Valle della Rocchetta: analisi e considerazioni

Valle della Rocchetta: analisi e considerazioni Nel ricorso depositato dalla Comunanza Agraria dell’Appennino Gualdese contro la Regione Umbria e nei confronti del Comune di Gualdo Tadino e della Rocchetta SPA, emergono degli aspetti che meritano di essere sottolineati e valutati.

1

La società Rocchetta non ha mai pagato alcun indennizzo al Comune per la compressione dei diritti di uso civico, come legge prescrive. Mai. Nessuno se n’era accorto.

2

Dalla sua ricostituzione, l’ente gestore dei terreni ad uso civico a Gualdo Tadino è tornato ad essere la Comunanza. E se n’è accorta. L’ha fatto presente in Regione, e questa è stata la diretta conseguenza:
“ In data 18.11.2015 è stata trasmessa alla Comunanza Agraria la Determinazione Dirigenziale n. 8399 del 12.11.2015 della Direzione Regionale avente ad oggetto: “Bacino imbrifero, denominato “Rocchetta” in comune di Gualdo Tadino. Calcolo delle indennità spettanti per la compressione dei diritti di uso civico”.
Con tale atto, partendo dall’errato presupposto della sussistenza del mutamento di destinazione d’uso delle aree di concessione, l’Amministrazione regionale ha stabilito che la Società Rocchetta dovrebbe versare un importo di Euro 26.189,52 annuali in favore della Comunanza, quale indennità per la compressione dei diritti di uso civico.
Ecco, la Comunanza chiede l’annullamento di questa determina.
In pratica, si oppone e rifiuta l’indennità. Non è una questione di soldi, è una questione di legalità e salvaguardia dell’ambiente.

3

“Gli atti amministrativi che hanno condotto al rilascio della concessione mineraria per la
captazione “Acqua Rocchetta” e delle successive proroghe sono radicalmente nulli o comunque annullabili, in quanto mancanti del presupposto indefettibile del cambio di destinazione d’uso dei terreni sui quali insiste la stessa concessione“

ed ancora

“ Risulta implicitamente confermata l’assenza di autorizzazione al mutamento di destinazione d’uso anche con riferimento alla realizzazione dei pozzi: appare dunque evidente che anche i provvedimenti concessori di edificare, rilasciati dal Comune di Gualdo Tadino, sono radicalmente nulli per mancanza di un presupposto essenziale. Anche alla luce di quanto precede, trova dunque definitiva conferma la tesi della mancata attivazione della procedura finalizzata al mutamento di destinazione d’uso delle aree in questione, ivi comprese quelle su cui insistono i pozzi. “

In soldoni, se quanto scritto nel ricorso fosse confermato, sarebbe illegittima l’intera concessione Rocchetta ed illegittime le concessioni edilizie di ogni singolo pozzo scavato nella Valle della Rocchetta.

L’unica richiesta di cambio di destinazione d’uso su quei terreni, relativa ai 1893 mq per le tubazioni, risulterebbe tra l’altro nulla perché incompleta.

4

Il Consiglio di Stato a più riprese ha gia precisato che “La deroga all’utilizzazione del terreno, non può risolversi nella perdita dei benefici, anche solo di carattere ambientale, per la generalità degli abitanti, unicamente per costituire un vantaggio a favore dei privati”

La Corte Costituzionale, nella sentenza 310 del 27 luglio 2006, ha inoltre dichiarato l’illegittimità costituzionale di una norma di legge della Regione Calabria laddove prevedeva che i beni immobili soggetti ad uso civico potessero essere sgravati anche solo con atto dell’ente locale nel caso di realizzazione di opera pubblica o di pubblico interesse.

(Figurarsi per opere di un privato che ne vuole lucrare…)

– – – – – –

Non credo ci sia bisogno di sottolineare la gravità delle accuse che vengono mosse da questo ricorso, né le conseguenze che ne deriveranno nel caso venisse accolto.

Perché si è arrivati a questo punto? Come?
C’è una storia che credo valga la pena raccontare.

Meno di dieci anni fa, una multinazionale chiese di scavare un pozzo per l’imbottigliamento dell’acqua minerale.
Lo volle fare su un terreno gravato da uso civico, senza un serio studio di bacino, promettendo posti di lavoro e snodi ferroviari. Ottenne dalla Regione una concessione trentennale, a cui in molti si opposero fino al Consiglio di Stato.

Suona familiare, eh?

La ditta si chiamava Idrea, il posto Boschetto, il luogo scelto per scavare il pozzo “Abbutinato”.

Ecco, sostituite ora Idrea con “Rocchetta”, Boschetto con “Gualdo Tadino”, e l’Abbutinato con la “Valle della Rocchetta”… ed avrete la stessa identica storia, che si ripete. Ancora.
C’avevano già provato.

Sapete come andò a finire, a Boschetto? Il Consiglio di Stato, riassumendo, sentenziò cosi:

“STATE SCHERZANDO, VERO?”

  1. “Il provvedimento si basa su elementi di fatto incompleti e fuorvianti e su indagini
    idrogeologiche e geologiche non sufficientemente approfondite”
  2. “Vi è contraddittorietà, perplessità e difetto di motivazione. Infatti, il rilascio della concessione era stato sempre subordinato alla dimostrazione dell’indipendenza della risorsa acqua minerale dalle sorgenti destinate al consumo umano, indipendenza che le stesse conclusioni dell’ARPA hanno invece escluso”
  3. “Non vengono rispettate le “Linee guida transitorie per la ricerca ed utilizzo di acque sotterranee”, né viene tenuto conto delle “condizioni minimali” né del “Deflusso minimo vitale”
  4. “Occorre considerare che dei 45 milioni di Euro del piano d’interventi, 30 milioni sono destinati alla pubblicità, 2 milioni alla bretella ferroviaria, 9 milioni alle realizzazione di due nuove linee di imbottigliamento, 2,5 milioni ai lavori minerari (di cui solo 450.000 Euro per interventi sulla qualità delle acque).
    Pertanto, l’impatto positivo per l’economia della regione deve essere assai ridimensionato rispetto alle prospettazioni aziendali, e comunque si presenta inadeguato al valore della risorsa pubblica concessa.
    Anche la creazione di 40 posti di lavoro (Tra cui 20 indiretti, compresi i trasportatori) comporta livelli occupazionali proporzionalmente assai più bassi di quelli assicurati nella Regione dagli altri operatori del settore, e comunque appare inadeguata rispetto al valore della risorsa pubblica.
  5. “Risulta inoltre che IDREA abbia un capitale sociale di poco più di 50.000 Euro, e che ROCCHETTA SPA ed IDREA siano controllate da una società di diritto spagnolo”
  6. “Infine, appare illogica ed immotivata la durata di vent’anni assegnata alla concessione”

Caso chiuso.
Ecco come finì la storia, nel 2009.
Oggi tutto si ripete, a pochi chilometri ed anni di distanza.

Nella nostra, di storia, di nuovo non abbiamo voluto realizzare uno studio di bacino serio, di nuovo sappiamo che i pozzi nella Valle della Rocchetta e la nostra distribuzione idropotabile sono interconnessi, di nuovo da un piano di investimenti sulla carta milionario alla comunità ed al territorio arrivano solo briciole, di nuovo accettiamo un’elemosina di posti di lavoro ed una durata venticinquennale di concessione.

Anzi, in realtà la nostra storia è ben più grave.

  • Eravamo a conoscenza dei precedenti, i nostri amministratori dimostrano quindi
    comportamenti recidivi.
  • I pozzi nella valle sono gia stati scavati (legittimamente?)
  • I posti di lavoro promessi sono ancora meno di 40, e l’acqua prelevata ancora di più.
  • Il bilancio di Rocchetta SPA, come sottolinea in un’interessante intervento in Consiglio
    Regionale il consigliere del M5S Liberati, ammonta a poco più di 100.000 Euro. (Come
    potrebbe risarcire eventuali danni provocati?)
  • Abbiamo regalato una concessione ancora più lunga, venticinquennale.
  • La comunità tutta non è mai stata indennizzata per la compressione dei propri diritti sui suoi territori, sono stati eseguiti dei pozzi di dubbia legittimità e mai seriamente monitorati, le responsabilità della frana che ha distrutto la Valle della Rocchetta mai accertate.

Quello che più infastidisce in tutta questa vicenda, è che sarebbe bastato leggere una benedetta sentenza del Consiglio di Stato, per sapere esattamente come agire. Cosa fare e cosa NON fare.

