VINCENZO E PAOLO RUBBOLI: nota di Ettore Sannipoli

Interessanti e inedite informazioni sui rapporti intercorsi, nel corso del terzo quarto del XIX secolo, tra la detta fabbrica faentina e i fratelli Vincenzo e Paolo RubboliIn allegato un brano del Saggio di Carmen Ravanelli Guidotti sulla Fabbrica Ferniani di Faenza (2009), il quale contiene interessanti e inedite informazioni sui rapporti intercorsi, nel corso del terzo quarto del XIX secolo, tra la detta fabbrica faentina e i fratelli Vincenzo e Paolo Rubboli.

Tante belle cose
Ettore Sannipoli

C. Ravanelli Guidotti, La Fabbrica Ferniani. Ceramiche faentine dal barocco all’eclettismo, in La Fabbrica Ferniani. Ceramiche faentine dal barocco all’eclettismo, a cura di C. Ravanelli Guidotti, Cinisello Balsamo, Milano 2009, pp. 47-157, speciatim p. 92 e nota 311 a p. 142:

«Il conte Riccardo [Ferniani] tentò inoltre di introdurre, giovandosi di tecnici extralocali, anche “la vernice a bronzo” legata alla tradizione umbra. Fece chiamare artisti “forestieri”, come Giuseppe Fagnani, venuto da Urbino e pagato nel dicembre del 1838, che però partì subito dopo l’insuccesso della nuova lavorazione. Né ebbe risultato migliore un altro pittore, Vincenzo Rubboli (ma si firma anche Ruboli) di Pesaro, chiamato per impiantare la fabbricazione della “vernice a bronzo” e per riesumare l’antica tecnica dei riflessi metallici a imitazione di quella di mastro Giorgio da Gubbio; ma le prove non ebbero felice esito e furono abbandonate».

In nota:

«AFF [Archivio Fabbrica Ferniani], busta 4, fasc. 2, c; la corrispondenza va dall’agosto del 1862 al 1863. È ricordato da Minghetti come Francesco (Minghetti 1939, p. 367, ad vocem), ma i documenti dell’Archivio Ferniani riportano chiaramente Vincenzo. Nello stesso archivio è infatti custodita una lunga corrispondenza (1862-1863) tra Angelo Mazzotti di Faenza e Vincenzo Rubboli di Pesaro, che aveva avuto successo col Miliani di Fabriano, circa il segreto da questo posseduto per dare alle stoviglie una vernice a bronzo. In una lettera del 1873 un altro Rubboli, Paolo, che Minghetti ricorda come proprietario di una piccola fabbrica a Gubbio [sic] e che nel 1878 aveva presentato lustri a Parigi (Minghetti 1939, p. 367, ad vocem), stabilisce i termini dell’accordo col conte Annibale Ferniani ancora per la produzione di lustri, ma anche questo ulteriore tentativo non ebbe alcuno sviluppo produttivo (AFF, busta 4, fasc. 2). Un’altra lettera del 12 dicembre da Fabriano è pure firmata Paolo Ruboli (AFF, busta 4, fasc. 2)».

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