VITTORIO SGARBI SCEGLIE LA VERGINE DI MATTEO DA GUALDO PER IL SUO ULTIMO SAGGIO

Si avvicina la festa della donna che il Polo Museale celebrerà offrendo l’ingresso gratuito alle donne in tutti i musei cittadini. Una delle sublimi icone al femminile che le visitatrici potranno apprezzare presso la Pinacoteca del Museo Civico Rocca Flea è la Vergine protagonista dello splendido “Albero genealogico della stirpe di David” del 1497, considerato il capolavoro di Matteo da Gualdo, originale genio pittorico di professione notaio, figura chiave del Rinascimento umbro, che il noto critico d’arte Vittorio Sgarbi, profondo estimatore e conoscitore di Matteo, propone nel suo ultimo saggio edito da Bompiani “Piene di Grazia”. L’opera è inserita pienamente nel filone iconografico che coniuga l’esaltazione della Vergine Immacolata con il tema della genealogia di Cristo. Il dipinto ci propone, infatti, un maestoso albero che affonda le sue radici nel corpo di un gigantesco Adamo, disteso e come trattenuto da una cintura formata da due rami di cui uno irto di spine, simbolo del peccato. I rami degli alberi compongono un intrico di racemi tondeggianti in cui sono rappresentati gli antenati di Cristo. Sulla sommità del tronco, sotto l’apparizione dell’Eterno in una gloria di cherubini, due più ampi racemi che inquadrano i busti di Anna e Gioacchino, tra i quali si erge la Vergine con la veste trapunta di stelle e raggi solari che creano una “mandorla” di luce intorno al suo corpo esile e alla lunga chioma dorata che le scende lungo i fianchi. A lei, centro focale della narrazione pittorica, sono collegati i fiori che si stagliano contro il fondo dorato all’estremità del prato su cui giace Adamo disteso. La tavola era destinata alla Chiesa di Santa Maria, sede della Confraternita dei Raccomandati. Nella Pinacoteca del Museo Civico Rocca Flea è possibile apprezzare altre bellissime opere di Matteo, come il Trittico di Santa Margherita, l’Annunciazione, il Trittico di Santa Maria di Pastina, il Trittico di Nasciano, oltre ad alcune tavole del figlio Girolamo e del nipote Bernardo, continuatori della scuola di Matteo. “Il fatto che Sgarbi abbia voluto inserire questa importante tavola di Matteo da Gualdo nella sua ultima pubblicazione è naturalmente per noi motivo di orgoglio e stimolo per uno sforzo sempre maggiore verso la valorizzazione e la conoscenza del nostro grande patrimonio storico-artistico” sottolinea la direttrice del Polo Museale, Catia Monacelli. Il saggio di Sgarbi “Piene di grazia” ci offre una panoramica completa e suggestiva delle molteplici sfaccettature del mondo femminile, un libro interamente dedicato al mistero della donna nell’arte e nella letteratura. “Il mondo femminile nell’arte consente riflessioni, discussioni, e questo libro lo documenta con una serie di esempi che indicano l’arte, il mistero e la seduzione che dalla donna escono, e che rendono la figura femminile anche immateriale. Non è soltanto carnalità o sensualità, o attrazione della bellezza; la figura femminile è simbolo di sogni e desideri, è un’immagine evanescente, che non si riesce mai a raggiungere fino in fondo: è il sogno, è la speranza, è il desiderio”, spiega Vittorio Sgarbi.

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