Non c’era nulla da improvvisare o da inventare, sarebbe bastato avere l’umiltà di mettersi tutti a tavolino…e leggere!

Si è scelta invece la strada della contrapposizione, delle vie legali. Pur sapendo come andrà a finire, visti i precedenti.
Si dovranno sfruttare ancora tante risorse per difendere una comunità ed un territorio, anziché poterle investire per costruire qualcosa di magnifico, insieme.

Dietro tutta questa storia ci sono precise volontà e responsabilità politiche ed individuali, e quando tutta questa faccenda finirà, sarà d’obbligo ricordarsene. Nomi, cognomi e partiti.
Chi ha operato e voluto e chi ha lasciato fare, chi s’è dimenticato l’opposizione, chi si è pietosamente astenuto.
Perché non era una questione di pareri, idee od opportunità. E’ una questione di rispetto e legalità.

Sarebbe bastato leggere.

P.S.

L’ex ristorante, se nessuno si opporrà all’attuale progetto, verrà abbattuto.
La fonte storica della Rocchetta è ad oggi, a tutti gli effetti, uno dei pozzi di prelievo della ROCCHETTA SPA.
Come tale, deve essere soggetto alle delimitazioni e alle zone di tutela.

Di conseguenza, un’altra piccolezza riguardo la Fonte stava passando in silenzio, ed è stata portata alla luce dal M5S Gualdese a gennaio: è l’articolo 4 della nuova convenzione Comune-Rocchetta:

I giorni, l’orario, la quantità massima pro-capite prelevabile, i contenitori utilizzabili e l’obbligo del loro risciacquo sono disciplinati dal Comune di Gualdo Tadino di concerto con la società concessionaria e portati a conoscenza degli abitanti mediante apposite affissioni nei pressi del fontanile”

Tradotto: Caro Gualdese, d’ora in poi l’acqua alla fonte della Rocchetta la prendi quando lo dico io, come lo dico io, quanta ne dico io.

Andrà a finire che dovremo anche ringraziare.

Filippo Cappellini

Share
Questa voce è stata pubblicata in Ceramica e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

43 risposte a Valle della Rocchetta: analisi e considerazioni

  1. warriors scrive:

    Vorrei ricordare, con particolare mestizia, che oggi scadono i termini per il ricorso contro la delibera regionale della proroga concessione Rocchetta e non c’è nessuna “puzza” nell’aria….Anche VOI 4 scalzagatti della Comunanza Agraria vi Siete “ACCOMODATI” e “ARRESI”…….. Che delusione!!!!!!!….. E pensare che molti di noi poveri cojoni Gualdesi avevamo riposto in Voi gli ultimi granelli di speranza e fiducia….Ormai non ci resta che constatare la vittoria della ILLEGALITÀ sulla LEGALITÀ, senza colpo ferire!!!!!! Quante lacrime amare…..Se penso al passato dove i nostri padri erano uniti e lottavano insieme per ideali comuni e palese senso di giustizia. Non avrebbero mai permesso, in alcun modo, che i loro diritti e beni comuni, venissero saccheggiati da degli USURPATORI DI FUORI con la complicità di POLITICANTI NOSTRANI!!!!!

  2. Mario Rossi scrive:

    Sig. Riccardo,
    il Sindaco Pinacoli prefigurava un turismo enorme per la nostra Città visto l’effetto dell’apposizione del nome di Gualdo Tadino sui milioni di bottiglie vendute, mi sembra che gli effetti auspicati non ci siano stati.
    Se non sbaglio chi imbottiglia doveva costruire anche le terme, Lei le ha viste?
    con quello che ci viene prelevato dai nostri monti dovrebbero fare uno spot al giorno sulle reti nazionali per promuovere la nostra Città, ricostruire come l’hanno trovata la sorgente, la vasca, la strada e tutto il resto.
    Poi possono anche togliersi dagli “orpelli riproduttivi”, non sentiremo la loro mancanza.

  3. Francesco Troni scrive:

    Cari Riccardo e Danilo Remigi, come già fatto sul ripristino dell’area alluvionata, mi permetto di entrare nuovamente a gamba tesa sull’indicazione di GUALDO TADINO nelle etichette dell’acqua imbottigliata in generale.

    Per quanto riguarda le INDICAZIONI MINIME ED OBBLIGATORIE da riportare sulle etichette, queste sono disciplinate dalle norme sulla commercializzazione dei prodotti destinati al consumo umano solidi o liquidi che siano; cosa, tra l’altro, da me già detta qui su Allegra Combriccola in un commento all’articolo “I Gruppi di Maggioranza sulla “Questione Rocchetta”” dove Simona aveva detto che la scritta “GUALDO TADINO” era spartita dall’etichetta della Brio Blu.
    Quindi NESSUNO, e con nessuno intendo Regione dell’Umbria, Comune di Gualdo Tadino, Comunanza Agraria dell’Appennino Gualdese e chi più ne ha più ne metta, può andare a sindacare sulle INDICAZIONI MINIME ED OBBLIGATORIE da riportare in etichetta.

    Con particolare riferimento alla scritta “GUALDO TADINO” sull’etichetta, credo che questa sia una delle INDICAZIONI MINIME ED OBBLIGATORIE da riportare in etichetta in base ai seguenti esposti di legge:
    1 – D. Lgs. 176/2011, articolo 12, comma 1 lettera b), dove si parla di luogo di utilizzazione;
    2 – D. Lgs. 176/2011, articolo 12, comma 3 lettera b), dove si parla sia di disegnazione commerciale, sia di luogo di utilizzazione, sia delle dimensioni dei caratteri utilizzati per l’indicazione del luogo di utilizzazione;
    3 – D. Lgs. 176/2011, articolo 12, comma 3 lettera c), dove si dice che non deve esserci nessuna ambiguità sul luogo di utilizzazione;
    4 – D. Lgs. 176/2011, articolo 26, comma 1 lettera a), dove si dice che deve essere presente sia il nome della sorgente sia quello del luogo di utilizzazione;
    5 – D. Lgs. 176/2011, articolo 26, comma 2 lettera b), dove si parla sia di disegnazione commerciale, sia di luogo di utilizzazione, sia delle dimensioni dei caratteri utilizzati per l’indicazione del luogo di utilizzazione;
    6 – D. Lgs. 176/2011, articolo 26, comma 2 lettera c), dove si dice che non deve esserci nessuna ambiguità sul luogo di utilizzazione;
    7 – Direttiva CEE/CEEA/CE 18/06/2009 n° 54, articolo 7, comma 2, lettera b), dove si parla di luogo di utilizzazione;
    8 – Direttiva CEE/CEEA/CE 18/06/2009 n° 54, articolo 8, comma 3, dove si parla sia di disegnazione commerciale, sia di luogo di utilizzazione, sia delle dimensioni dei caratteri utilizzati per l’indicazione del luogo di utilizzazione.

    Per quanto riguarda gli spot pubblicitari, credo che sia tutta un’altra storia e che si possa fare qualche richiesta in merito.
    Ecco cosa chiederei io: Che tutti gli spot pubblicitari vengano girati esclusivamente all’interno del Comune di Gualdo Tadino in luoghi riconducibili alla città e facilmente riconoscibili.
    Circa i testimonial …, chi troppo vuole nulla stringe!!!; comunque si può pensare a qualche personalità Gualdese nota un po’ ovunque nel mondo.

    Per quanto riguarda il treno, o aereo a reazione che sia, perso da Gualdo Tadino, già mi sono espresso in merito qui su Allegra Combriccola il mio post “Considerazioni sul progetto di recupero dell’area Rocchetta” all’interno della sezione “considerazioni sciocche” che, a quanto sembra, tanto sciocche poi non sono visto che ogni tanto una di queste viene ritirata fuori da qualcun altro che non sono io (cercate su tale articolo “ruota della fortuna”).
    Per chi non vuole cercarlo, eccone il riassunto: Rocchetta S.p.A. per la città di Gualdo Tadino non ha rappresentato mai neanche un podista di media classe per la pubblicità al posto; figuriamoci se stiamo perdendo un treno o, meglio ancora, un aereo a reazione!!!

    Non è la visibilità di Gualdo Tadino tramite l’acqua Rocchetta imbottigliata da Rocchetta S.p.A (o chi che sia) la battaglia da combattere ma, come dice la presidentessa della Comunanza, è quella sui diritti calpestati in questa storia da esportare, poi, su molte altre storie ancora.

