Ufficio del Giudice di Pace

Incontro dei sindaci di Gualdo Tadino, Massimiliano Presciutti, Fossato di Vico, Monia Ferracchiato, e Sigillo, Riccardo Coletti, sulla questione del mantenimento dell’Ufficio del Giudice di Pace.
Incontro programmato da tempo dal quale è emersa la volontà degli amministratori di porre un nuovo quesito al Ministero della Giustizia per valutare diversi accorpamenti territoriali. Infatti, dall’incontro e da un colloquio avuto con il sindaco di Gubbio, Filippo Stirati, è emerso che anche in quella città si stanno valutando i costi del mantenimento dell’Ufficio del Giudice di Pace per cui non sono state attivate le pratiche in scadenza al 30 giugno.
L’obiettivo delle Amministrazioni comunali è quello di un mantenimento del servizio nel territorio ma con un occhio attento ai costi, considerato che – anche nel corso dell’incontro di lunedì sera – è emerso che il costo a carico dei tre Comuni per il mantenimento dell’Ufficio del Giudice di Pace sarebbe comunque superiore ai 60mila euro. Tutto questo anche alla luce dei dati delle sentenze che hanno visto nel 2012 55 nuove iscrizioni e 73 pendenze, nel 2013 60 nuove iscrizioni e 93 pendenze complessive per il penale, 87 nuove iscrizioni nel 2012 e 91 pendenze per il civile che nel 2013 ha visto 110 nuove iscrizioni e 118 pendenti. Le sentenze emesse sono state nel 2012 35 penali e 50 civili, mentre nel 2013 sono state 38 le sentenze penali e 80 quelle civili.
“C’è massima attenzione su questa questione, cercando di mantenere il servizio nel territorio ma a costi sostenibili per le Amministrazioni comunali coinvolte – ha sottolineato il sindaco Massimiliano Presciutti.
L’incontro tra sindaci è servito anche a concordare una nota – sottoscritta oltre che dai sindaci presenti anche dai primi cittadini di Costacciaro Andrea Capponi e Scheggia Pascelupo Fabio Vergari – con la quale viene chiesto al Presidente dell’Ati 1, Luciano Barchetta, di rinviare la riunione programmata per lunedì 28 luglio del tema dei rifiuti e più in particolare del funzionamento dell’Ati 1. Infatti – come viene sottolineato nella lettera dei sindaci – il documento proposto “segnerà le sorti del nostro territorio per lungo tempo” e occorre, soprattutto per le amministrazioni neo elette, predisporre i necessari approfondimenti.
“Inoltre – si legge nella lettera – questo territorio ha alle spalle l’esperienza di Umbra Acque della quale i cittadini non sono assolutamente soddisfatti, sarebbe opportuno informarli di quello che accadrà con l’Ati 1 per sfatare alcuni “miti” che si sono creati tra la popolazione e per renderla partecipe delle scelte che l’amministrazione è chiamata ad adottare”.
“Si vuole quindi impedire che vengano scaricati sui cittadini costi che potrebbero essere evitati – hanno concluso i sindaci chiedendo il rinvio dell’incontro.

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