa rima con paura……………..

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