  4. warriors scrive:

    Ma che cosa pensate e scrivete!!!! Siete diventati tutti agnellini in bocca dei lupi!!!!! Come si fa ad aprire un nuovo dialogo con certa gente che ha già ottenuto tutto con la compiacenza e complicita’ delle istituzioni preposte…. Mi risulta dai post e dai comunicati della Comunanza Agraria che loro ci hanno già provato ma che tutto è naufragato al momento di prendere decisioni in Conferenza dei Servizi. La Comunanza, perchè contraria, è stata estromessa nonostante la qualifica di GESTORE dei terreni sottoposti ad Uso Civico e pertanto parte interessata. Ci dobbiamo mettere bene in testa che chi ha potere amministrativo/decisionale si erge a DESPOTA e non gli interessa ascoltare le urla di 4 scalzagatti che invocano LEGALITA’…….. Con tutto quello che sappiamo e che ci ha fatto vedere Rocchetta con oltre 30 anni di operatività sul territorio, con tutti gli interessi ad essa collegati, con tutta l’acqua che ha prelevato e con tutte le complicità che ha sfruttato per aggirare leggi e regolamenti, con tutte le promesse fatte e mai mantenute,con l’andare a rovistare nel cestino delle elemosine per abbassare ciò che spetta alla collettività Gualdese per la compressione dell’Uso Civico, con il meschino e indecoroso ricorso al Tar, con la cancellazione dal marchio del nome di Gualdo Tadino: penso proprio che non ci possa più essere margine per un dialogo corretto tra le parti e arrivati a questo punto, (se crediamo ancora nella GIUSTIZIA italiana)…. siano i giudici a stabilire dove sta la ragione!!!!!!La goccia che fa traboccare il vaso è l’aver letto (ufficialmente e non a chiacchiere) che Rocchetta è stata anche nominata per regolamentare il prelievo occasionale dei singoli cittadini presso le nuove fontanelle sotto Rocchetta (perchè quelle tradizionali e storiche non potranno essere più utilizzate)….. Credo proprio che non possa esserci più dialogo e confronto paritetico!!!! Allora mi sento di fare una domanda: “PERCHE’ TUTTO QUESTO OSSEQUIO E SUDDITANZA AD UNA MULTINAZIONALE CHE HA DIMOSTRATO NEI FATTI DI ESSERE UN’AUTENTICA USURPATRICE DELLE NOSTRE RISORSE NATURALI E DEI NOSTRI DIRITTI????? A voi la risposta…MEDITATE GENTE DE GUALDO prima che si impossessano totalmente anche delle nostre menti….Già ci provano a farci accettare ciò che loro vogliono…….

  5. Riccardo scrive:

    Confronto appassionato ed anche di notevole levatura tecnica perché molti degli interventi citano leggi e quant’altro dimostrando di aver approfondito molto la materia. Non entro nella disputa perché non ho tutte queste conoscenze. Tuttavia mi permetto di fare alcune osservazioni.
    1) La prima riguarda l’assenza del cambiamento di destinazione d’uso delle aree dove insistono i pozzi. Essa è oggetto di un duplice ricorso:
    a) da parte della Rocchetta per contestare la determinazione del rimborso stabilito dalla Regione che, a suo dire, sarebbe troppo oneroso perché prefigurato come se quelle aree fossero edificabili;
    b) da parte della Comunanza Agraria perchè il mancato cambiamento di destinazione d’uso renderebbe nulli tutti gli atti successivi inerenti le concessioni.
    Aspetto pilatescamente che si pronunci il Tar in merito, però faccio notare che su uno stesso elemento si possono fare delle valutazioni diametralmente opposte. Un po’ come avvenne con la relazione tecnica sulla portata delle sorgenti del Rio Fergia. Gli stessi dati vennero letti in maniera diametralmente opposta dai contendenti: secondo il prof. Tulipano (incaricato dal Comitato per la difesa del Rio Fergia) i dati dimostravano la criticità delle sorgenti e la non sostenibilità di altri prelievi: secondo i soggetti favorevoli alla nuova concessione i dati dimostravano che altri prelievi erano sostenibili.
    2) La seconda considerazione mi è venuta in mente guardando in TV la pubblicità dell’acqua Rocchetta. Si legge e si ascolta Rocchetta ma non c’è nessuna associazione con Gualdo Tadino. Tanto è vero che tanti turisti che passano per Gualdo dimostrano di conoscere l’acqua Rocchetta ma non sanno che è di Gualdo. Nel piano industriale di Rocchetta si parla di 30 miliardi spesi in pubblicità. Immaginate quale ritorno di immagine per la nostra città ci sarebbe se il nome di Gualdo fosse stampato ben visibile sulle etichette e fosse pronunciato negli spot. Invece niente. Nella relazione che avevamo presentato come Cai come commento alla ipotesi progettuale avevamo espressamente richiesto che ci fosse questa garanzia. Nel progetto approvato non mi risulta che ce ne sia traccia. Abbiamo perso non un treno ma un aereo a reazione. Mentre a mio avviso era questa la richiesta da sostenere con maggiore vigore.
    3) Al di là di tutte le valutazioni mi sento di condividere in pieno il pensiero di Mauro Guerrieri. Mettiamoci tutti intorno ad un tavolo e troviamo la quadra. Se c’è la volontà di farlo la strada si trova.
    4) Una precisazione per Danilo. Anche se il drone ha evidenziato i danni provocati dall’alluvione nel tratto della valle del Fonno su cui scorrono i tubi di Rocchetta, non è vero che finiscono lì. L’alluvione ha danneggiato il fondovalle anche più a monte, fino all’incrocio con la strada dei Nacchi (quella che conduce sul valico alle falde del M.Penna e del M.Fringuello). Proprio all’incrocio suddetto c’è una voragine profonda più di 2 metri. Più a valle, nel tratto dove scorrono i tubi, è, però, molto più grave. Lo so perché quel percorso l’ho calpestato a piedi decine di volte.

    • Danilo Remigi scrive:

      Rispondo a Riccardo partendo dall’ultimo punto, il quarto.
      L’Appennino Gualdese, prima del 1976, quasi con cadenza annuale bandiva una gara per la rimozione dei detriti della strada del Fonno.
      Detriti che potevano essere, pietre cadute per le gelate invernali o breccia accumulata dalle piogge. Quando la strada era tenuta bene aveva la tipica “schiena d’asino” con le due cunette laterali.
      Purtroppo innumerevoli interventi, fatti negli anni con le ruspe, avevano creato dei cumuli di materiale (alcuni ancora visibili) a destra e a sinistra della strada rendendola così simile all’alveo di un fiume.
      Nell’incrocio dei Nacchi si era generato, negli anni senza manutenzione, un accumulo di breccia.
      Breccia che con “l’evento alluvionale” ha cominciato a muoversi a pressione idraulica di circa un’atmosfera ogni 10 metri di dislivello, poi per effetto carta abrasiva ha portato a valle tutta la pietra che ha trovato sul suo percorso.
      Il percorso scelto dall’acqua unita ai detriti, non è stato quello normale del fondo valle, ma quello più “morbido”, amplificando l’effetto e danni conseguenti.

      Per quanto riguarda l’inserimento di “Gualdo Tadino” sull’etichetta, chi ha gestito le trattative bastava chiedere che venisse inserito nel “Protocollo di Intesa” fra Comune e Rocchetta.
      Se solo ci avessero interpellato, invece di firmare a testa bassa, noi ci saremmo permessi di ricordare che il contratto, tra la Comunanza e Righi Belissario, stipulato nel 1952 al punto 15° recitava:

      ” Per il verificarsi della condizione di cui al precedente Art. 14° il RIGHI BELISSARIO sin da ora si obbliga sulle etichette delle bottiglie di “ACQUA MINERALE” la scritta “ACQUA DELLA FONTE DELLA ROCCHETTA DELL’APPENNINO GUALDESE”. L’Amm/ne dell’Appennino Gualdese si riserva di apportare modifiche alla dicitura”.

      Il contratto è consultabile integralmente nel sito della Comunanza.

