Usi civici: Passi in avanti nella conciliazione

Usi civici: Passi in avanti nella conciliazioneContinuano ad essere alimentate le polemiche sul cosiddetto “progetto Rocchetta” ma, nel frattempo, si stanno facendo dei passi in avanti verso la conciliazione, per lo meno sul passato. La conciliazione riguarda, ovviamente, i terreni soggetti ad uso civico e le strutture che vi sono.

Come si ricorderà ha accettato di assumersi l’onere di conciliare tra le parti in causa il Commissario per gli usi civici della Toscana Umbria e Lazio dott. Pietro Catalani, lo stesso che ha riconosciuto alla Comunanza Agraria la titolarità dei terreno montani soggetti ad uso civico. Il tentativo di trovare un accordo tra le parti (sostanzialmente la conciliazione riguarda questo tema) vede in campo tre soggetti: il comune di Gualdo Tadino, la Comunanza Agraria Appennino Gualdese e l’azienda Rocchetta.

Il Comune e la Comunanza devono accordarsi sul passaggio di consegne dei 2.500 ettari di terreni che dal marzo 2016 hanno cambiato gestore per gli usi civici. Ci sono da sistemare confini, ci sono strutture (come i rifugi montani, i campi da tennis di San Guido) che nel frattempo hanno richiesto interventi di ristrutturazione con investimenti di soldi pubblici e sono stati dati in gestione. L’ultima udienza c’è stata il 22 giugno e, da quanto ci dicono, tutto sta procedendo bene senza intoppi e quindi in pieno accordo tra Comune e Comunanza.

L’altra conciliazione riguarda i terreni sui cui insistono alcune strutture dell’azienda Rocchetta come i pozzi (dall’R1 all’R5, sull’R6 c’è qualche dubbio) e l’acquedotto che trasporta l’acqua dal Pian della Croce (quello devastato dall’alluvione). Per questi terreni i soggetti chiamati a conciliare sono tre: oltre al Comune ed alla Comunanza, infatti, c’è anche l’azienda Rocchetta, presenti con suoi rappresentanti nell’udienza del 22.

Tutte le parti, a quanto ci è stato riferito, hanno accettato l’intervento conciliatore del giudice Catalani e sono state invitate ad una nuova udienza fissata per il 22 luglio nella quale ognuna dovrà portare i documenti in suo possesso inerenti l’oggetto da conciliare. Il giudice tratterrà in giudizio i documenti, li studierà e quindi, sulla base degli stessi, farà le sue valutazioni.

Questa conciliazione riguarderà, ovviamente, esclusivamente il passato, ma non sarebbe una cosa da poco. Sistemare tutte le questioni pregresse significherebbe un bel passo in avanti. Per il futuro, invece, se non ci saranno passi in avanti nei tentativi di trovare un accordo, bisognerà attendere la sentenza del Tar attesa per il 21 novembre.

Riccardo Serroni

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