Un piatto col «Lamento per Icaro» di Ettore A. Sannipoli

Cooperativa Ceramisti, Gualdo Tadino, piatto con il Lamento per Icaro (da H.J. Draper), s.d., maiolica dipinta in blu e a lustri metallici, diam. 45,1 cm. Gubbio, collezione privata.

Un piatto col «Lamento per Icaro» Ettore A. Sannipoli
Ricordo che questo bel piatto [Fig. 1] fu esposto in una mostra allestita a Perugia quindici anni fa (Opere in mostra a Palazzo Baldeschi, 20 dicembre 2003 – 11 gennaio 2004) e riprodotto nel relativo catalogo con una didascalia, a dire il vero, non molto chiara («Piatto raffigurante soggetto mitologico / Anno 1900 / diam cm 45 / Gualdo (Cooperativa Ceramisti), 1934 (collezione privata)».1

Verso del piatto in Fig. 1.

Si tratta di una maiolica dipinta in blu e a lustri metallici, indubitabilmente riferibile all’attività della «Cooperativa di produzione tra ceramisti» di Gualdo Tadino, fondata nel 1907,2 come certifica il marchio presente sul verso, con le due «C» tracciate una all’interno dell’altra, circondate da uno ‘splendore’ raggiato e con la scritta «GVALDO ∙ TADINO ∙ (PERVGIA)» posta in calce [Fig. 2]. Il tagliere, estremamente piatto e provvisto di piede ad anello, misura con esattezza 45,1 cm di diametro ed è conservato in una collezione privata di Gubbio.

Ciò che rende singolare questo lavoro è senza dubbio la scena figurata a piena superficie sul suo recto, la quale non risulta ispirata ai consueti modelli del classicismo otto-novecentesco, rivelandosi pertanto insolita nel panorama della ceramica storicistica di Gualdo Tadino, propensa a divulgare soggetti mitologici o storici tratti da immagini di repertorio quali le stampe di Bartolomeo Pinelli (Roma, 1781-1835) ma tuttavia aperta, talvolta, ad assumere modelli moderni sul tipo di quelli d’ambito preraffaellita, simbolista o decadentista.

Herbert James Draper, The Lament for Icarus, 1898, olio su tela, 183 x 156 cm. Londra, Tate Gallery.

È nel ristretto alveo di quest’ultimo corso di riferimenti iconografici che si inserisce a pieno titolo il soggetto visibile sul nostro piatto, che rappresenta un episodio mitologico molto particolare, vale a dire il Lamento di Icaro. The Lament for Icarus [Fig. 3] è un celebre dipinto del pittore inglese Herbert James Draper (Londra, 1863-1920),3 che lo realizzò nel 1898 e gli valse una medaglia d’oro all’Esposizione Universale di Parigi del 1900. La tela di Draper conferisce estrema dignità alla figura di Icaro. «Il giovane è raffigurato disteso su uno scoglio, avvolto in un sudario e accolto dalle sirene. Nonostante la rovinosa caduta del personaggio, il suo corpo è intatto, come se, sorpreso da un improvviso cedimento delle forze fisiche, si fosse addormentato sullo scoglio». «Il paesaggio si colora di tinte scure, tonalità di porpora e ocra circondano l’accaduto, e accompagnano le sfumature delle piume, annerite per le bruciature. Il fisico bruno e incorrotto del giovane suggerisce come Draper abbia voluto risarcire l’ambizione di Icaro, concedendogli di mantenere le sue migliori sembianze. Le sirene intonano un lamento per il defunto, una di loro impugna una lira, le altre lo accerchiano e lo sostengono dalle braccia. La carnagione dei personaggi femminili è chiarissima in contrasto con la patina bronzea che distingue il protagonista». «Sullo sfondo i raggi del sole illuminano la scogliera; la striscia di luce rappresenta l’agente imperscrutabile che ha determinato la fine del giovane, esso racchiude in sé la presenza di una volontà sconosciuta e inviolabile. Le barriere da vincere si palesano insuperabili un istante prima della sconfitta; tentando di assecondare la propria curiosità, Icaro non fa altro che procedere verso l’emancipazione umana, liberandosi dalle incertezze e dai timori sterili dell’ignoranza».4

Il pittore della Cooperativa Ceramisti ha riprodotto con piccole varianti il soggetto di Herbert Draper, adeguandolo al formato circolare e alla tavolozza peculiare delle maioliche a lustro di Gualdo Tadino. Permettendo così di divulgare, con questo piatto, un’opera tipica della pittura simbolista e del movimento decadentista del tardo Ottocento.


1 Opere in mostra a Palazzo Baldeschi, Perugia 2003, p. 10.

2 D. Amoni, L’arte ceramica a Gualdo Tadino dal XIV al XXI secolo, Perugia 2001, pp. 161-174.

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2 risposte a Un piatto col «Lamento per Icaro» di Ettore A. Sannipoli

  1. massimiliano Barberini scrive:

    Ettore : grazie come sempre delle tue splendide spiegazioni,dettagliate e illuminanti sulla ricchezza passata della produzione ceramica gualdese.

    • Ettore Sannipoli scrive:

      Grazie Massimiliano, il tuo apprezzamento è molto gradito.
      Colgo l’occasione per segnalare un piccolo refuso, di cui non mi ero accorto: nel testo ho scritto «Lamento di Icaro» invece che «Lamento per Icaro».

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