      • mauro guerrieri scrive:

        Caro Riccardo, ti ringrazio di condividere con me l’eventuale soluzione per le problematiche inerenti la nuova proroga della concessione Rocchetta. Sono stato e sono tuttora sempre dell’avviso che se c’è buona volontà e dialogo i problemi si possono risolvere insieme privilegiando il bene comune. Non mi trovo d’accordo quando tu scrivi che in merito al ricorso presentato al Tar si possono fare sul problema due valutazioni diametralmente opposte. Qui la delibera regionale è unica per entrambe le parti ma i problemi sollevati sono basati su presupposti e motivazioni diverse.
        Rocchetta contesta il calcolo delle indennità che risulterebbero troppo onerose. A questo problema la Comunanza Agraria non ha contestato nulla, nè che era troppo, né che era giusto, né che era poco; i calcoli delle indennità, anche se importanti, al momento non interessano. La Comunanza Agraria ha contestato un altro problema: i calcoli delle indennità non potevano essere fatti perché completamente illegali visto che sono basati su presupposti obbligatori mai esistiti, mai richiesti e mai concessi come il cambio di destinazione d’uso dei terreni.
        Mi preme precisare che a tutt’oggi non esistono neppure per la nuova proroga della concessione e per lo sfruttamento del pozzo R6 denominato Serrasanta. Come Puoi ben capire le valutazioni dei problemi non sono diametralmente opposte, bensì i problemi sono diversi tra loro.

  6. jaquinta scrive:

    A merlo, siccome sono superficiale e gli unici scienziati molto preparati siete voi, non posso solo che leggere tutte la belle cose che state scrivendo………
    Ne parleremo più in là, per vedere che posti vi hanno riservato……… Autorevoli logicamente……. e si vede, vi incaz…. così tanto……

  7. Merlo scrive:

    Ma l’autorevole Jaquinta, perché non replica?

  8. Francesco Troni scrive:

    Bene, bene, bene. È tornato fuori quello che, a quanto pare, è l’argomento principe di tutta la storia della Rocchetta: Visto che non ci stanno i soldi, chi rimetterà a posto l’area alluvionata? O meglio, visto che Rocchetta S.p.A. sembra essere l’unica che ha soldi e mezzi per farlo, sarà il caso di farle tutta questa guerra correndo il rischio di “stranirla” e di farla partire così ci giochiamo l’unica possibilità di rimettere a posto l’area alluvionata?
    Di tutto il resto, al di fuori dei 4 della Comunanza, del M5S Gualdese e del sottoscritto, non importa niente a nessuno. Per lo meno è questa la mia sensazione.

    Entrerei, a questo punto, per l’ennesima volta a gamba tesa sulla questione del ripristino dell’area alluvionata.
    Come dice giustamente Danilo Remigi, Rocchetta S.p.A. è obbligata per legge a rimettere a posto l’area alluvionata in qualità di concessionario.
    Questa legge, per l’ennesima volta e come ricordava Stefania Troiani, è la Legge Regionale Umbra 22/2008, articolo 15.

    Ed ora, secondo me, ecco l’errore di fondo di tutta questa storia del ripristino dell’area alluvionata.
    Il giorno dopo l’alluvione si doveva:
    1 – Prendere la Legge Regionale Umbra 22/2008;
    2 – Andare a bussare da Rocchetta S.p.A., Comune di Gualdo Tadino, Regione dell’Umbria, organi di controllo ………;
    3 – Mettere sui tavoli di tutte queste persone tale legge;
    4 – Indicare l’articolo 15;
    5 – Pretendere che venisse rispettato nel più breve tempo possibile.
    Il tutto senza nemmeno tirare in ballo gli Usi Civici, l’Abuso Edilizio, la Proprietà dei terreni, Progetti faraonici e tutto quello che ruota intorno alla questione Rocchetta mantenendo, quindi, il ripristino dell’area alluvionata separata da tutto il resto.
    E lo sapete perché? Perché tali argomenti, se pur molto importanti, non servono ad un ben amato ……… al fine del ripristino dell’area alluvionata.
    Infatti, sempre secondo tale legge, Rocchetta S.p.A. doveva ripristinare l’area alluvionata anche se il danno non lo avesse provocato l’alluvione ma lo avesse provocato il sottoscritto.
    Poi, certo, la Rocchetta S.p.A. in caso di danno provocato da me avrebbe potuto rivalersi su di me; ma sempre i lavori li doveva fare lei per poi sperare di recuperare da me i soldi spesi per il ripristino.

    Ci tengo a sottolineare, a scanso equivoci, che poi tutta questa storia del ripristino dell’area alluvionata e dell’abuso edilizio ancora in fase di accertamento, possono e devono andare ad aggravare la posizione di Rocchetta S.p.A. all’interno dei vari ricorsi che la Comunanza, o chi per lei, farà basati sull’Uso Civico.
    Però, la cosa deve essere chiara a tutti: Il ripristino dell’area alluvionata e l’abuso edilizio, se accertato, ci sono indipendentemente dall’Uso Civico e dalla Proprietà dei terreni e, secondo me, vanno visti e presentati come cose accessorie ed aggravanti nella battaglia sul rispetto dell’Uso Civico.
    Giusto per eliminare la confusione che si sta generando e non per altro.

  9. warriors scrive:

