VIVIAMO IN UNA FICTION

Ho scritto molto sulla riorganizzazione della rete scolastica a Gualdo Tadino, soprattutto per dar voce al Circolo Didattico (ed alle relative delibere dei vari consigli di Circolo e Collegi Docenti) minacciato da uno scorporo che avrebbe creato diversi problemi organizzativi. 

Scampato il pericolo pensavo di assumere un atteggiamento distaccato rispetto a ciò che è venuto dopo, ma una serie di considerazioni generali mi hanno indotto a ripartire da quel contesto.
Sinceramente non ho capito la delibera della III Commissione Consiliare che chiede ancora un anno di congelamento dello status quo della scuola media (bocciando l’accorpamento con la Direzione Didattica) in attesa di chissà che cosa. Non l’ho capita perché la Regione è l’organo di programmazione per eccellenza ed è lei che ci deve dire che cosa si deve fare per il futuro. Che cosa vogliono attendere i consiglieri che hanno chiesto il congelamento? Che al governo vada la sinistra e renda possibile (la nomina di un Dirigente Scolastico anche per gli Istituti al di sotto dei 400 alunni per le scuole di montagna) ciò che oggi non è possibile? Avrei capito un altro emendamento: quello di consentire (almeno per i comuni laddove esiste un solo istituto Superiore) l’accorpamento della Scuola Media con il Casimiri così da mettere in sicurezza le nostre scuole per sempre. Tra l’altro mi dicono che la Regione non vuole gli accorpamenti delle scuole medie con gli istituti superiori per non creare degli imbuti (delle corsie preferenziali degli studenti delle medie verso quegli istituti superiori con cui sono accorpati). Ma la reggenza della Dirigente del Mazzatinti di Gubbio (che presumibilmente verrà rinnovata in virtù della continuità) non è essa stessa un imbuto?
Se non sbaglio sono stati già avviati dei progetti in continuità.
L’emendamento presentato, mi scuseranno i proponenti, lo vedo invece come un mezzuccio per raccattare qualche voto in vista delle prossime elezioni e niente di più. Perché dai numeri degli iscritti nella scuola elementare statale si deduce che nella scuola Media avremo i seguenti iscritti:

  • a.scolastico 2013- 2014 : 373 iscritti (129 1a media, 135 2a media, 109 5a elementare)
  • a. scolastico 2014-2015 : 329 iscritti (129 1° media; 109 5° elementare; 91 4a elementare)
  • a. scolastico 2015-2016 : 303 iscritti (109 5° elementare; 91 4° elementare; 103 3° elementare)

Numeri impietosi, mi sembra, che rendono difficile ipotizzare per la scuola media F. Storelli la possibilità di superare i 400 alunni anche tenendo conto degli arrivi da fuori comune (Gaifana) o dalle suore (che, comunque verranno in parte compensati dalle uscite verso Fossato e verso le suore stesse).
I consiglieri della terza commissione regionale hanno esaminato questi numeri? Ed i politici gualdesi che, presumo, abbiano indottrinato i consiglieri regionali hanno esaminato questi numeri?
Se invece la speranza è che, con la sinistra al governo, possa cambiare la legge, mi induce a fare una riflessione più ampia. Se la sinistra va al governo pensa di invertire la tendenza al risparmio sulla spesa pubblica?
Seguo molto, penso come tanti altri, il dibattito politico in vista delle prossime elezioni ed in particolare seguo il dibattito politico delle 8 di mattina sulla 7. Ogni giorno, accanto ai politici ed ai giornalisti, c’è un imprenditore e devo dire che le cose più serie le ascolto proprio dagli imprenditori.
Qual è la fotografia realistica che abbiamo davanti?
Negli ultimi quattro anni hanno chiuso 40 mila aziende ed ogni anno ne chiudono circa 12 mila.
La soglia di povertà è stata raggiunta dal 28% delle famiglie italiane.
La disoccupazione galoppa oltre il 12%.
La Cassa Integrazione ha raggiunto livelli mai toccati in passato e il debito pubblico ha fatto un nuovo record.
Gli investitori stranieri se ne guardano bene dal venire ad investire in Italia dove c’è il costo del lavoro più alto (ma con gli stipendi tra i più bassi in Europa), dove c’è il costo energetico più alto, dove un’azione giudiziaria non si sa mai quanti anni impieghi per giungere a conclusione.
A Taranto (ed in tutto l’indotto) si rischiano migliaia di licenziamenti per un conflitto di attribuzione tra giudici e governo come se (volendo) non esistesse un punto di mediazione.
Per una certa parte politica gli imprenditori che investono sono degli speculatori. Sarà meglio che si tengono i soldi e ci speculano in borsa? O è meglio che speculino un po’ ma creando almeno qualche posto di lavoro?
Sull’energia diciamo no a tutto: no alle centrali nucleari, no anche alle più piccole centrali a biogas, no ai gasdotti, no alle pale eoliche (c’è chi dice no). Per carità, ognuno ha le sue buone ragioni per dire no ma occorrerebbero anche proposte alternative. Ed in questo contesto i partiti che governano dovrebbero avere una funzione dirigenziale, di indirizzo anche a costo di un po’ di impopolarità. Ed invece anche in Umbria assistiamo ad un teatrino niente male.
Il Piano Energetico Regionale (la Regione Umbria è governata da una giunta di sinistra con Pd, Socialisti, Comunisti) licenziato dalla giunta regionale a firma del presidente Catia Marini, prevede un aumento della produzione di energia elettrica da impianti a biomasse (termine usato in senso generale, quindi comprendente anche impianti a biogas) del 34,1% entro il 2013 e del 303,31% entro il 2020. Accanto a queste fonti prevede, entro il 2020, un aumento del 7,89% dall’idroelettrico, del 10.572,69% dell’eolico, del 2008,29% del solare.
Si presuppone che su tutto il territorio regionale le forze politiche che hanno licenziato il Piano siano pronte a sostenerlo ed invece così non è. A Gualdo Rifondazione Comunista ha avviato una sottoscrizione per dire no alle biomasse (chiedendo anche le dimissioni dell’assessore regionale di competenza Rometti) ed in qualche altra città (ce lo diceva proprio un autorevole esponente del Pd) anche il Pd di quel luogo è stato tra i promotori di un comitato per il no. A Fossato di Vico la giunta di centro sinistra guidata dal sindaco Mauro Monacelli si era presentata alle elezioni (così come la lista avversaria) inserendo nel suo programma il ricorso alle energie alternative (comprese biogas e biomasse), ma di fronte al sollevamento popolare il sindaco è stato lasciato solo (anche dai consiglieri regionali) e se ne è lamentato pubblicamente.
Insomma, non la faccio più lunga. Mi sembra davvero che la nostra classe politica viva e si muova come fossimo in una fiction o sulla play-station, completamente avulsi dalla realtà che ci circonda e ci travolge. Che importa? Prioritario è il piccolo cabotaggio, la piccola rendita personale (in termini di voti e, purtroppo, a volte, come gli esempi dei Fiorito, dei Lusi ecc anche di interessi personali). Occorrerebbe una rivoluzione culturale del modo di fare politica. Io sono andato a votare nelle primarie del Centro Sinistra ed ho votato per Renzi. Non perché non stimi Bersani (degnissima persona, anche capace e concreto) ma perché pensavo che Bersani si sarebbe portato dietro tutto il fardello della vecchia politica. I fatti, purtroppo, mi stanno dando ragione. Siamo tornati al Berlusconi sì- Berlusconi no. Tutto dejà vu.
E intanto lo tsunami dei problemi irrisolti ci travolge sempre di più.

Riccardo Serroni

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