USI CIVI E COMUNANZA AGRARIA, PATRIMONIO COLLETTIVO DEI GUALDESI

COMUNANZA ed USI CIVICI, Patrimonio collettivo. Acqua e Cave: la Rivoluzione è Iniziata!
Il lavoro del Comitato promotore del ripristino della Comunanza Agraria Appennino Gualdese si è fatto molto serrato in questi ultimi due mesi anche in previsione del prossimo e speriamo decisivo incontro con la Regione e L’amministrazione Comunale che avverrà il 19 Marzo 2012.
Lo studio approfondito dei documenti ha portato una conferma assolutamente sconcertante, ma allo stesso tempo carica di speranze per il futuro della nostra città: la “soppressione” illegittima dell’Ente ha determinato non solo il degrado della Montagna, ma il via libera ad un “saccheggio” continuo del nostro territorio.
I fatti più eclatanti vanno dall’acqua alle cave. Il saccheggio si configura non solo nel pesante sfruttamento delle risorse stesse, ma nella assenza di ricadute che la legge prevede quando ad essere interessati sono territori soggetti all’uso civico! Questa è la vera rivoluzione che, dapprima con un iniziale gruppo di gualdesi, identificato come Comitato Promotore, poi sempre con un numero più crescente sta arrivando in città. L’assenza della Comunanza, come pure l’Amministrazione Comunale negli ultimi 30 anni dei beni ad uso civico tutta da valutare nella sua legittimità, ha permesso un oculato sfruttamento delle sue risorse e un’ingente flusso di denaro che DOVEVA, per legge, rimanere nelle tasche dei gualdesi non è stato mai incamerato.
Con l’accurata ricerca la vertenza per il rinnovo dello storico Ente Appennino Gualdese ha ben presto interessato tutta la questione usi civici ed i fatti dimostrano che gli usi civici a Gualdo Tadino, per oltre 2450 ettari, gravano non su proprietà comunale, ma su una magnifica proprietà collettiva, cioè della popolazione residente!
Stando ai documenti tutti i gualdesi residenti sono proprietari delle suddette terre ed esercitano su di loro il diritto di uso civico, con il vincolo del mantenimento per le generazioni future. Oltre allo splendido esempio di Bene Comune, stando ad i dati, questa nostra è una tra le Proprietà Collettive più grandi d’Italia.

La proprietà si spinge fino a ricomprendere, in particolare, la zona della concessione Rocchetta e quella di Vaglie e Bombetta, dove dovrebbe essere in corso un processo estrattivo di riambientamento. Su questo ultimo fronte abbiamo già iniziato: corredata di una cospicua raccolta di firme di gualdesi è partito il primo provvedimento in Regione di richiesta di ANNULLMENTO dell’affrancazione di 5 ettari di terreno ad uso civico e di Sospensione dei successivi atti amministrativi. I presupposti? Due. Primo: l’affrancazione è un procedimento che elimina il vincolo dell’uso civico da un terreno e lo rende tra l’altro divisibile e vendibile, a noi ad oggi risulta che la proprietà di quelle zone non è del Comune e che di conseguenza l’atto è nullo. Due: la legge prevede che quando il Comune amministra proprietà collettive per ogni decisione deve essere indetta un Assemblea degli utenti Gualdesi ed a noi, anche questa, non risulta!

Siamo soltanto all’inizio. Aspettiamo ora la finale decisione della Regione e l’incontro del 19 Marzo.

Il quanto meno lacunoso lavoro svolto dalle nostre Amministrazioni in questi ultimi 40 anni fino ai giorni nostri ha prodotto un grave danno sia ambientale che economico continuando ad insistere su un modello gestionale del patrimonio ambientale gualdese spesso illegittimo e lontano dai suoi veri interessi di salvaguardia e sua valorizzazione, distruggendo ed annullando ciò che i gualdesi avevano saputo costruirsi con orgoglio e sacrificio. La zona rocchetta ne è un esempio, come lo è ciò che rimane della vallata Facundina, la più storica e prestigiosa vallata di tutto l’appennino gualdese.

Presto il Comitato promotore attiverà un sito ed organizzerà un Convegno con esperti del settore e legali che potranno rispondere a tutti i quesiti.

Il riscatto dei gualdesi è iniziato. FORZA!

Il Comitato Promotore

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