    Caro Enzo e Danilo, scusatemi se mi intrometto nella vostra conversazione, mi sono ripromesso di non intervenire, ma è più forte di me e non riesco a stare fuori dell’uscio a curiosare dal buco della serratura.
    Vorrei far presente a Enzo che io non so chi rimetterà a posto i danni nella valle del Fondo e sulla Rocchetta, ma so per certo che non lo farà la Soc. Rocchetta con il progetto che ha presentato. Perchè? Perchè questo progetto è stato fatto ad arte e redatto in modo tale da non essere attuato stante i molteplici vincoli naturalistici/ambientali, di protezione e di conservazione che tutta l’area ha. Quel progetto, riportante varie modificazioni del territorio e varie trasformazioni urbanistiche non verrà mai e poi mai approvato in sede di VIA e di VINCA, cioè Valutazione di impatto Ambientale e Valutazione di incidenza Ambientale vincolanti per l’esecuzione dei lavori.
    Caro Enzo, questa notte mentre stavo dormendo mi è apparso in sogno un CORVO, fratellastro Maggiore, nero e cattivo, del passerotto di Del Piero, forse amico del MERLO migrante e senz’altro nemico del TORDO stanziale e mi ha “GRACCHIATO” tutto uno spartito del “De Profundis” di tale progetto.
    Quì ti riporto alcune “Gracchiature” del brano:
    Omissis….
    “Il Piano Paesaggistico Regionale (PPR), realizzato con protocollo d’intesa con il Ministero dell’Ambiente, definisce le “Tutele di Varia Natura” in ambito regionale.
    I vincoli che interessano l’area di progetto sono:
    Tutela Paesaggistica (Beni paesaggistici dichiarati di notevole interesse pubblico per legge)
    Fiumi, torrenti, corsi d’acqua iscritti negli elenchi previsti dal testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici, e relative sponde o piedi degli argini per una fascia di 150 metri ciascuna
    Montagne per la parte eccedente 1.200 metri sul livello del mare
    Territori coperti da foreste e da boschi, ancorché percorsi o danneggiati dal fuoco, e quelli sottoposti a vincolo di rimboschimento,
    Tutela della biodiversità – Sistema Ambientale
    Rete Ecologica Regionale dell’Umbria
    Zone di elevata diversità floristico-vegetazionale
    Aree di particolare interesse naturalistico-ambientale.
    Lo stesso PPR fa riferimento al Piano Urbanistico Territoriale (PUT). Il Disegno Strategico Territoriale (DST) definisce invece le strategie attuative, su base territoriale, degli strumenti di gestione precedenti.
    Le azioni previste dal progetto non sembrano compatibili con i tre strumenti sopra citati.
    Le azioni a monte dell’ex pizzeria ricadono interamente all’interno del Sito di Importanza Comunitaria (SIC) IT5210014 “Monti Maggio – Nero” (Piano di Gestione approvato con delibera della Giunta Regionale dell’Umbria).
    Sono equiparate ad azioni interne al sito anche quelle esterne ricadenti in ambiente in continuità ecologica con quelli contemplati dal Piano di Gestione.
    In tale condizione ricadono gli interventi dall’ex pizzeria a valle che, da progetto, distano circa 100 m dal confine del SIC, ed insistono in aree che presentano evidente continuità ecologica con esso”……Omissis….
    “È ipotizzata la realizzazione di un’ “Oasi Naturalistica”, in base alla presenza di habitat idonei e alla presenza di alcune specie animali: “del falco pellegrino, del gatto selvatico, del capriolo oltre alla autoctona fauna della zona”.
    Tali motivazioni sono scorrette e immotivate, sia nella forma che nella sostanza, per le seguenti ragioni:
    la definizione “Oasi Naturalistica” non trova alcun riscontro con le modalità di gestione del territorio ai fini naturalistico-conservazionistici individuate dalla legislazione regionale e/o nazionale.
    dal mero punto di vista nomenclaturale, la definizione presente nella giurisdizione italiana più somigliante alla suddetta invenzione è “Oasi di Protezione”, istituto ricadente nella legislazione nazionale e regionale riguardante de facto l’esercizio della caccia, l’individuazione della quale è demandata per legge alla Provincia”. (Ma come la rappresentante del WWF provinciale per quello locale, avallando il progetto Rocchetta, non si è sempre riempita la bocca con tale dicitura che addirittura risulta inventata……BOH!!!!)
    “riguardo alle citazioni di natura faunistica si rileva che: le specie falco pellegrino (Falco peregrinus Tunstall, 1771), gatto selvatico europeo (Felis silvestris silvestris Schreber, 1777) e capriolo (Capreolus capreolus Linnaeus, 1758) non sono “oltre” la fauna autoctona locale, come la relazione progettuale fa invece ritenere, ma ne fanno parte integrante.
    quanto sopra, insieme all’assenza di qualsivoglia citazione bibliografica a supporto delle affermazioni, delinea scarsa dimestichezza con la gestione naturalistica, ed è indice di una forte inconsapevolezza della ricchezza faunistica dell’area investita dal progetto, di gran lunga superiore a quella che potrebbe essere immaginata sulla base delle sole tre specie citate.
    L’istituzione della Rete NATURA2000 (principale strumento della politica dell’Unione Europea per la conservazione della biodiversità) è ratificata da strumenti normativi quali Direttive CEE e CE, Leggi, D.P.R., D.M. e D.G.R.
    Tale iter non può, per legge, essere ignorato dall’iniziativa locale.
    Il progetto ignora che la procedura di istituzione (dall’individuazione alla Redazione del piano di Gestione) del SIC IT5210014 ha comportato la compilazione su formulario standard di una lista ufficiale relativa alla presenza di ben determinate specie e habitat.
    In particolare il sito in oggetto è stato istituito espressamente per la conservazione di sei habitat, non citati”……Omissis….
    CONCLUSIONE: 2Per quanto sopra, l’inserimento di motivazioni di tipo naturalistico per la realizzazione delle azioni elencate dal progetto, non trovando riscontro all’interno di procedure universalmente e giuridicamente considerate corrette e necessarie, è meramente speculativo e opportunistico…….
    L’unico progetto che potrà essere approvato ai fini ambientali (VIA E VINCA) e’ il ripristino della zona come era precedentemente all’alluvione”.
    Il CORVO, mi ha “gracchiato” che questo lo ha scritto non un semplice cittadino amante della natura, bensì uno con tanto di qualifica, nome e cognome che ha accumulato qualche anno di esperienza di Gestione delle Risorse Naturali a livello Internazionale, e ora lavora all’Istituto per l’Ambiente del Centro di Ricerca della Commissione Europea.In precedenza ha lavorato per anni, anche come consulente per la Regione Umbria, su Siti d’Importanza Comunitaria (quale è Rocchetta-Val di Fonno)….
    Questo CORVO cattivo mi ha anche gracchiato di sfidare il Mio Sindaco e la Mia Regione nel darmi del Bugiardo e del Menzognero che oggi va tanto di moda per coprire fatti e misfatti ormai noti a tutti…..E sai perchè lo ha gracchiato? Perchè certi signori sono a conoscenza di tale relazione tecnica dalla fine 2014 essendo stata inviata, in primis al Sindaco di Gualdo Tadino, e poi di seguito alla Regione dell’Umbria e al Ministero dell’Ambiente, nei panni, ormai logori e sporchi, dei funzionari preposti…..
    Che fine ha fatto questa relazione tecnica???Perchè non è stata mai tirata fuori e discussa con i cittadini e nel consiglio comunale aperto??? Forse era opportuno rinchiuderla a chiave nel cassetto o forse strapparla e cestinarla per non fare conoscere quello che c’era da conoscere!!!!!
    Eh si, caro Enzo, quel CORVO ne sa tante ma purtroppo mi sono svegliato e non ho potuto saperne di più….
    Ho fatto appena in tempo a dirgli ma la strada degli Elci che è fuori dai danni provocati dall’alluvione, perchè dovrebbe essere inserita nel progetto, modificata e allungata?
    Con un gracchiare sarcastico mi ha risposto:
    “Non è come pensi tu, che e’ indispensabile a Rocchetta per arrivare al pozzo R6 Serrsanta! Quella strada viene modificata per permettere alla miriade di turisti/ escursionisti e ai mountain bikes di tutta Europa che verranno a visitare e frequentare l’oasi naturalistica (che non ci sarà mai) di abbeverarsi, di fare il bagno e bivaccare presso il “Fontanile” come è ormai diventato costume in altre parti della nostra povera bistrattata Italia.Non capisci che dopo aver preso il treno FRECCIA BRIO BLU messo a disposizione da Trenitalia, giunti al capolinea della stazione di Gualdo Tadino ed inerpicatisi nella gola del Fondo hanno bisogno anche di ristoro, magari facendo anche una gradita fermata presso il pozzo R6 dove sgorga un’acqua diversa, con proprietà salutari, tanto da permettere il confezionamento del latte per poppanti…….
    Al risveglio, riflettendo su quello che mi ha gracchiato il CORVO ho capito perchè…….. l’ACQUA SUBITO ed I LAVORI CHISSA’ QUANDO E SE SI FARANNO…..Ma ciò, badi bene, non per colpa di Rocchetta che ha minifestato pubblicamente l’intenzione a farli, bensì, come specchietti per le allodole, ricadranno sulle autorizzazioni che non verranno mai rilasciate…Un’altra penetrazione anale con tanto di vasellina lubrificante…….MEDITATE GENTE DE GUALDO…..

  10. mauro guerrieri scrive:

    Come consigliere del CDA della Comunanza Agraria Appennino Gualdese mi associo a quanto scritto dall’amico Danilo Remigi nell’affermare che non c’è nessuna intenzione di “cacciare la Rocchetta”.
    A tal proposito dopo il primo ricorso inoltrato contro la delibera regionale mi sento ancora in obbligo di fare un nuovo appello a Regione, Comune e Rocchetta per sedersi ad un tavolo paritetico insieme a noi ed esaminare e risolvere i punti di disaccordo che ci contrappongono. È uno smacco per tutti, anche se doveroso, aver iniziato un cammino legale che non so proprio dove ci porterà, senza aver avuto degli interlocutori che ci abbiano ascoltato e condiviso insieme un percorso comune nell’interesse di tutti ed in modo particolare per la città di Gualdo ed i Gualdesi. Siamo ancora in tempo per salvare il salvabile di una scelta comune e condivisa. Come ho già fatto in precedenza, eccomi qui di nuovo a chiedere e sollecitare un confronto aperto tra tutte le parti senza alcun tipo di condizionamenti. Tutto questo perché non si abbia a dire che la colpa è della Comunanza Agraria.

    • Bazzucchi Enzo scrive:

      Mauro.qui non si tratta di dare colpe a destra e manca.quì si tratta di salvaguardare la nostra amata oasi della rocchetta che dopo piu di 3 anni ancora sta lì ad aspettare qualcuno che la rimetta apposto.io ho la sensazione che rimarrà in queste condizioni a vita perchè siamo abituati ai scarica barili tutti di stampo italiano dove nessuno è colpevole e quindi nessuno ci mette le mani.è chiaro che tutto questo danno è causato dai lavori affettuati dalla rocchetta spa quando hanno messo le tubazioni ma loro se la prendono con la situazione metereologica fuori dalla norma e quindi ci deve pensare lo stato che non interverrà mai

      • Stefania Troiani scrive:

        Indipendentemente da chi o da che cosa abbia causato il danno, il concessionario (quindi Rocchetta SpA) è tenuto a prendersi carico di tutti gli oneri per la manutenzione ordinaria e straordinaria, perché questo dice la legge (LR 22/2008).
        O pensiamo che le multinazionali siano esentate dal rispetto delle normative?
        E’ ovvio che se nessuno chiede all’azienda di far fronte a questo impegno, implicito nella stessa convenzione, ciò che è un obbligo di legge può diventare oggetto di “contrattazione”, dove l’adempimento dovuto si trasforma in un compenso per ulteriori emungimenti di acqua.
        Il nostro territorio ha bisogno di tutele, non di elemosinare regalie, che sono briciole se confrontate con il grado di saccheggio che sta subendo ormai da decenni.

        • Bazzucchi Enzo scrive:

          Stefania.visto che a te piace molto(a volte correttamente)tirare in ballo le incapacità dei nostri politici, tante volte con il tuo movimento dici di essere la soluzione di tutti i mali della politica e visto che essendo consigliere capogruppo capo gabinetto e capo cordata del tuo movimento pentastellato(come scrivo bene oggi)che aspetti ancora a farlo presente?se ero io al posto tuo ad ogni consiglio riguardante questa tematica volavano le sedie.

          • Stefania Troiani scrive:

            Non è mia consuetudine lanciare sedie. Non ho mai pensato di essere la soluzione di tutti i mali. Ciò nonostante, ho sempre fatto presenti le problematiche di questa situazione a tutti i livelli ed in ogni occasione, pubblica o privata. Non mi sono mai tirata indietro quando si è trattato di difendere l’acqua o il nostro territorio. Ovviamente il tutto va ricondotto al mio ruolo, ossia Consigliere Comunale di opposizione.

  11. Danilo Remigi scrive:

    Caro Enzo,

    premesso che noi non abbiamo la minima intenzione di “cacciare la Rocchetta”,
    inoltre ti dico: “..non credo che loro hanno la minima intenzione di abbandonare Gualdo Tadino “.
    Nella remota ipotesi che la Rocchetta spa se ne vada senza aver assolto ai suoi doveri non è che diventa immune, diventa latitante e la giustizia farà il suo corso.
    Sempre nell’ipotesi che se ne vada, i pozzi, l’acqua, il nome della concessione non si possono portare altrove, a quel punto si fa un bel bando di evidenza pubblica per trovare un’altro imprenditore o un’altra impresa interessata a sfruttare la concessione Rocchetta (l’acqua commercializzata si chiamerà sempre ROCCHETTA, perché l’acqua deve essere commercializzata con lo stesso non della concessione).
    La Rocchetta è proprietaria solo dello stabilimento di imbottigliamento e non dei pozzi o delle strutture per la captazione, quindi se vuole può smontare il capannone e portarselo via.

    Comunque stai tranquillo perché questo non accadrà mai.

    • Bazzucchi Enzo scrive:

      Danilo perdonami ma continuo a non capire e non hai risposto alle mie domande.ma come!!!!! fate una lotta nel quale la rocchetta non deve prelevare acqua perchè è un bene conume e non va commercializzata,i tuoi amici a 5 stelle sventolano al mondo che l’acqua non si vende perchè è del popolo sovrano fate la guerra per i pozzi dove la rocchetta preleva acqua e tu mi dici che se la rocchetta se ne va ne arriva un altro?boh!!!non capisco.lo sò da me che la rocchetta è solo proprietaria dello stabilimento ,ma se vanno via loro CHI rimette apposto l’oasi? è questo che voglio sapere.

      • Danilo Remigi scrive:

        Caro Enzo,
        noi non abbiamo mai detto che la Rocchetta non deve prelevare l’acqua, del resto questa Concessione è in essere dal 1952.
        Noi vogliamo soltanto che le cose avvengano secondo le regole, che non abbiamo scritto noi.
        Noi vogliamo che la politica e i funzionari preposti, non siano proni e al servizio del Concessionario, ma che prioritariamente tutelino il popolo residente.
        Del resto, insisto, le concessioni non le diamo noi.
        Noi ci limitiamo ad affittare l’area di concessione, però è vero anche che non vogliamo essere estromessi come proprietari, perché avere una concessione non vuol dire essere proprietari.
        In conclusione noi vogliamo che si rispettino le regole, perché se io o te non le rispettiamo ci impediscono di farle o se le facciamo non rispettando le regole ci puniscono e non facciamo pena a nessuno.

        • Bazzucchi Enzo scrive:

          daccordo Danilo ma io ancora stò aspettando di sapere chi rimette apposto l’oasi nell ipotesi che la rocchetta dopo l’ennesima rottura de scatole non lo faccia.perchè io credo che malgrado tutto è l’unica azienda a gualdo che può rimetterla apposto fermo restando che ultimamente si stanno comprortando da faloppa come era uso dire negli anni 70 chi faceva il finto tonto.

          • Danilo Remigi scrive:

            Enzo,
            guarda che la Rocchetta è obbligata a rimettere a posto, c’è una legge che dice questo.
            Non lo deve fare per farci un piacere, lo deve fare perché ha l’obbligo di farlo in qualità di Concessionario.
            Se tu hai avuto modo di vedere il filmato girato con il drone ti sarai reso conto che l’alluvione ha fatto i danni solo sulla strada dove sono sono stati interrati i tubi.
            Si vede un tratto dove l’acqua, invece di fare un salto di 25 metri, ha preferito fare 4 curve a 90° pur di seguire la strada o meglio pur di seguire i tubi interrati.
            Nella copertura dei tubi interrati hanno disatteso il loro progetto che avevano depositato in Comune per avere le autorizzazioni, probabilmente se i lavori fossero stati effettuati attenendosi al progetto non sarebbe accaduto tutto quel casino.
            Comunque su questo problema abbiamo incaricato un tecnico di fare una perizia che al momento opportuno tireremo fuori.

  12. Bazzucchi Enzo scrive:

    da tempo ho smesso di scrivere su questo argomento perchè non voglio ostacolare con i miei commenti la gente che ci crede.fate voi ma una domanda ve la voglio fare:ma…..dopo che avrete cacciato la rocchetta dopo che la rocchetta se ne andrà altrove(cosa che non credo perchè contro le multinazionali e specialmente quelle del settore dell imbottigliamento è una battaglia molto difficile)chi rimetterà apposto la nostra amata oasi della rocchetta?chi rimetterà apposto le strade, la vasca il piazzale la pizzeria e tutto il suo contorno?quando scrivevo commenti che non gradivate in parecchi avete fatto la fila nel mio negozio a farmi i sermoni a spiegarmi che cosè la comunanza a spiegarmi i danni che fà la rocchetta spa.io da persona paziente ho promesso di farmi i cazzi miei e così è stato. ma nessuno mi ha spiegato chi si prenderà la soma di rimetterte apposto quello che l’alluvione ha fatto dopo che la rocchetta avrà fatto il fagotto.la rocchetta chiappela la regione nun penso la comunanza non me pare che sia in grado,il comune non ne ha le possibilità e allora?è giusto lottare per qualcosa in cui uno crede ma bisogna sempre prevedere le consequenze.fermo restando che ho rispetto per tutti coloro che ci mettono la faccia (meno che uno perchè spara cazzate a randa)ma stà domanda mi sembra che toccherà fassela o nò?

  13. Fabio Acciari scrive:

    Filippo eccezionale, Enrico hai tutto il mio sostegno, Nadia e Danilo grazie…

  14. massimiliano barberini scrive:

    Faccio una sola domanda a chi si illude ancora sull’investiment0 Rocchetta : in questi,se non sbaglio,23 anni di brio blu e compagnia…che ce n’è venuto? Viva Boschetto,pochi ma con le…palle!

    • enrico finetti scrive:

      massimiliano, sai bene che ho vissuto la vicenda di boschetto e mi sto impegnando contro questo ennesimo tentativo di stupro. Ho ammirato , ne sono stato coinvolto emotivamente ed ammiro ancora la caparbietà dei boschettani. Credimi però, questi 4 scalzagatti di Gualdo non sono da meno sia per caparbietà, per impegno e capacità. A differenza di Boschetto però, questa è la madre di tutte le battaglie. Noi non molliamo, anche per quei troppi Gualdesi che , anche se tardi, capiranno…….

  15. Francesco Troni scrive:

    Salve Jaquinta.
    Io non sono un imprenditore e non pretendo di esserlo.
    Una cosa, però, mi domando: Con un investimento di 30 milioni di euro, tu (ed è un tu generale) sei capace di assumere solo 30 persone? Mi vuoi far credere che con meno di 1 milione di euro non è possibile creare 1 posto di lavoro? Se è così, allora mi domando anche come sia possibile che in Italia lavori ancora così tanta gente!!!
    Ma andiamo avanti. Da questi 30 milioni di investimento vanno sottratti quelli per la risistemazione dell’area della Rocchetta.
    Se non vado errato, da piano economico ufficiale ed approvato dalla Regione dell’Umbria che ha già concesso la proroga della concessione, i soldi per la sistemazione dell’area alluvionata ammontano a circa 2 milioni di euro scarsi.
    Significa che per creare 30 posti di lavoro impiegano circa 28 milioni di euro; cioè poco più di 930 mila euro a posto di lavoro.
    Di nuovo: Come è possibile che in Italia lavori ancora così tanta gente?

    Per quanto riguarda il fatto che (scusi se prendo in prestito una Sua frase) “il grande lavoro di ripristino dell’area della “Rocchetta” che diverrà un percorso eccezionale, sia a piedi che con biciclette, potrebbe far arrivare gli appassionati da tutta Europa e far conoscere la vera Gualdo a tutti…” io nutro i miei dubbi.
    E lo faccio e dico fin da quando è comparso il progetto di recupero qui su Allegra Combriccola in data 22/11/2014.
    Poi, il 9/1/2016 ne ho avuta la conferma quando, sempre qui su Allegra Combriccola, è stata postata l’approvazione della proroga della concessione da parte della Regione dell’Umbria a Rocchetta S.p.A. contenente, tra le altre cose, anche il famoso articolo 4 della nuova convenzione Comune-Rocchetta che Filippo Cappellini ha tradotto in maniera più che perfetta.

    Io non ho più parole per poter portare avanti questa discussione se non le seguenti:
    A GUALDO CARO MIO SE STA(VA) BENONE
    C’AVE(VA)MO L’ACQUA BONA, IL VINO E IL PANE
    C’AVE(VA)MO LA CERAMICA A RIFLESSO
    1 GIORNO SE LAVORA(VA) E 5 A SPASSO
    Ora non abbiamo quasi più nulla e, per molti di noi (per fortuna non per me, ancora), se si lavora 1 giorno alla settimana va di lusso.

  16. Danilo Remigi scrive:

    Caro Jaquinta,
    io sono uno di quei 5 o 6 “personaggi” o “individui” che all’improvviso diventano “scienziati”.
    Il tuo farneticare non aiuta a comprendere come stanno veramente le cose.
    Diamo per scontato che tu sei di Gualdo Tadino, quindi sei tu il proprietario della Rocchetta.
    Sei uno dei proprietari perché quei pazzi di tuo padre o di tuo nonno nel 1959 hanno acquistato, anche, quei terreni.
    Io ti chiedo se ritieni che sia giusto che qualcuno si piazza nel giardino di casa tua, sempre che tu ne abbia uno, e che pretenda che per rientrare a casa tua, te gli devi chiedere il permesso.
    Probabilmente sei una persona giovane, oppure sei uno affetto da una qualche grave patologia nella sfera della memoria, altrimenti ti saresti ricordato di tutte le mirabolanti promesse “ regolarmente disattese “ che la Rocchetta ha fatto alla città di Gualdo Tadino.
    Io ti consiglio di leggere di più, pertanto ti invito a visitare il sito della Comunanza Agraria dell’Appennino Gualdese dove troverai cose molto interessanti.

  17. Mario Rossi scrive:

    “una vera multinazionale che imbottiglia l’acqua ci mette al riparo da eventuali inquinamenti della stessa”, probabilmente chi scrive di acqua non ne usa.

    “Rocchetta” che diverrà un percorso eccezionale, sia a piedi che con biciclette, potrebbe far arrivare gli appassionati da tutta Europa e far conoscere la vera Gualdo a tutti….”
    costruiremo anche un aeroporto, le Ferrovie dello Stato raddoppieranno la Roma Ancona per i Freccia Rossa, bianca e perchè no ci saranno anche quelli Blu appositamente realizzati per tutti i turisti che saranno attratti da questa gola che non ha pari al mondo.
    Ma dove vivi?

    • Merlo scrive:

      Caro Mario Rossi,

      incidentalmente e con ironia hai lanciato un’idea eccezionale.
      Parliamone con Trenitalia di istituire un treno frizzante denominato: ” FRECCIA BRIO BLU ” .

      MEDITATE

  18. jaquinta scrive:

    Dimenticavo, che c’è il rischio grazie a voi della comunanza di servire su un piatto d’argento il quantitativo idrico alla Regione dell’Umbria (probabilmente per fornire Perugia), per cui Gualdo non avrà ne gli investimenti, ne l’acqua e soprattutto non più la garanzia che solo una vera multinazionale del settore, come “Rocchetta” , può garantire da eventuali inquinamenti dell’acqua stessa.
    Comunque, forse o capito perché’ voi della Comunanza Agraria state facendo tutto questo………..
    Perché probabilmente siete molto altruisti e volete fare voi l’investimento di 30 milioni di euro oltre ad assumere 30 persone, bravi, bravi si vede che ci tenete veramente a Gualdo Tadino……….

    • warriors scrive:

      Non caro Jaquinta, non capisco tutto questo astio contro i quattro scalzagatti della Comunanza Agraria! Il tuo post oltre che ridicolo dimostra una tua completa ignoranza sull’argomento e palesemente rivela un tuo interesse personale, non nella tutela del bene più prezioso che è l’acqua, ma nell’ “amore viscerale” per Rocchetta….Mi piacerebbe ricordati (anche se non lo meriti minimamente),che quei quattro scalzagatti della “associazione comunale” Comunanza Agraria stanno combattendo una battaglia per far rispettare i diritti di tutti noi Gualdesi compreso te. ( spero che sei di Gualdo ma ho dei dubbi perché da come ti presenti sei contro Gualdo e i Gualdesi). Non hanno mai chiesto nulla a te, come non hanno mai chiesto nulla a me e non li ho sentiti mai apostrofare qualcuno con parole offensive (come hai fatto tu) perché non la pensa come loro!
      Hanno solo sollevato un coperchio di una pentola senza fondo con una sola rivendicazione: L E G A L I T A’….Se poi tutto ciò che è stato fatto fino ad oggi è legale e corretto (sarà la magistratura a dircelo) Andiamo avanti così; ma se non lo fosse, qualcuno dovrà fare un passo indietro e chiedere scusa ufficialmente a tutti noi Gualdesi per tutto ciò che ci è stato usurpato.

    • Nadia Monacelli scrive:

      Caro giocatore di “palle”,
      attenzione perchè quello che dici è molto serio. Se effettivamente l’acqua fosse necessaria per l’approvvigionamento idrico dei Perugini o di qualsiasi altra città dell’Umbro-Marchigiano, e questo è più che verosimile, vista la continua riduzione dei quantitativi disponibili di acqua potabile, questo ha la prevalenza su tutto.

      E’ la norma Comunitaria in primis che sarebbe violata se si preferisse dare acqua ad un’azienda a fini di lucro, prima che alle persone, è una violazione dei diritti umani, dei principi di soladierietà, per non parlare poi della normativa nazionale a tutela ormai insadicabile di questo apetto imprescindibile.
      La Corte Costituzionale le ha stempiate le Regioni che hanno tentato di legiferare contro questo principio per avvantaggiare i privati nelle concessioni di acque minerali.
      Il livello delle argomentazioni, incredibilmente deludente da ogni razionale punto di vista, rende perefettamente l’idea del perchè si sia arrivati a tanto a Gualdo Tadino.
      Non è meritevole nemmeno di una replica seria, questa volta il giocatore di pallone, in preda ad una rabbia incontrollata, si è fatto un sonoro autogoal.

  19. jaquinta scrive:

    Caro Enrico Finetti come mai sei così incazzato con “Rocchetta” ? Forse perché anni fa la stessa Azienda ti ha esonerato come tecnico? No di calcio… ma come Geometra..
    Quello che non capite ne tu e ne la tua presidente della Comunanza Agraria, che Gualdo Tadino è morta, non c’è più lavoro (tu ne sai qualcosa) il Sindaco sta facendo di tutto per trovare investitori, sviluppare idee con seri progetti proprio per la cittadinanza, ora che c’è un’Azienda disposta a investire decine di milioni di euro, voi che vi siete nominati da soli ripeto da soli, Presidente , Vicepresidente ecc. di un’associazione comunale (Comunanza Agraria) e state bloccare l’investimento di cui accennato sopra e di conseguenza l’unica Azienda che non ha mai licenziato nessuno, molto probabilmente l’investimento lo farà altrove come già è avvenuto anni fa.
    Ma io mi chiedo, come 5/6 individui che all’improvviso diventano scienziati, possano bloccare 30 assunzioni e il grande lavoro di ripristino dell’area della “Rocchetta” che diverrà un percorso eccezionale, sia a piedi che con biciclette, potrebbe far arrivare gli appassionati da tutta Europa e far conoscere la vera Gualdo a tutti….
    Forse è ora che i Gualdesi si risveglino non è possibile che per i famosi 5/6 personaggi ci debbano rimettere tutti………

    • Merlo scrive:

      Ti venisse il dubbio che Gualdo Tadino è morta in quanto è abitata da persone superficiali come te.
      Sempre che tu sia di Gualdo Tadino e non di qualche toppo verso Assisi.

      MEDITATE

    • enrico finetti scrive:

      jaquinta jaquinta, la sai lunga ma non la sai raccontare….purtroppo rincaso dal lavoro solo ora ma provo lo stesso a chiarire molto brevemente le tue illazioni.
      nei rapporti, di amicizia, lavoro, sentimenti, ecc. qualche volta vengono meno gli interessi comuni, gli obiettivi, le aspettative e, allora, le strade si dividono.
      Ti dico solo che con l’azienda il mio rapporto era iniziato anni prima, quando era di proprietà della famiglia Varnelli alla cui guida c’era una grande donna di nome Simonetta o Gigliola ( a piacere, scegli tu ) con la quale è rimasto un ottimo rapporto. A chi mi ha sostituito ho consegnato senza colpo ferire o recriminazione, l’intero e cospicuo faldone di pratiche. Quindi, nessun rancore, ci mancherebbe….
      Come vedi, dopo oltre venti anni sono ancora un geometra, vivo del mio lavoro e , se permetti, quando c’è da dare una mano per difendere la città da tentativi di depredazione, io non faccio come la leggendaria bastula, io gualdo la difendo, non la brucio ! Tra l’altro, credo di averla difesa benino già con la vicenda rio fergia vs idrea, visto che anche grazie al mio supporto tecnico, abbiamo inflitto un pesante 7 a 0 giudiziario e, proprio grazie a quella vicenda ho potuto ricostruire la vicenda della comunanza, creando interesse non solo di quei 4 scalzagatti, ma anche di oltre 200 iscritti ( per adesso ) quali utenti monte.
      Le tue grandiose affermazioni cadono in una data per noi scalzagatti gualdesi e boschettani, di grande felicità. Il giudice Paolo Grassi è stato eletto Presidente della Corte Costituzionale. Ti chiederai chi è…Noi abbiamo avuto l’onore della sua presenza nei vari convegni organizzati a Boschetto ed in altre località umbre e nazionali. Forse se partecipavi anche tu, qualche limatina alle tue affermazioni l’avresti data sicuramente. Ma che vuoi, ognuno vive dei propri interessi…………
      A proposito , e concludo, in merito alle tue illazioni, credo proprio che dovrai spiegarle al mio avvocato.
      Buona serata

    • Giovanni scrive:

      Che tristezza, che brutta cosa la meschinità. Perché attaccare la persona che forte delle sue idee e convinzioni porta avanti legittimamente una causa?
      Caro Jaquinta fatti qualche domanda e se ti riesce datti una risposta

  20. warriors scrive:

    CHAPEAU FILIPPO, un gran bel post, chiaro, essenziale e degno di essere approfondito con riflessioni personali. Nulla da aggiungere se non:
    ” Non c’e’ peggior muto di chi non vuol parlare…..Non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere….. Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire…” Purtroppo da anni a Gualdo Tadino queste tre “VIRTU'” sono state il distintivo emblematico dei componenti la classe politica e decisionale che NON ci ha saputo amministrare e rappresentare…..I risultati sono sotto gli occhi di tutti!

  21. franco scrive:

    Questa storia fa tanto piacere, ma anche tanta tristezza! Ci voleva la Comunanza…. meritoria, per sollevare i veli della vergogma?Le molte migliaia di gualdesi residenti fuori, vi pregano, supplicano, impongono se possibile di fare il vostro dovere! Noi data anche l”età non siamo più un grado di poter contribuire alla risoluzione del problema. Ma Cazzo, non potete farci morire senza aver risolto un problema cosi importante.

    • enrico finetti scrive:

      avere queste sollecitazioni da emigranti anziani ci dà la spinta per mettere ancora più forza ed energia. noi ce la stiamo mettendo tutta ( cuore, anima , cervello, conoscenza, professionalità, portafoglio ) per onorare la nostra città. Signor Franco , questa volta sarà fino in fondo e , chi ha sbagliato, la dovrà pagare di persona, perché è troppo facile usare i soldi dei cittadini, proprio contro loro stessi. Lo sa che a Gualdo non incassiamo un centesimo dalle cave, a fronte di una previsione di 2.400.000 € andati in cenere con fidejussioni fasulle, stanno per spendere circa 700.000 euro per seppellire una disattenzione e negligenza che si chiama Vignavecchia, stanno per spendere circa 300.000 per rifare un tratto di muro ( nella speranza che regga la casa soprastante…) che è stato utile solo alla creazione dell’obbrobrio ex monina. Con quei soldi, sommati, gualdo poteva risolvere alla grande il problema elettrodotto ex Taino, per riportare alla luce i tanto decantati ( con pieno merito ) scavi di taino. E’ proprio ora di cambiare atteggiamento

  22. paolo scrive:

    quando si incomincia a picchettare la strada di accesso allo stabilimento?

  23. Nadia Monacelli scrive:

    Grazie Filippo!
    Grazie per la chiarezza e per la ditruzione di ogni alibi della serie: scelta politica, scelta per il territorio. Qui si tratta di legalità.
    Non esiste più spazio per chi ancora va affermando di non sapere, di non ricordare, o di non avere approndito.
    Se non sapete: studiate prima di alzare le mani.
    Se non ricordate: state svegli la notte prima dei Consigli Comunali a leggere e studiare come avrà fatto anche Filippo per scrivere questo meraviglioso Post.
    Se non avete approfondito: trovate il tempo per farlo, come lo avete trovato per costruirvi pompose campagne elettorali per sedere su quei banchi in nostra delega. Altrimenti potete anche avviarvi alla porta, perchè non più utili alla città ed ai suoi abitanti.
    Non ci possono essere altri motivi per sedere su quei banchi se non spirito di servizio, umiltà, dedizione e sacrificio. Se c’è dell’altro si è solo un danno per la città.
    Il potere dell’incarico politico non può essere un’ arma di ditruzione di massa, per il privelegio di pochi, ma strumento per aiuti di massa.
    Non c’è più alibi, non c’è più tempo per le parole che riempono le bocche di chi le pronuncia e svuotano le risorse di una terra bistrattata.
    Dovremo forzatamente spendere enormi risorse di tempo, di intelletto, di professionalità ed economiche per difendere ciò che è naturale come è naturale respirare, bere e mangiare. Imperdonabile per una comunità tanto in difficoltà, dove potevamo già fare, insieme con Comune e Regione, Progetti seri per una Montagna che ci invidiano!
    E pensare che siamo solo al primo ricorso.

  24. Stefania Troiani scrive:

    Complimenti per la perfetta analisi. Vorrei unicamente fare una precisazione, aggiungendo un elemento al punto 1 (“la società Rocchetta non ha mai pagato alcun indennizzo al Comune per la compressione dei diritti di uso civico, come legge prescrive. Mai. Nessuno se n’era accorto): il M5S se n’è accorto, tanto è vero che diversi mesi fa ha presentato un esposto alla Corte dei Conti per chiedere la verifica della gestione dei territori gravati da uso civico da parte delle amministrazioni comunali gualdesi succedutesi dal 1976 ad oggi.
    Sappiamo che nel merito è stata aperta un’istruttoria ed attendiamo fiduciosi.
    Tutta la vicenda riveste un’importanza enorme, troppo spesso sottovalutata anche dagli stessi cittadini, ai quali, invece, va ricondotto il giusto diritto su un patrimonio collettivo notevole.
    Mi preme sottolineare inoltre un aspetto: ciò che oggi è un diritto dei cittadini, diventa una responsabilità etica generazionale nei confronti di chi verrà dopo di noi; preservare oggi certe risorse significa difendere i diritti e le aspettative delle generazioni future a fruire di un patrimonio ambientale integro.
    Credo debba essere questo il vero impegno, civico prima ancora che politico, da parte di tutti.

I commenti sono chiusi.